15/09/2026
24 atleti. 29 ori. Un secondo posto nel medagliere che vale come un’impresa.
La legge dei numeri, questa volta, non è bastata. Con una delegazione azzurra di soli 24 atleti, contro i 40 dell’Ucraina e i 65 della Russia, l’Italia del nuoto paralimpico ha ribaltato ogni pronostico e scritto una pagina straordinaria del proprio percorso europeo.
29 medaglie d’oro, 16 argenti e 16 bronzi: un bottino che porta l’Italia sul secondo gradino del medagliere, alle spalle della Russia (33 ori) e davanti all’Ucraina (25).
Numeri ancora più significativi se si guarda agli atleti: 23 azzurri su 24 sono saliti almeno una volta sul podio. E tutto questo dopo il duro colpo della riclassificazione funzionale che, alla vigilia delle gare, ha impedito a Gabriele Lorenzo di difendere i due ori mondiali conquistati a Singapore.
💙 È stata la forza del gruppo a fare la differenza. Come ha sottolineato il CT Roberto Bonanni, un’Italia «coesa, motivata e mai doma», capace di trasformare ogni difficoltà in energia e di dimostrare che nessuno vince da solo: si vince tutti insieme.
E poi ci sono loro, le stelle di questa spedizione: Monica Boggioni , regina con 8 medaglie; Simone Barlaam, autore di 7 podi e di uno straordinario oro nei 100 stile libero, a soli 4 centesimi dal suo record del mondo; Carlotta Gilli e Xenia Francesca Palazzo, entrambe protagoniste con 6 medaglie.
Un successo costruito in vasca, ma anche grazie al lavoro di staff tecnico, supporto medico e fisioterapico e struttura federale, con il prezioso sostegno del Presidente Franco Riccobello, sempre al fianco della squadra.
E il finale non poteva essere più azzurro. 🇮🇹
L’oro nella 4x100 stile libero P34 ha fatto calare il sipario sull’Europeo nel modo più emozionante: tutta la delegazione stretta insieme, in piedi, a cantare l’Inno di Mameli.
Una squadra. Un’Italia. Un viaggio che guarda già a Los Angeles 2028.
Comitato Italiano Paralimpico