09/06/2026
⏳🐺 𝗟𝗘 𝗧𝗘𝗟𝗘𝗡𝗢𝗩𝗘𝗟𝗔𝗦 𝗜𝗡𝗙𝗜𝗡𝗜𝗧𝗘 𝗗𝗘𝗟 𝗠𝗘𝗥𝗖𝗔𝗧𝗢 𝗚𝗜𝗔𝗟𝗟𝗢𝗥𝗢𝗦𝗦𝗢: 𝗗𝗔 𝗭𝗜𝗖𝗢 𝗔 𝗠𝗔𝗟𝗖𝗢𝗠, 𝗙𝗜𝗡𝗢 𝗔𝗟𝗟’𝗔𝗧𝗧𝗘𝗦𝗔 𝗣𝗘𝗥 𝗗’𝗔𝗠𝗜𝗖𝗢!
Cari amici di PlayRoma, ben ritrovati.
L’estenuante e ormai surreale attesa per lo sbarco a Trigoria del nuovo direttore sportivo Tony D’Amico, bloccato ormai da settimane sull’asse Bergamo-Roma, nonché le continue voci ed illazioni su Greenwood, mi hanno dato lo spunto per una riflessione su uno dei grandi classici della nostra storia: il tormentone di mercato.
Sono tanti anni che seguo la Roma e, sinceramente, di telenovele ne ho viste “proiettate” parecchie. Alcune finite nel migliore dei modi, altre trasformatesi in cocenti delusioni, altre ancora così assurde da sembrare inventate.
E proprio in questi giorni, leggendo l’ansia e l’impazienza di tanti tifosi per la vicenda D’Amico, mi sono reso conto che chi è più giovane probabilmente pensa che queste follie siano nate con Twitter, Instagram, Telegram e i presunti insider che seguono voli privati o interpretano ogni like come un indizio di mercato.
In realtà non è cambiato quasi nulla.
Quando ero ragazzo non c’erano i social, ma c’erano i giornali comprati all’alba, le radio ascoltate per ore e ore e le voci che correvano da una parte all’altra della città.
Cambiano gli strumenti, ma il romanista vive da sempre della stessa materia prima: speranza, attesa, illusioni, delusioni e nuovi sogni.
Questo stallo mi ha quindi spinto a fare un viaggio nel passato, rispolverando alcune delle vicende più incredibili che mi sono tornate in mente in queste ore.
𝗟𝗘 𝗙𝗔𝗡𝗧𝗔𝗦𝗜𝗢𝗦𝗘 𝗘𝗦𝗧𝗔𝗧𝗜 𝗗𝗘𝗚𝗟𝗜 𝗔𝗡𝗡𝗜 ’𝟴𝟬: 𝗜𝗟 𝗠𝗜𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗭𝗜𝗖𝗢, 𝗟’𝗔𝗧𝗧𝗘𝗥𝗥𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢 𝗗𝗜 𝗙𝗔𝗟𝗖𝗔𝗢 𝗘 𝗜𝗟 𝗖𝗔𝗦𝗢 𝗕𝗢𝗡𝗜𝗘𝗞
Il primo, grandioso ricordo ci riporta alla leggendaria estate del 1980. Tutto l’ambiente giallorosso visse settimane di pura fibrillazione aspettando Zico.
Dino Viola fece di tutto per portarlo a Roma e la trattativa divenne un tormentone quotidiano. Alla fine il brasiliano non arrivò, ma il 10 agosto 1980 a Fiumicino sbarcò un certo Paulo Roberto Falcao.
Io ero praticamente appena nato, ma quella giornata è stata tramandata tra generazioni di romanisti come uno dei momenti che hanno cambiato la nostra storia.
In quel caso il destino ci regalò qualcosa di ancora più grande di ciò che stavamo aspettando.
Poco dopo, nel 1982, la storia si ripeté con Zbigniew Boniek. Il polacco sembrava destinato alla Roma, ma all’ultimo si inserì la Juventus, favorita anche dai rapporti industriali che la Fiat stava sviluppando in Polonia.
