History Tennis

History Tennis I piu grandi personaggi e campioni
La storia del tennis con immagini e video

L'11 giugno 2006 il Roland Garros vive una delle finali più attese dell'era moderna. Da una parte Roger Federer, numero ...
11/06/2026

L'11 giugno 2006 il Roland Garros vive una delle finali più attese dell'era moderna. Da una parte Roger Federer, numero 1 del mondo e dominatore assoluto del circuito. Dall'altra Rafael Nadal, il giovane fenomeno spagnolo che sulla terra battuta sembra già imbattibile.

Per Federer è un appuntamento con la storia: vincere a Parigi significherebbe completare il Career Grand Slam. Dopo aver conquistato Australian Open, Wimbledon e US Open, manca soltanto il Roland Garros.

L'inizio sembra spalancargli la strada. Lo svizzero gioca un primo set straordinario e travolge Nadal 6-1. Ma il maiorchino reagisce come fanno i campioni. Punto dopo punto, game dopo game, riprende il controllo della partita con la sua intensità inesauribile, il topspin devastante e una forza mentale fuori dal comune.

Nadal pareggia i conti vincendo il secondo set 6-1, si porta avanti conquistando il terzo 6-4 e nel quarto resiste al ritorno di Federer, chiudendo al tie-break.

È il secondo Roland Garros consecutivo per Nadal, che allunga la sua incredibile striscia vincente sulla terra battuta e conferma di essere già il padrone di Parigi.

Per Federer è una delusione cocente, ma anche l'inizio di una sfida destinata a entrare nella leggenda. Quella finale sarà infatti il primo capitolo della trilogia parigina contro Nadal, che si ripeterà nel 2007 e nel 2008, contribuendo a rendere immortale la rivalità più iconica del tennis contemporaneo.

A Parigi, quel giorno, il numero 1 del mondo sfidò il Re della Terra. E il Re difese il suo trono.

🎾 11 giugno 1995, 31 anni faThomas Muster conquista Parigi e completa la sua incredibile rinascitaSul rosso del Roland G...
11/06/2026

🎾 11 giugno 1995, 31 anni fa
Thomas Muster conquista Parigi e completa la sua incredibile rinascita

Sul rosso del Roland Garros si consumò una finale che premiò il più grande specialista della terra battuta di quegli anni. Thomas Muster arrivava a Parigi da dominatore assoluto della stagione, forte dei successi a Monte Carlo e agli Internazionali d'Italia, deciso a coronare il sogno di una vita.

Dall'altra parte della rete c'era Michael Chang, il campione del Roland Garros 1989, uno dei giocatori più combattivi e instancabili del circuito. Una sfida tra due autentici guerrieri della terra rossa.

L'inizio fu equilibrato. Chang riuscì anche a portarsi avanti nel primo set, ma Muster non p***e la calma. Con la sua proverbiale intensità da fondo campo, i colpi carichi di topspin e una tenuta fisica impressionante, l'austriaco prese progressivamente il controllo dell'incontro.

Dopo due ore di battaglia, il verdetto fu netto: 7-5, 6-2, 6-4.

Per Thomas Muster fu il primo e unico titolo del Grande Slam della carriera, il trionfo che consacrò definitivamente il "Re della terra battuta" prima dell'era di Rafael Nadal.

Ma quel successo assunse un significato ancora più profondo pensando alla sua storia. Soltanto pochi anni prima, nel 1989, un gravissimo incidente stradale aveva rischiato di porre fine alla sua carriera. Con una determinazione straordinaria, Muster riuscì a tornare ai massimi livelli fino a raggiungere il tetto del tennis mondiale sulla superficie che più amava.

Una vittoria che non fu soltanto un titolo Slam, ma il simbolo della forza di volontà di un campione che seppe rialzarsi quando tutto sembrava perduto.

