12/01/2024
Io non sono il Papa e non morirò democristiano, come professava Andreotti, visto che sono nato comunista.
Io non sono il Papa anche se mi sta molto simpatico, lo vedo come il “Che Guevara” della chiesa, mi sa che è più comunista di me. Ma condivido con lui un pensiero: “Il mondo va in malora perché non ci si ama più!”. C’ha ragione Papa Francesco, ci vuole più amore. Amore verso le donne perché siamo nati tutti da loro, abbiamo avuto delle sorelle che abbiamo amato, delle zie che ci hanno fatto deliziare delle favole, delle colazioni che la mamma non ci faceva, che ci hanno fato conoscere il cinema. Abbiamo avuto, o abbiamo ancora, un amico che ci dividiamo tutto, meglio di un fratello, perché i fratelli li troviamo ma gli amici ce li scegliamo. Abbiamo amato una ragazza, una donna con la quale condividere la vita è stato un viaggio magnifico a prescindere da come è finito. Abbiamo amato i nostri eroi o campioni dello sport che ci hanno fatto sentire vivi. Amiamo le nostre stelle del cinema e rimangono e rimarranno per sempre un nostro sogno, anche solo per parlarci una sera, per invitarla a cena e poi lasciarci come amici. Fin qui ho parlato solo d’amore, perché noi non ce ne accorgiamo viviamo solo d’amore. Perché ci siamo dentro in questo vortice d’amore e ci siamo finiti così, senza chiedere il permesso a qualcuno. Ci hanno amato come noi abbiamo amato loro. Come noi italiani siamo immersi nella bellezza senza pensarci; i nostri poeti, i pittori, gli architetti, gli scultori, gli scrittori, gli inventori e i nostri navigatori che si sono spinti oltre le colonne d’Ercole. Ma tutti l’hanno fatto per amore delle loro professioni. Una partita a calcetto, la fai perché hai amore per il calcio giocato e non pensi di andare in nazionale, oppure si vuol fare randori non perché c’è un posto in nazionale ma perché ci piace sudare, scoprire l’apertura dell’avversario e fate un tiro che vi riesce un Ippon. Perché lo fate? Perché c’è amore. Anche in questo caso vi sto parlando d’amore. Tutto quello che ho scritto fino adesso parla d’amore. Con questo voglio dire che non si uccidono le donne perché sono le madri, le sorelle, la prima fidanzatina di tutti, e, se l’abbiamo amate, non possiamo odiare le donne. Ci vuole amore verso tutte queste donne. Anche le guerre, si fanno perché gli uomini non sanno più amare, altrimenti non ucciderebbero i loro coetanei, loro probabili amici. Invece i potenti della terra fanno le guerre per interessi, per i soldi e come si possono amare i soldi. Solo un pazzo può amare i soldi. Noi, parlo di quelli come me, non è che amiamo i soldi, non ci abbiamo i soldi per vivere. Un altro conto è quello che ha i soldi “...per fare una guera…” come diceva mio nonno, e vuole accumularne di più.
Ritorniamo all’amore, lo chiedo a tutti. Ritorniamo ad essere comprensivi e partecipi alla vita degli altri, non costruiamo muri ma ponti, per accogliere tutti quelli che hanno bisogno. Torniamo ad essere liberi, da vecchi schemi, dalle superstizioni. Non stiamo fermi, dobbiamo fluttuare tra le pieghe del passato, per non dimenticarlo, ma dobbiamo essere agili per districarci dai flutti del futuro perché il futuro e pieno d’imprevisti. Viviamo e tendiamoci più che possiamo per lanciare i nostri figli verso un lontanissimo futuro. Ce ne abbiamo di cosa da fare, non possiamo perdere tempo appresso alle guerre.
E mi dispiace per Andreotti, io sono nato comunista e morirò comunista e anche se ci metto tanto amore in quel che faccio, non morirò mai democristiano.