04/08/2025
Maurizio Pochesci è una figura poliedrica nel panorama artistico e letterario italiano, con una carriera che abbraccia oltre trent’anni di attività intensa e appassionata.
Nato nel 1951, Pochesci ha affinato la sua tecnica pittorica lavorando a stretto contatto con maestri dell’arte romana come Pino Reggiani e Giampaolo Berto.
Le sue opere si distinguono per una dimensione quasi “quadridimensionale”, dove la luce tenue e il gioco di ombre creano scenari profondi e suggestivi. Temi come la solitudine e il mito (es. Leda e il Cigno) sono ricorrenti.
Il suo stile è volutamente non classificabile: figurativo, informale, ironico, mitico, erotico… ma sempre personale e evocativo.
È co-fondatore e direttore artistico della QuadraRum Art Gallery, uno spazio culturale a Roma che fonde arte visiva e letteratura.
Ha curato eventi con artisti di rilievo come Schifano, Basaldella, Ennio Calabria e molti altri, sia a Roma che in sedi istituzionali in tutta Italia.
La galleria è anche un punto di riferimento per l’arteterapia e la promozione di artisti emergenti e internazionali.
Oltre alla pittura, Pochesci ha promosso numerose antologie poetiche con la casa editrice Officine Culturali Romane.
Organizza serate letterarie che si intrecciano con eventi artistici, creando un dialogo tra parola e immagine.
Un vero “artigiano dell’immaginario”, capace di trasformare ogni evento in un’esperienza multisensoriale
Maurizio Pochesci ha sviluppato un approccio unico e profondamente sensoriale alla fusione tra arte visiva e poesia, trasformando ogni esposizione in un’esperienza immersiva e multidimensionale.
Ecco alcuni aspetti chiave del suo metodo: Concettualità e Simbolismo
Le sue opere pittoriche non sono semplici immagini, ma “testi visivi” che dialogano con la parola scritta.
Utilizza simboli mitologici, figure enigmatiche e atmosfere chiaroscurali per evocare emozioni che trovano eco nei versi poetici presentati durante le esposizioni.
Nella QuadraRum Art Gallery, Pochesci organizza serate in cui pittura e poesia si intrecciano: le letture poetiche accompagnano le opere esposte, creando un flusso narrativo tra parola e immagine.
Le antologie pubblicate con Officine Culturali Romane spesso includono contributi di artisti visivi e poeti, in un gioco di rimandi e contaminazioni.
Il suo stile pittorico è volutamente non convenzionale: figurativo, astratto, ironico, ermetico. Questa varietà riflette la stessa libertà espressiva che caratterizza la sua poesia.
Le sue opere invitano l’osservatore a “leggerle” come si leggerebbe una poesia: con lentezza, interpretazione e coinvolgimento emotivo.
Ha curato eventi dedicati a figure letterarie come Leopardi, dove la pittura diventa estensione visiva dell’idillio poetico. In queste occasioni, la tela non illustra la poesia, ma la reinventa, offrendo una nuova chiave di lettura.
In sintesi, Pochesci non cerca di spiegare la poesia con l’arte, né viceversa: le due forme si incontrano, si contaminano e si amplificano a vicenda.