11 giugno 1989, Sul campo centrale del Roland Garros andò in scena una delle finali più incredibili della storia del ten...
11/06/2026

11 giugno 1989, Sul campo centrale del Roland Garros andò in scena una delle finali più incredibili della storia del tennis. Da una parte Stefan Edberg, numero 1 del mondo, elegante campione svedese e favorito d'obbligo. Dall'altra Michael Chang, appena 17 anni, praticamente sconosciuto ai più e già protagonista di un torneo fuori da ogni logica.

L'americano di origini cinesi partì forte vincendo il primo set, ma Edberg reagì da campione e si portò avanti due set a uno. Sembrava l'inizio della fine per il giovane sfidante. Invece fu proprio lì che nacque la leggenda.

Chang lottò contro la stanchezza, contro i crampi e contro ogni pronostico. Continuò a rincorrere ogni pallina, a inventare soluzioni imprevedibili e a mettere in discussione le certezze del suo avversario. Celebre rimase la sua risposta avanzando quasi sulla linea del servizio e perfino il servizio eseguito "dal basso", gesti che spiazzarono Edberg e mostrarono il coraggio di un ragazzo che non aveva alcuna intenzione di arrendersi.

Dopo oltre quattro ore di battaglia, Chang completò la rimonta imponendosi per 6-1, 3-6, 4-6, 6-4, 6-2.

A soli 17 anni e 3 mesi diventò il più giovane vincitore maschile di un torneo del Grande Slam, un record che resiste ancora oggi.

Quella vittoria fu molto più di un successo sportivo. Fu il trionfo della determinazione sulla paura, dell'audacia sull'esperienza, del sogno sulla logica.

Trentasei anni dopo, quella rimonta resta una delle pagine più emozionanti mai scritte sulla terra rossa di Parigi.

🎾 Due dei servizi più devastanti della loro epoca. Due personalità diverse. Una sola scelta.Chi è il tuo preferito?🇦🇺 Ma...
10/06/2026

🎾 Due dei servizi più devastanti della loro epoca. Due personalità diverse. Una sola scelta.

Chi è il tuo preferito?

🇦🇺 Mark Philippoussis – potenza pura, carisma e colpi esplosivi
🇺🇸 Andy Roddick – servizio fulminante, grinta e numero 1 del mondo

Curiosamente si sono affrontati una sola volta nel circuito ATP, con vittoria di Roddick al Queen's nel 2005 L'incontro divenne celebre anche perché Roddick scagliò un servizio alla velocità record di 243 km/h

👇 Vota nei commenti scrivendo il tuo preferito: Philippoussis o Roddick?

🏆 Chi scegli? 🎾

10 giugno 1990, 36 anni fa, sulla terra rossa di Parigi, Andrés Gómez scriveva una delle pagine più emozionanti della st...
10/06/2026

10 giugno 1990, 36 anni fa, sulla terra rossa di Parigi, Andrés Gómez scriveva una delle pagine più emozionanti della storia del tennis ecuadoriano.

Nella finale del Roland Garros affrontò il giovane e talentuosissimo Andre Agassi, considerato da molti il favorito. Ma Gómez, mancino elegante e combattente instancabile, aveva nel mirino l'occasione della vita.

Dopo aver conquistato il primo set per 6-3, vide Agassi reagire nel secondo (2-6). Da quel momento il match si accese definitivamente: il pubblico parigino si schierò con l'ecuadoriano, trascinato dai suoi attacchi vincenti, dalle improvvise discese a rete e da un diritto mancino capace di fare la differenza.

Con il punteggio finale di 6-3 2-6 6-4 6-4, Gómez conquistò il suo unico titolo Slam in singolare, diventando il primo e tuttora unico campione ecuadoriano di un torneo del Grande Slam, e il secondo sudamericano dopo Vilas a vincere Parigi.

Un trionfo costruito con esperienza, coraggio e classe, culminato contro un Agassi appena ventenne destinato a diventare una leggenda del tennis mondiale.

