23/04/2026
Lo diciamo da anni, speriamo che l’uscita dal Mondiale e questo esempio concreto possa smuovere un po’ le cose e dare delle possibilità ai nostri ragazzi
La sua storia racconta, in modo perfetto, il vero problema del calcio italiano.
Ora tutti elogiano giustamente questo ragazzo.
Ieri è stato semplicemente straordinario, una prestazione da dieci in pagella.
In questi pochi mesi è diventato titolare nella Lazio, protagonista di un finale di stagione incredibile e della cavalcata fino alla finale di Coppa Italia.
Ma bisogna dire che tutto questo è avvenuto solo grazie a una serie di circostanze come la cessione di Mandas e l’infortunio di Provedel.
Tre mesi fa giocava in Serie B.
Si, in Serie B.
Se non fosse successo tutto questo, oggi non lo conoscerebbe nessuno.
E invece, appena gli è stata data un’opportunità, ha risposto presente. Eccome.
E allora oggi tutti parlano di lui come di un possibile grande portiere, uno che può ambire anche alla nazionale.
Perché quando fai prestazioni del genere, significa che a questi livelli ci puoi stare. E alla grande.
Il punto è proprio questo: in Italia ai giovani non viene data fiducia. Mai.
E questa è la dimostrazione più chiara.
Perché questo ragazzo è arrivato fin qui soprattutto grazie a un’occasione fortuita, sì.
È stato fortunato.
E sapete quanti, al suo posto, non hanno avuto la stessa occasione?
Quanti restano nell’ombra pur avendo le qualità per emergere?
Oggi nel calcio italiano il talento, per esplodere, deve avere fortuna. Non basta il merito.
Serve l’episodio giusto.
Per questo, oltre agli applausi meritatissimi al ragazzo, c’è una riflessione da fare.
Speriamo che la storia di Edoardo Motta non resti un’eccezione, ma diventi finalmente la regola.