05/09/2019
LO SHOCK
Con il termine "SHOCK" si intente uno stato di IPOPERFUSIONE SISTEMICA dovuta a riduzione della gittata cardiaca, del volume di sangue o un aumento del calibro vasale.
Uno squilibrio acuto, quindi, della funzione cardiocircolatoria provocato dalla discrepanza fra il volume di liquidi circolanti e il calibro dei vasi sanguigni
Le cause principali possono essere identificate nelle emorragie, nella disidratazione, nella vasodilatazione eccessiva, e nei disturbi della funzionalità cardiaca.
Distingueremo, quindi, vari tipi di shock:
- SHOCK IPOVOLEMICO: causato da una perdita di liquidi corporei come sangue o plasma (emorragie) o da una grave disidratazione (vomito e diarrea gravi, ustioni…);
- SHOCK CARDIOGENO: dovuto alla compromissione della funzionalità cardiaca che determina una ridotta capacità di contrazione del cuore;
SHOCK NEUROGENO: a causa del quale il Sistema Nervoso non è in grado di controllare il calibro dei vasi sanguigni;
- SHOCK ANAFILATTICO: causato da un allergene che può determinare una carenza di ossigenazione a causa dell'Edema della Glottide e, quindi, l'ostruzione delle vie aeree, sia per una eccessiva vasodilatazione delle arterie;
- SHOCK SETTICO:in caso di infezioni gravi (sepsi) vengono liberate tossine che possono causare vasodilatazione.
Si tratta, in ogni caso ed indipendentemente dalle cause, di una situazione patologica molto grave, caratterizzata da una condizione generale di insufficiente perfusione determinata dallo squilibrio tra sangue circolante e vasi che lo contengono.
Di fronte a questa situazione, l'organismo inizia a porre in essere una serie di meccanismi compensativi.
Si parla, quindi, di SHOCK COMPENSATO, o meglio, IN FASE DI COMPENSAZIONE.
Durante questa fase, infatti, la frequenza cardiaca si presenta normale o lievemente in accelerazione, con una pressione arteriosa normale e una frequenza respiratoria aumentata.
La cute si presenterà normale o fredda e umida, con uno stato di coscienza normale caratterizzata eventualmente da ansia.
Con l'aggravarsi della situazione, lo stato evolve nello SHOCK SCOMPENSATO, con un aumento della frequenza cardiaca oltre i 120bpm, difficilmente apprezzabile sul polso periferico (radiale) che può quindi essere flebile o assente.
Il paziente si presenta Ipoteso (pressione massima inferiore a 90 mmhg), tachipnoico, pallido, freddo e sudato, nonchè agitato e confuso.
L'ultimo stadio è quello dello SHOCK GRAVE, caratterizzato dall'assenza del polso periferico che, in ogni caso, si presenterà bradicardico (inferiore a 50 bpm), da una pressione arteriosa non rilevabile, con una difficoltà respiratoria caratterizzata da bradipnea.
Cute fredda, cianotica, marezzata, con alterazioni dello stato di coscienza fino allo stato soporoso e all'incoscienza.
La gravità della situazione e il rischio evolutivo della stessa impone un trattamento rapido.
La prima cosa da fare è allertare immediatamente il sistema di SOCCORSO SANITARIO tramite i numeri 112/118.
Intervenire, per dove possibile, sulle cause dello shock, arrestando eventuali emoraggie, trattando le ustioni e garantendo la pervietà delle vie aeree.
Garantire la protezione termina utilizzando eventualmente la coperta isotermica (metallina).
SOMMINISTRARE OSSIGENO.
Monitorare la situazione tenendo il paziente eventualmente in posizione anti shock o in posizione laterale di sicurezza, preparandosi, eventualmente, a sostenere le funzioni vitali con le manovre BLSD