06/03/2026
AIKIDO – ARTI MARZIALI – COMBATTIMENTO di George S. Ledyard Sensei1 traduzione di Mario Paris
Un altro interessante scritto apparso su Internet il 10 settembre 2009 nella pagina Web dello stesso Ledyard Sensei.
Parte 3 di 3
Ora, io non sono quello che chiunque definirebbe un pacifista... sono non violento fino a un certo punto. Credo davvero che l'Aikido debba "funzionare" almeno nel contesto dichiarato della pratica. Ma la pratica ha una forma. Se questa forma è assente, diventa qualcos'altro. Il Fondatore, in modo del tutto consapevole, non ha inserito una componente di combattimento a terra nella sua arte. Non che se ne sia dimenticato... è stato intenzionale. Le tecniche dell'Aikido sono diventate più ampie dei loro antecedenti del Daito Ryu5. E questo non è stato un evento casuale: il passaggio da piccole tecniche applicabili marzialmente a un tipo di esecuzione più ampio, incentrato sull'interiorizzazione di determinati principi sia nel corpo che nella mente, è stato fatto, credo, specificamente per distogliere il praticante dalla “mente combattiva”. L'Aikido era concepito per essere meno pratico per il combattimento. L'alternativa è credere che i coloro che hanno trasmesso l’Aikido del dopoguerra, molti dei quali avevano una certa esperienza nei KoRyu6 o in stili competitivi come il Judo o il kendo, abbiano accidentalmente creato un'arte meno pratica, priva di molti dei componenti richiesti da un sistema concepito per il combattimento., come se non ne sapessero di più.
L'Aikido è una pratica che si regge da sola. Ha una sua ragion d'essere. Ci sono un milione di persone che praticano Aikido in tutto il mondo, più in paesi come gli Stati Uniti e la Francia che in Giappone, a quanto pare. Trarrebbe certamente beneficio da un'infusione di influenze esterne all'arte, non per renderla un'arte di combattimento migliore, ma semplicemente per renderla migliore in ciò che si propone di essere: una pratica trasformativa che si concentra sull'equilibrio delle forze, esterne e interne, emotive, sociali, politiche, qualsiasi cosa. È una pratica che, dovrebbe, aiutarci ad avere meno paura. Mentre i praticanti delle varie arti marziali là fuori possono tutti fare certe cose che io non posso fare, io posso fare ogni sorta di cose che loro non possono. Il fatto che a loro non importi fare le cose che so fare io mi preoccupa poco. Chi pratica l'Aikido non ha bisogno di lasciare che siano i praticanti di altre arti marziali a stabilire i criteri di valutazione della propria arte. È molto probabile che potrei sconfiggere tutti i praticanti si Mixed Martial Arts (MMA) del quartiere e avere comunque un Aikido che non è molto buono e non soddisfa in alcun modo la missione stabilita per l'arte dal suo Fondatore.
NOTE:
1. George Ledyard Sensei ha iniziato la pratica dell’Aikido nel 1976 sotto la guida diretta di Mitsugi Saotome e detiene attualmente il grado di 7° Dan in Aikido. Inoltre è Shodan in Daito Ryu Aikijujutsu e ha praticato Karate, Buko Ryu Naginata, Araki Ryu, Iaido, Kali Filippino e Systema.
2. Il Satyagraha è la filosofia della "resistenza non violenta" o "forza della verità" sviluppata da Mahatma Gandhi, nata come alternativa alla passiva rassegnazione per combattere l'ingiustizia con la verità, l'amore e la non-violenza (ahimsa). Ideato in Sudafrica e applicato nel movimento d'indipendenza indiano (es. Marcia del Sale), mira a convertire l'avversario piuttosto che sconfiggerlo.
3. I Freedom Riders ("viaggiatori per la libertà") erano attivisti per i diritti civili, sia afroamericani che bianchi, che nel 1961 viaggiarono su autobus interstatali nel sud degli Stati Uniti per sfidare la segregazione razziale.
4. Il soto-deshi (外弟子, "studente esterno") è uno studente di arti marziali giapponesi che frequenta il dojo regolarmente ma vive all'esterno, distinguendosi dagli uchi-deshi (内弟子, "studente interno") che risiedono col maestro.
5. Daito-ryu Aikijujutsu ((大東流合気柔術): antica arte marziale giapponese, considerata fra i princilapli sistemi marziali alla base della creazione dell’Aikido.
6. Koryū (古流) si traduce in "antica scuola" o "antica tradizione" soprattutto nel contesto delle arti tradizionali giapponesi (arti marziali, artigianato) che risalgono a prima della modernizzazione (Meiji).