20/07/2025
Ci sono vittorie che fanno rumore, che scuotono l’anima e riaccendono i sogni. Quella di Muhamet “Machine” Qamili sul ring infuocato del Global Theater di Riyadh è una di quelle. Dopo la brillante affermazione di Priolo, il nostro Eti si conferma ancora una volta, vincente e convincente, nella sua scalata al cielo del pugilato arabo. Una prestazione che non solo lascia il segno, ma che urla al mondo il suo talento cristallino, troppo spesso sottovalutato, troppo poco sostenuto.
Nel prestigioso scenario del WBC Grand Prix dei pesi piuma, Qamili (16-0) ha incantato ancora. Con freddezza, cuore e intelligenza tattica ha piegato il ghanese Holy Dorgbetor (14-1-1), fino ad allora imbattuto, guadagnandosi con pieno merito un posto nei quarti di finale.
Il verdetto non lascia spazio a dubbi: 60-53 e 59-54 due volte, punteggi netti, limpidi, in favore dell’italo-albanese, che ha saputo tenere testa a un avversario ostico, più alto, più massiccio.
E come se non bastasse, una testata accidentale nel primo round gli ha aperto un taglio sull’arcata sopracciliare sinistra, Eti non ha mollato. Ha stretto i denti, ha accorciato la distanza, e ha cominciato a demolire l’avversario colpo dopo colpo. I suoi ganci precisi, le combinazioni al corpo, la freddezza con cui ha incassato e risposto, hanno fiaccato Dorgbetor. Il paradenti del ghanese è finito più volte sul tappeto, segno della potenza di Eti. Al punto che, nella terza ripresa, è arrivato anche un richiamo ufficiale da parte dell’arbitro.
Ma Qamili non si è distratto. È rimasto concentrato. Ha dato spettacolo. E ha dimostrato, una volta di più, di meritare un posto tra i grandi.
Ora lo attende Troy Nash (5-0), imbattuto statunitense che ha eliminato ai punti il temibile kazako Zhengissov. Sarà un’altra battaglia, un altro banco di prova, ma una cosa è certa: Eti c’è. E il suo cuore batte forte. Per lui, per noi, per il pugilato italiano che ha bisogno di eroi veri.
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