Fu una beffa enorme, ma “Zibì”, che con Viola si era promesso di risentirsi, mantenne la parola e arrivò finalmente a Roma nel 1985, diventando uno dei protagonisti di una delle squadre più amate di sempre.
A chiudere quel decennio ci pensò poi Gerald Vanenburg. L’olandese utilizzò l’interesse della Roma per settimane, facendo credere a tutti di essere a un passo dalla Capitale, salvo poi ottenere il rinnovo dal PSV Eindhoven.
Una delle più celebri messe in scena della storia del mercato romanista.
𝗜𝗟 𝗖𝗟𝗔𝗠𝗢𝗥𝗢𝗦𝗢 𝗗𝗘𝗖𝗘𝗡𝗡𝗜𝗢 𝗗𝗘𝗚𝗟𝗜 𝗔𝗡𝗡𝗜 ’𝟵𝟬: 𝗛Ä𝗦𝗦𝗟𝗘𝗥, 𝗙𝗘𝗥𝗥𝗔𝗥𝗔, 𝗣𝗔𝗨𝗟𝗢 𝗦𝗢𝗨𝗦𝗔, 𝗧𝗥𝗘𝗭𝗘𝗚𝗨𝗘𝗧 𝗘 𝗜𝗟 𝗦𝗢𝗟𝗜𝗧𝗢 𝗗𝗜𝗦𝗖𝗢𝗥𝗦𝗢 𝗖𝗛𝗘 𝗙𝗜𝗡𝗜𝗩𝗔 𝗔 𝗧𝗢𝗥𝗜𝗡𝗢
All’inizio degli anni Novanta arrivò la vicenda di Thomas Hässler. Il tedesco era stato praticamente bloccato dalla Roma quando improvvisamente si inserì la Juventus e lo portò a Torino.
Per noi fu una delusione enorme. Il destino, però, aveva altri piani.
Dopo appena una stagione in bianconero e nel pieno delle conseguenze del famoso caso Lipopill che coinvolse Angelo Peruzzi, Hässler arrivò finalmente a Roma nello storico scambio che riportò in giallorosso quello che sarebbe poi diventato il nostro amatissimo “Tommasino”.
Rimase però anche un piccolo retrogusto amaro, perché Angelo Peruzzi, nonostante quella vicenda, avrebbe poi costruito una carriera straordinaria diventando uno dei più grandi portieri della storia del calcio italiano.
Qualche anno più tardi arrivò invece una vicenda che ancora oggi rappresenta uno dei più grandi “e se…” della storia recente della Roma.
Nel 1993 Luciano Moggi, allora dirigente giallorosso, aveva praticamente impostato due operazioni pesantissime: Ciro Ferrara dal Napoli e Paulo Sousa dal Benfica.
Poi arrivò il terremoto societario. La convivenza tra Franco Sensi e Pietro Mezzaroma terminò, Franco Sensi rilevò le quote del socio diventando proprietario unico della Roma e, tra le prime decisioni prese, allontanò Luciano Moggi da Trigoria.
Con l’uscita del dirigente saltarono anche le due operazioni che aveva costruito nei mesi precedenti.
L’anno successivo Moggi approdò alla Juventus e si portò dietro sia Ferrara sia Paulo Sousa, che sarebbero diventati pilastri di uno dei cicli più vincenti della storia bianconera.
Alla fine del decennio arrivò poi un’altra telenovela che molti romanisti ricordano benissimo: quella di David Trezeguet.
Il giovane centravanti del Monaco era considerato uno dei talenti più promettenti d’Europa e la Roma lo seguì a lungo. Franco Sensi era convinto di essere vicino alla chiusura dell’operazione, ma la trattativa si trasformò in una rincorsa infinita.
Ad ogni incontro il Monaco sembrava alzare ulteriormente le proprie richieste economiche e, quando la sensazione era quella di essere ormai arrivati al traguardo, si inserì ancora una volta la Juventus.
Trezeguet prese la strada di Torino e sarebbe diventato uno dei più grandi attaccanti della storia bianconera.
