16/09/2026
Braccia tese o braccia piegate in arrampicata?
Un recente studio scientifico (Climber’s muscle excitation and force distribution at different wall angles and body positions, Bonelli et al., 2025) ha riportato l’attenzione su un tema molto discusso. Attraverso l’elettromiografia, i ricercatori hanno confrontato, a diverse inclinazioni della parete, due configurazioni su due appoggi e un appiglio:
DOWN: braccio teso e gambe piegate
UP: braccio flesso e gambe distese.
Lo studio mette in evidenza alcuni aspetti interessanti che Paolo Caruso approfondisce nel video “Braccia flesse o tese: approfondimenti” che oggi condividiamo.
Con l’aumentare della pendenza, come prevedibile, il carico si trasferisce progressivamente dai piedi alla mano. Ma questo alleggerimento dei piedi non avviene in modo simmetrico: si alleggerisce maggiormente il piede omolaterale, cioè quello sullo stesso lato della mano in presa.
Dal punto di vista della Tecnica, il motivo è chiaro: la posizione analizzata è un ambio, con mano e piede dello stesso lato sostanzialmente allineati. In strapiombo, per contrastare la rotazione del corpo, diventa quindi necessario aumentare la pressione sul piede controlaterale. Gli stessi ricercatori osservano che il carico sarebbe distribuito più uniformemente se la proiezione della mano fosse più vicina al punto medio tra i due piedi: in termini tecnici, se l’arrampicatore fosse in una Posizione a Triangolo, come definita dal Metodo Caruso. Lo studio evidenzia quindi, pur senza averlo ricercato direttamente, alcune delle problematiche dell’ambio descritte dalla Tecnica.
Un secondo risultato riguarda il passaggio dalla posizione DOWN alla UP. In strapiombo, passando da gambe piegate/braccio teso a gambe distese/braccio piegato, parte del carico si trasferisce dalla mano ai piedi. Nella situazione studiata, quindi, la posizione UP sollecita meno gli arti superiori. Anche questo trasferimento, però, è asimmetrico: il piede controlaterale viene caricato maggiormente per contrastare una rotazione del corpo più accentuata.
Questo significa che in strapiombo bisogna sempre arrampicare con gambe distese e braccia piegate? No. E non significa nemmeno il contrario.
L’arrampicata è un’attività motoria complessa e modificare anche una sola componente può cambiare completamente il risultato. Nell’ambio studiato, aumentando ulteriormente la pendenza, mantenere le gambe distese diventerebbe molto difficile senza entrare in rotazione, mentre con le gambe piegate potrebbe essere ancora possibile. In una corretta Posizione a Triangolo, invece, sarebbe vantaggioso mantenere le gambe distese. Il punto, quindi, non è stabilire una regola universale tra “braccia tese” e “braccia piegate”, ma comprendere la relazione tra posizione del corpo, appoggi, inclinazione, distribuzione dei carichi e controllo della rotazione.
In conclusione: la Tecnica non si improvvisa! Superare automatismi involontari come l’ambio e imparare a gestire correttamente posizioni e movimento richiede metodo e consapevolezza. Per questo è importante non affidarsi a mode o generalizzazioni, ma imparare a leggere la roccia e ad ascoltare il corpo attraverso una tecnica consapevole e strutturata, come quella proposta dal Metodo Caruso®.
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https://youtu.be/PnOhy_voTrM
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