13/07/2014
Eccoci di nuovo qui!
Oggi vi presentiamo un articolo scritto da Davide Lepore.
Argomento della riflessione è la caratterizzazione nel canto, e verterà in particolar modo sulle differenze tra le versioni originali e quelle doppiate di cartoni animati, serie musicali e simili.
Di seguito l'articolo.
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CARATTERIZZAR CANTANDO
Sapevate che alcuni performer di musical di successo hanno iniziato la loro carriera doppiando serie televisive musicali e cartoni animati? Ne sono un esempio Stephanie D'Abruzzo e John Tartaglia.
Il doppiaggio di pupazzi e cartoni animati, e il musical hanno in comune un aspetto fondamentale: la caratterizzazione del personaggio.
Oggi parleremo della caratterizzazione della voce nel canto soprattutto per quanto riguarda i cartoni animati Disney o i pupazzi stile MUPPETS.
Negli Stati Uniti, cosi come in tutti i paesi di origine del cartone animato, avviene un procedimento particolare. Quando si realizza un film o una serie musicale, si registrano prima le canzoni e le parti recitate e in un secondo momento vengono disegnate le scene.
Il fatto che il disegno venga adattato ad un’ incisione avvenuta in precedenza, fa in modo che gli attori, seguendo comunque le indicazioni registiche, possano scegliere liberamente tempi e ritmi di interpretazione.
Per ovvi motivi, ciò non avviene nella fase di doppiaggio in un’altra lingua.
La prima difficoltà la si incontra nella traduzione e nell’adattamento del testo, che non sempre riesce a mantenere una metrica fedele all’ originale.
Quando si compone una canzone, la scelta delle parole e il loro posizionamento all’interno del testo, sono strettamente collegati alla frase musicale in modo che la melodia stessa, o una nota ben precisa, venga valorizzata.
In inglese, su una data nota, la “e” può essere scelta per esaltare alcune qualità vocali. Nell’adattamento italiano, la stessa nota potrebbe capitare su altre vocali, ad esempio su una “i”, creando così delle difficoltà maggiori nell’emissione in quella data qualità, e, a seconda della parola tradotta, si potrebbe arrivare a scelte e soluzioni interpretative diverse rispetto all’originale.
La seconda difficoltà riguarda il tipo di caratterizzazione che si deve affrontare.
Le principali Major come la Disney o la Warner richiedono in molti casi che la voce del doppiatore si avvicini il più possibile all‘ originale. Spesso, in fase di valutazione del provino, viene eseguito un voice match test nel quale vengono confrontate digitalmente le onde sonore della voce del doppiatore e della voce originale.
L’imitazione, piuttosto che la scelta di una caratterizzazione spontanea, rende l’esecuzione della parte cantata ancora più difficile rispetto a quella parlata. E’ qui che entra maggiormente in gioco il “caratterizzar cantando”. Caratterizzare, rende il cantante attore libero di ovviare ad una particolare difficoltà scegliendo una soluzione interpretativa, seppur in linea con le direttive registiche, non necessariamente fedele all’originale. Addirittura, in alcuni casi, il tipo di voce usato permette tranquillamente di essere calanti o crescenti, rimanendo coerenti con il personaggio. Il “caratterizzar cantando” rende il lavoro più divertente e stimolante.
Qui trovate un esempio di uno dei miei personaggi, Wakko Warner degli “Animaniacs”. Vi assicuro che è per me è stato davvero divertente!
https://www.youtube.com/watch?v=fpyxHah_d80
Fra le tante serie doppiate e cantate quella che però preferisco è “Johnny e i folletti “. Il protagonista , produttore e autore del programma è John Tartaglia.( Avenue Q )
Purtroppo la versione italiana è difficile da trovare, ma quella originale vi può dare l’ idea di quanto possa essere impegnativo, ma allo stesso tempo eccitante, riprodurre una caratterizzazione che non si è spontaneamente portati a scegliere.
Il mio personaggio è Basil ed è quello verde con gli occhiali…
Buon … DIVERTIMENTO!!!
(post a cura di Davide Lepore)
https://www.youtube.com/watch?v=otE09-EbkAM