12/06/2026
Lo Yoga è un percorso ed una disciplina. Nel primo sutra dello Yoga Sutra Patanjali lo dice molto chiaramente: Atha Yoga Anushasanam.
Atha - Ora, qui, nel momento presente, esattamente in ogni istante, nel centro della coscienza
Yoga - Unione, connessione con..
Anushasanam - Disciplina, qualcosa che proviene da lontano da una catena di insegnamenti senza interruzione.
Riflettendo sul primo verso potremmo intuire che lo Yoga propone un percorso, una modalità sistematica e progressiva basata su pratiche di corpo, respiro, mente.
Dovremmo poi chiederci l’obiettivo dello Yoga e Patanjali lo spiega molto bene: Bhoga ed Apavarga.
Bhoga: realizzazione di sé nel mondo, non fuori dal mondo.
Apavarga: liberazione dalla sofferenza.
Lo Yoga Sutra ci spiega il perché, il come, il dove ed il quando.
Quindi lo Yoga è un percorso di crescita personale.
Ci prendiamo cura di noi stessi seguendo un approccio metodologico, sequenziale.
Se iniziamo una certa sequenza di pranayama o di pratiche con un insegnante, non ha senso mischiare con altri approcci.
Mischiare, imbonire con effetti speciali musicali, olfattivi, verbali evocativi: tutto questo altera lo stato di coscienza.
Lo Yoga non è alterazione dello stato di coscienza: non è una droga con cui mi stordisco.
Non cerco effetti speciali: quando e se accadono li riceviamo con gratitudine nel silenzio.
Saltare da un approccio ad un altro genera confusione e non porta da nessuna parte. E’ come se iniziassimo ad innaffiare un seme di rosa 🌹 e poi siccome non vediamo il fiore sbocciare mettessimo fertilizzanti per il cactus 🌵 sperando che esca un altro fiore.
Risultato: penseremmo che lo Yoga sia una esperienza di rilassamento, per evadere, un palliativo.
La via è prendersi cura sempre di se stessi, seguire un percorso e procedere con fiducia e determinazione.
Se facciamo il grand tour delle pratiche stiamo girando in tondo senza procedere da nessuna parte.
Diventiamo collezionisti di esperienze senza padroneggiare una pratica cogliendone l’essenza.