11/06/2026
🎯⚠️Scioperiamo perchè Vogliamo tutt'altro!
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Un riassunto non esaustivo delle motivazione che portano a questo sciopero:
1. Riconoscimento e dignità del lavoro culturale
Il lavoro culturale e creativo è anzitutto lavoro, e come tale deve essere riconosciuto.
Per questo reputiamo necessaria la regolamentazione di tutte le figure professionali del settore, sia del lavoro subordinato sia di quello autonomo, come presupposto basilare per invertire la narrazione che le paragona a un “hobby” e ne sminuisce la professionalità.
2. Retribuzione e lavoro dignitosi
Il diritto a una retribuzione adeguata che consenta di condurre una vita libera e dignitosa è sancito dall’articolo 36 della Costituzione ma non di rado nel lavoro culturale e creativo – tanto quello pubblico, quanto quello privato – compensi e salari sono ben al di sotto della soglia di dignità.
3. Rispetto della salute psicofisica
La salute psicofisica è un diritto imprescindibile che viene messo a rischio da condizioni lavorative vessatorie, mancanza di tutele e controlli, precarietà, competizione, disuguaglianze di genere, isolamento e ricattabilità. Costruire ambienti di lavoro sani e tutelati – che siano fisici o meno – a partire dalle indicazioni delle lavoratrici e dei lavoratori è un obiettivo inderogabile.
4. Welfare universale
La precarietà è un fenomeno multiforme, strettamente legato ai bassi salari, alla ricattabilità e all’assenza di diritti.
L’instabilità deve essere compensata da misure di sostegno al reddito che rendano la vita delle lavoratrici e dei lavoratori meno imprevedibile e che permettano loro di pianificare il futuro.
5. Contro l’economia del riarmo e l’art-washing nelle istituzioni culturali
L’aumento degli investimenti pubblici destinati alla spesa militare procede infatti di pari passo con la compressione di salari, diritti e risorse destinate ai servizi pubblici, alla cultura, all’istruzione e al welfare. In questo quadro ci troviamo di fronte a una ennesima operazione di art washing, che presenta come accettabili politiche di militarizzazione e colonizzazione attraverso il linguaggio dell’arte e della neutralità istituzionale.
Tramite lo strumento dello sciopero vogliamo affermare la dignità del lavoro culturale, contro l’economia del riarmo. Torniamo a riempire le strade e a scioperare. Per la dignità. Contro ogni sfruttamento.
Mi Riconosci?
ANGA – Art Not Genocide Alliance
Biennalocene
Campo Innocente
CLAP – Camere del Lavoro Autonomo e Precario
Vogliamo tutt’altro_ assemblea lavorat_ della cultura
Galassia
AWI – Art Workers Italia
Rete della Conoscenza
ADL Cobas
AIEM – Associazione Italiana Educatori Museali
Arci APS
ADI
Strade – traduttrici e traduttori editoriali
Redacta
USI/CT&S