13/08/2026
E se ti dicessi che la parola vacanza per me non ha più nulla a che vedere con quello che pensavo prima?
Negli ultimi due anni ha cambiato completamente significato.
Oggi vacanza è svegliarmi con la luce e andare a dormire quando arriva il buio. Dormire nove, dieci ore. Mangiare tanto e presto. Muovere il corpo dalla mattina alla sera.
Camminare nei boschi, perdermi tra le montagne, pedalare, entrare nell’acqua ghiacciata, provare a stare in piedi su una tavola da surf, remare verso una caletta sconosciuta, aspettare il vento per issare le vele.
E poi fermarmi. Leggere su un sasso, in spiaggia o su una barca che dondola.
Niente alcol, tantissima acqua.
Natura, silenzio, pace.
Il telefono solo per le foto o per le emergenze. E, possibilmente, la speranza che non prenda mai.
Questo è diventato il mio reset. Ma soprattutto è diventato il mio modo di vivere.
Perché piano piano ho iniziato a portare questa stessa pulizia anche nella mia quotidianità. A togliere quello che non mi fa stare bene e a scegliere, sempre di più, quello che invece mi fa bene.
Persone, luoghi, abitudini, ritmi.
E ho scoperto una pace e una tranquillità che mai avrei creduto potessi permettermi.
Forse perché ci sono cervelli che hanno bisogno di viaggiare su onde diverse. Di altri ritmi, altri spazi, altri ambienti.
E la cosa più importante, per me, è poterlo mostrare a mio figlio.
Non insegnargli quale vita dovrà vivere, ma fargli conoscere i pianeti sui quali, un giorno, potrà scegliere di tornare per sentirsi in pace.
Ne ho solo una, di vita. Me lo ripeto sempre.
E finalmente sento di essere sempre più vicina a viverla esattamente come l’ho sempre sognata.
E la ciliegina sulla torta è poterla vivere accanto a questi due qui. 🤍