02/06/2026
❗🔥 IL DISCORSO DI MARCELLO LIPPI PRIMA DELLA FINALE DI CHAMPIONS 1996 TRA JUVENTUS E AJAX
👉"Sono i più forti? Sicuro. Sono l’Ajax e sono fortissimi. Non dimenticatelo mai".
"Sono i favoriti? Loro lo pensano, e chi siamo noi per negarlo? In fondo hanno vinto l’ultima Champions contro il Milan, mentre noi abbiamo anche perso la finale di Coppa Uefa...".
«Contro di noi vinceranno? Sì. Nove volte su dieci, novantanove su cento.
Come il Brasile doveva fare con l’Italia nell’82. Ma poi arrivò Rossi, contro tutto e tutti: ve lo ricordate Rossi, no?" "E l’anno scorso il Milan non era invincibile? Ma lo scudetto ce l’abbiamo noi sulla maglia, mi pare...".
Prendo fiato perché mi sono accorto che non respiro da trenta secondi.
Intorno a me tutto comincia a girare un po’, e non per il caldo.
Li guardo a uno a uno, dritto negli occhi.
Mi ascoltano in silenzio, immobili, i muscoli del viso tesissimi.
"Ve lo dico ora, e tenetelo bene in testa per tutta la partita: una maledetta volta tocca a noi.
Ed è questa la volta, lo sento.
È questa la notte! Andiamo!".
Le parole corrono più veloci del pensiero, non le controllo, mi sfuggono e non ho voglia di inseguirle.
Mentre urlo sembra che la mia voce arrivi da lontano.
Ma sono io, il suono rauco e forte che riempie lo spogliatoio è mio.
Non è un discorso che mi sono preparato, mi viene spontaneo.
È un anno che aspetto questo momento, e ora, non so perché, non ho più dubbi.
Non è presunzione, è che... non so spiegarlo, è una sensazione.
Devono crederci anche loro, non possono perdere la fede proprio adesso.
Ce la facciamo.
Meritiamo questa coppa.
La meritano i tifosi che non hanno mai dimenticato la notte dell’Heysel.
La merita l’Avvocato, che regalerebbe la Fiat per una Champions.
E la vinceremo.
Non è retorica, non possono neanche accusarmi d’essermi ispirato ad Al Pacino perché Ogni maledetta domenica – film bellissimo, tra l’altro – verrà girato solo tre anni dopo. Al massimo è lui che mi ha... copiato.
E comunque il mio preferito è sempre stato De Niro...
I ragazzi mi guardano, sembrano statue di marmo, sono concentrati, incutono paura. Sono così da quest’estate, da quando ci siamo detti che questa poteva essere la stagione.
L’anno è stato complicato, ci ha messo alla prova, ma siamo arrivati alla fine.
E stasera c’è l’ultimo capitolo.
Restano in silenzio, in piedi, gli occhi spalancati e rossi di sangue, i pugni istintivamente chiusi.
La testa è alla partita, a Litmanen, Davids e Van der Sar che diventano ogni secondo più grandi mentre l’orologio segna il conto alla rovescia, alle parole di Van Gaal.
Pochi minuti e l’arbitro fischierà l’inizio. Avverto i loro respiri pesanti, quelli di chi si sta caricando dentro.
Ognuno con i suoi pensieri.
Luca sente il momento: si gira verso i compagni e dà il via con il gesto del leader.
Usciamo dallo spogliatoio e siamo investiti dal boato dell’Olimpico, che è tutto per noi, tutto bianconero.
Un piccolo grande vantaggio, non dobbiamo sprecarlo.
Non vedo l’ora di sentire quella musichetta che mi accompagna da Dortmund, la notte in cui tutto è cominciato.
La notte in cui ho capito.
Sono pronto. Sono pronti. Siamo i più forti.
E il più forte vince.
Siamo la Juve.
Vinciamo questa coppa".
Nel nuovo libro scritto con il giornalista Fabio Liapri Marcello Lippi ricorda le sue larole e le sue emozioni nel pre partita della finale di Champions a Roma nel 1996, vinta dalla sua Juventus contro l'Ajax