17/02/2026
22 dicembre 1910. Iniziano una serie di incontri tra il sindaco Ernesto Nathan ed il presidente della Lazio Fortunato Ballerini che porteranno alla concessione dell’area di Via dell’Ippodromo (oggi Viale De Coubertin) alla Lazio. Sorgerà qui lo Stadio della Rondinella (“Campo Lazio” per i romani dell’epoca), 15.000 posti e casa della Lazio dal 1914 al 1931, anno in cui la Lazio si sposta nell’adiacente Stadio Nazionale, 47.000 posti. La Rondinella resta per più di 25 anni il campo di allenamento della Lazio. In quell’area la settimana si allena, la domenica gioca. Per interi decenni. Nel 1953 la Lazio si sposta nel nuovo Olimpico. Pochi anni dopo, nel 1957, dopo mezzo secolo, la Lazio é costretta ad abbandonare la Rondinella che, in seguito ai danni di un incendio, viene demolita insieme allo Stadio Nazionale (ormai diventato “Torino” in memoria di Superga, prima di essere stato “del PNF” nel ventennio) ritenuto carente per Roma 1960. In quell’area viene immediatamente ricostruito un nuovo stadio pronto per le Olimpiadi, il Flaminio da oltre 40.000 posti. La Curva Nord del nuovo stadio sorge proprio sull’area della Rondinella. La Lazio gioca al Flaminio le stagioni 1961/62, 1967/68, qualche partita occasionale tra il 1964 ed il 1966, qualche partita di Coppa negli anni ‘80 e, nel 1989/90, in vista del restauro per Italia ‘90 dell’Olimpico, ci disputa insieme alla Roma l’intero campionato. Poi qualche amichevole estiva (ultime 2-0 al Chelsea nel 2003 e 2-1 al Panathinaikos quattro anni dopo) fino all’ultima sfida ufficiale (Lazio-Rende 4-0, sessantaquattresimi di Coppa Italia 2006/07). Nel 2008 diventa per pochi anni la sede della Polisportiva. Di proprietà del Comune di Roma, dal 2011 il Flaminio é in stato di abbandono.
Oggi verrà presentato il progetto per riportare la Lazio lì, nella Sua Casa.
Lì dove per mezzo secolo i genitori dei nostri nonni, i nostri nonni, le nostre nonne, i nostri zii, andavano a tifare la nostra Lazio.