10 giugno 2001. Sul campo dedicato per la prima volta a Philippe Chatrier si chiude una delle più belle storie d'amore t...
10/06/2026

10 giugno 2001. Sul campo dedicato per la prima volta a Philippe Chatrier si chiude una delle più belle storie d'amore tra Kuerten e il Roland Garros. Il brasiliano conquista il suo terzo titolo a Parigi, superando in finale lo spagnolo Alex Corretja con il punteggio di 6-7 7-5 6-2 6-0.

Ma quel trionfo vale molto più di una semplice vittoria. Durante il torneo, infatti, il brasiliano era andato a un passo dall'eliminazione negli ottavi di finale contro l'americano Michael Russell. Sotto di due set e con un match point da annullare, "Guga" trovò la forza di reagire e completò una rimonta straordinaria. Al termine di quella battaglia disegnò con la racchetta un grande cuore sulla terra rossa parigina, sdraiandosi al suo interno per ringraziare il pubblico.

Tre partite più tardi arrivò l'epilogo perfetto. In finale contro Corretja, dopo aver perso il primo set al tie-break, Kuerten prese il controllo dell'incontro, imponendo il suo tennis spettacolare e la sua inesauribile energia fino al netto 6-0 dell'ultimo parziale.

Al momento della vittoria, il brasiliano ripeté quel gesto diventato immortale: un altro cuore tracciato sulla terra battuta del Roland Garros. Un'immagine che ancora oggi rappresenta uno dei momenti più iconici e romantici della storia del tennis.

Con quel successo, Guga conquistò il suo terzo e ultimo Roland Garros dopo quelli del 1997 e del 2000, entrando definitivamente nella leggenda della terra rossa.

Il giorno in cui Parigi e Guga si dissero ancora una volta: "Je t'aime". ❤️🎾

10 giugno 1984, 42 anni fa. Sul Centrale del Roland Garros va in scena una delle finali più memorabili della storia del ...
10/06/2026

10 giugno 1984, 42 anni fa.
Sul Centrale del Roland Garros va in scena una delle finali più memorabili della storia del tennis. Da una parte John McEnroe, numero uno del mondo, imbattuto da inizio stagione e dominatore assoluto del circuito. Dall'altra Ivan Lendl, il campione cecoslovacco che, nonostante il suo enorme talento, era ancora alla ricerca del primo titolo del Grande Slam dopo quattro finali p***e.

Per oltre due set sembra non esserci partita. McEnroe gioca un tennis straordinario, fatto di servizi mancini micidiali, volée impeccabili e continue discese a rete. Vince i primi due set 6-3 6-2 e dà l'impressione di avere ormai il trofeo in pugno.

Ma il tennis, come lo sport, sa essere imprevedibile. Lendl non si arrende, continua a lottare da fondo campo e trova la forza di ribaltare una partita che sembrava segnata. Recupera nel terzo set, resiste nel quarto e trascina la sfida al quinto, dove completa una delle più grandi rimonte mai viste sulla terra rossa parigina.

Dopo quasi quattro ore di battaglia, Ivan Lendl trionfa 3-6 2-6 6-4 7-5 7-5, conquistando il primo Slam della sua carriera. È il giorno che cambia per sempre la sua storia sportiva: da eterno incompiuto a campione destinato a diventare uno dei dominatori del tennis mondiale.

Per McEnroe, invece, resta una delle sconfitte più dolorose della carriera. Quel Roland Garros, sfuggito dopo essere stato a un passo dal traguardo, rimarrà il grande rimpianto di un campione che non riuscirà mai a vincere il torneo parigino.

A distanza di oltre quarant'anni, quella finale resta uno dei più straordinari esempi di resilienza, carattere e forza mentale nella storia dello sport.

Una partita leggendaria che cambiò il destino di due campioni.