𝗜 𝗕𝗘𝗙𝗙𝗔𝗥𝗗𝗜 𝗔𝗡𝗡𝗜 𝗗𝗨𝗘𝗠𝗜𝗟𝗔: 𝗜𝗕𝗥𝗔𝗛𝗜𝗠𝗢𝗩𝗜Ć, 𝗠𝗜𝗗𝗢 𝗘 𝗜𝗟 𝗗𝗜𝗘𝗧𝗥𝗢𝗙𝗥𝗢𝗡𝗧 𝗣𝗘𝗥 𝗠𝗨𝗧𝗨
Nell’estate del 2004 la Roma seguiva con grande attenzione Zlatan Ibrahimović. La trattativa sembrava assolutamente alla portata dei giallorossi, ma alla fine la società non ritenne opportuno spingersi fino ai circa 16 milioni di euro richiesti per chiudere l’operazione.
Fu a quel punto che entrò in scena Mino Raiola. Ibrahimović prese la strada della Juventus, mentre Mido, inizialmente destinato ai bianconeri, finì alla Roma.
E che dire di Adrian Mutu nel 2008? Quella fu una vera e propria telenovela.
Il fenomeno rumeno sembrava destinato a Trigoria, l’accordo appariva ormai vicino e il giocatore era stato convinto dal progetto giallorosso. Poi arrivò il dietrofront della Fiorentina e l’operazione saltò definitivamente.
𝗜 𝗧𝗘𝗠𝗣𝗜 𝗠𝗢𝗗𝗘𝗥𝗡𝗜: 𝗗𝗔 𝗠𝗔𝗛𝗥𝗘𝗭 𝗔𝗟𝗟’𝗔𝗘𝗥𝗘𝗢 𝗗𝗜𝗥𝗢𝗧𝗧𝗔𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗠𝗔𝗟𝗖𝗢𝗠
Arrivando ai tempi più recenti, la mente vola inevitabilmente all’estate del 2017 e all’inseguimento infinito a Riyad Mahrez.
Monchi passò settimane a trattare con il Leicester. Ogni giorno sembrava quello decisivo.
Quel giorno, però, non arrivò mai.
Mahrez rimase in Inghilterra e poco tempo dopo approdò al Manchester City, dove avrebbe poi vinto praticamente tutto.
Ma il punto più alto del surrealismo romanista lo abbiamo probabilmente toccato nel luglio del 2018 con Malcom.
Roma e Bordeaux avevano già annunciato l’accordo. I tifosi si stavano radunando a centinaia a Ciampino. Il giocatore era già arrivato all’aeroporto, il jet privato era acceso sulla pista e tutto era pronto per il decollo verso Roma.
Malcom stava letteralmente salendo la scaletta dell’aereo quando arrivò una telefonata del Barcellona.
Il ragazzo entrò ugualmente nel velivolo, ma quell’aereo non atterrò mai a Ciampino.
Poche ore dopo sarebbe sbarcato in Catalogna, lasciando i tifosi romanisti davanti a una delle beffe più assurde che il mercato moderno ricordi.
𝗨𝗡 𝗠𝗘𝗦𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗨𝗡 𝗗𝗦: 𝗟𝗔 𝗦𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔 𝗖𝗜 𝗜𝗡𝗦𝗘𝗚𝗡𝗔 𝗟𝗔 𝗣𝗔𝗭𝗜𝗘𝗡𝗭𝗔
Oggi, nel 2026, ci risiamo.
Siamo ancora qui ad aspettare, con le lancette che sembrano girare a vuoto, per capire se e quando questa telenovela sul nuovo DS vedrà finalmente la parola fine, e non voglio neanche pensare a cosa accadrà con l’inglese del Marsiglia…
Quale tra queste storiche beffe vi ha lasciato il segno peggiore?
E come state vivendo, sinceramente, questo stallo infinito intorno al nome di D’Amico?
👇 Dite la vostra nei commenti!
🐺💛❤️ 𝗙𝗢𝗥𝗭𝗔 𝗥𝗢𝗠𝗔, 𝗦𝗘𝗠𝗣𝗥𝗘!
✍️ a cura di Luca Piattoli
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