L’avventura della “Liberi Nantes Touch Rugby” inizia a febbraio del 2010, con l’idea di replicare l’esperienza del calcio con uno sport che potesse coinvolgere le ragazze e le donne rifugiate, per condurle fuori dai centri di accoglienza, lontano da pensieri e ricordi dolorosi dopo un lungo viaggio che le ha portate fino a Roma. Il touch rugby é uno sport simile al rugby come schieramento in campo
e come regole, con la parte del contatto fisico totalmente alleggerita. Quello che nel rugby è il placcaggio, nel touch diventa il “tocco”: per fermare l’avversario basta sfiorarlo. Questo permette di avere il beneficio di uno sport di squadra e di contatto, dove c’è interazione sia con i compagni che con gli avversari, ma senza “un’invadenza fisica” diretta. In più questa disciplina sportiva non ha bisogno di strutture particolari per essere praticata, se non un di campo (che può essere quello del calcio). E’ uno sport aperto ad entrambi i sessi e si adatta sia ai principianti che ai giocatori con esperienza. Nel 2010 gli allenamenti si svolgevano nel campo sportivo dell’Arvalia Villa Pamphili Rugby Roma con l’aiuto e il supporto tecnico della Touch Rugby Roma, mentre nel 2011 – sempre con una squadra solo femminile - ci si è iniziati ad allenare in Casa Liberi Nantes, al campo XXV Aprile. Nonostante le prime difficoltà, il coinvolgimento e la continuità delle ragazze hanno dato buoni risultati e, nel corso dei mesi sono stati eccezionali, sia in termini di entusiasmo che di partecipazione. Nel 2012 il progetto ha avuto la sua svolta: far diventare la squadra davvero mista, coinvolgendo ragazzi e ragazze sia italiani che stranieri, persone un po’ più esperte e persone che non avevano mai toccato una palla ovale. Sempre nelle stesso anno è iniziata la collaborazione con lo Spartaco Rugby, e la squadra della Liberi Nantes Touch Rugby ha iniziato ad allenarsi con regolarità e a partecipare ai primi tornei. La stagione 2012/2013 è iniziata con l’idea di confermare i buoni risultati della passata stagione, andando anche oltre, coinvolgendo ancora di più i centri di accoglienza e facendoci conoscere nel mondo del rugby e del touch rugby, per trovare nuovi amici con cui condividere i valori dell’associazione. C’è una regola importante nel Touch Rugby: quando si è liberi e si può ricevere la palla bisogna urlare all’altro compagno ECCOMI, SI CI SONO! Queste parole racchiudono tutta la forza insita in questo sport dove il sostegno dei compagni di squadra è fondamentale; sapere di non essere da soli sul campo da gioco, aiutare i compagni in difficoltà è determinante. Per i ragazzi e le ragazze che fuggono da paesi dove guerre, violenze, torture sono all’ordine del giorno, sapere di poter contare su qualcuno è un fattore psicologico determinante. Non si sentono più soli, non sono più soli, possono correre e giocare come tutti noi, possono riappropriarsi di quella vita, fatta di cose semplici, alla quale hanno dovuto rinunciare.