"Un Roland Garros, bello, divertente, proprio perché è stato un pò inaspettato, in tante occasioni, sia in ambito maschi...
10/06/2026

"Un Roland Garros, bello, divertente, proprio perché è stato un pò inaspettato, in tante occasioni, sia in ambito maschile che femminile. Situazioni difficili da dover gestire di molti atleti che fisicamente hanno avuto difficoltà, in primis Sinner, abbiamo visto quello che è successo, è argomento di discussione. Grande torneo da parte di italiani, un Cobolli che è andato così vicino alla vittoria. Dopo la partita lui aveva un bel sorriso, dopo quello che ha detto verso il suo pubblico, il suo team, si è reso conto del valore che ha oggi

(FLAVIA PENNETTA)

🎥 SKY TENNIS CLUB

10 giugno 1995, 31 anni fa.Sul rosso di Parigi si rinnova una delle grandi rivalità del tennis femminile degli anni nova...
10/06/2026

10 giugno 1995, 31 anni fa.
Sul rosso di Parigi si rinnova una delle grandi rivalità del tennis femminile degli anni novanta. In finale al Roland Garros si affrontano la numero 1 del mondo Arantxa Sánchez Vicario e Steffi Graf, la campionessa tedesca che, nonostante una condizione fisica non perfetta, è pronta a riprendersi il trono.

La sfida è intensa e combattuta. Arantxa, campionessa in carica e regina della terra battuta, lotta con la consueta determinazione e riesce anche ad aggiudicarsi il secondo set dopo aver perso il primo al tie-break. Ma nel momento decisivo emerge tutta la classe di Steffi Graf.

Dopo oltre due ore di battaglia, la tedesca cambia marcia e domina il terzo set, chiudendo con un netto 6-0 che le consegna il quarto titolo al Roland Garros. Il punteggio finale recita 7-5, 4-6, 6-0.

Quella vittoria rappresenta molto più di un semplice successo parigino. Graf conquista il suo sedicesimo titolo del Grande Slam e torna al numero 1 del mondo, posizione che Arantxa Sánchez Vicario perderà senza più riuscire a riconquistarla. È anche il segnale del ritorno al vertice di una delle più grandi campionesse della storia del tennis.

Il Roland Garros 1995 stabilì inoltre un nuovo record di affluenza, con oltre 361.000 spettatori presenti durante le due settimane del torneo, a testimonianza dell'enorme popolarità raggiunta dal tennis in quegli anni.

Una finale che segnò il ritorno della regina Steffi e uno dei capitoli più importanti della straordinaria rivalità con Arantxa Sánchez Vicario.

9 giugno 1991, 35 anni fa.Sul Court Central del Roland Garros va in scena una finale tutta americana tra due ragazzi cre...
09/06/2026

9 giugno 1991, 35 anni fa.
Sul Court Central del Roland Garros va in scena una finale tutta americana tra due ragazzi cresciuti insieme all'Accademia di Nick Bollettieri: Andre Agassi e Jim Courier.

I due si conoscono alla perfezione. È il loro settimo confronto nel circuito e il terzo a Parigi in appena tre anni. Agassi arriva all'appuntamento da favorito e conquista il primo set per 6-3, sfruttando anche l'emozione di Courier alla sua prima finale Slam.

Ma proprio quando la partita sembra prendere una direzione precisa, Courier trova le contromisure. Un'interruzione per pioggia e i consigli del suo allenatore José Higueras cambiano l'inerzia dell'incontro: più topspin, maggiore pazienza e una diversa gestione degli scambi da fondo campo.

Nasce così una battaglia memorabile di cinque set. Courier pareggia i conti, Agassi reagisce vincendo il terzo parziale, ma nel quarto set il futuro campione domina e porta la sfida al quinto. Lì si assiste a un duello punto su punto, degno di una finale del Grande Slam.

Sul 5-4 del set decisivo, Courier va a servire per il titolo. Riesce a mantenere il sangue freddo e chiude con un ace, conquistando il suo primo trofeo Slam con il punteggio di 3-6, 6-4, 2-6, 6-1, 6-4.

Per Jim Courier è il giorno che cambia una carriera. Da quel momento diventerà uno dei dominatori del tennis dei primi anni novanta, arrivando al numero 1 del mondo e vincendo quattro titoli del Grande Slam.

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Rome

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