09/04/2020
RIPENSIAMO ORA ALLA MOBILITÀ PER LE NOSTRE CITTÀ, NEL RISPETTO DELLA SALUTE DEI CITTADINI
Con la Consulta Mobilità Ciclistica e Moderazione del Traffico - Torino chiediamo alle istituzioni comunali e regionali di sostenere sin da ora una mobilità che permetta il distanziamento fisico delle persone, ma non quello sociale, che restituisca lo spazio pubblico ai cittadini, valorizzi il commercio di prossimità.
Non possiamo permetterci una mobilità che mette al centro l’uso dell’auto privata, perché lo spazio pubblico è saturo, la qualità dell’aria tornerebbe ad essere sopra i limiti consentiti dalla legge, con i conseguenti rischi sulla salute dei cittadini e perché abbiamo bisogno di promuovere l’attività motoria anche attraverso una mobilità attiva – a piedi o in bici -.
La bicicletta non è e non sarà per tutti. Ma per molti sì. Dare la possibilità di effettuare gli spostamenti in sicurezza a piedi, in bici, con e-bike e in monopattino significa lavorare a beneficio della collettività ed evitare di spostare chi prima usava i mezzi pubblici all’uso dell’auto privata.
Qui il comunicato stampa completo: http://bikepride.net/ripensiamo-ora-alla-mobilita-per-le-nostre-citta-nel-rispetto-della-salute-dei-cittadini/
Chiediamo quindi alle nostre amministrazioni, comunale e regionale, di pensare sin da ora a una mobilità delle persone che:
- permetta ai cittadini di scegliere modalità di trasporto più economiche, risparmiando sulle spese legate all’auto (che stanno ferme e inutilizzate il 95% del loro ciclo di vita).
- permetta di fare attività fisica, dopo mesi di sedentarietà, andando a lavoro o facendo la spesa
- valorizzi e favorisca la frequentazione dei piccoli negozi di quartiere, fortemente colpiti dalle chiusure ma, allo stesso tempo, che i cittadini stanno riscoprendo ora, spinti dal cercare intorno a casa quello che prima cercavano a chilometri di distanza nei centri commerciali
- favorisca le consegne a domicilio della spesa tramite bike e/o cargobike, dando priorità e valorizzando il commercio di prossimità
- soprattutto in un primo momento, garantisca indipendenza negli spostamenti e la distanza fisica ma promuova la relazione sociale: le persone su una bici non sono anonime e distanti come in auto
- permetta di ridurre le collisioni e di conseguenza alleggerire il sistema sanitario, già oggi messo a dura prova: la velocità e la distrazione in auto sono la principale causa di morte sulle nostre strade.
- faccia risparmiare sulla manutenzione stradale e sull’uso dello spazio pubblico.
Confidiamo che le istituzioni, ma anche i cittadini, le associazioni di categoria rappresentanti dei commercianti, i comitati di quartiere, partecipino al nostro appello per contribuire a costruire la città del “dopo”.
Chiara Appendino
Alberto Cirio
Città di Torino