21/08/2024
Ferie ultimate ma rimane ancora vivido lo stupore per la visita all'Armeria Imperiale di Vienna.
Fin dai primi anni in cui cominciai a praticare scherma storica ero al corrente che il Kunsthistorisches Museum di Vienna disponesse di reperti degni di nota, ma devo ammettere che la visita è andata ben oltre le aspettative.
I primi pezzi della collezione che ho voluto ricercare sono stati i numerosi oggetti appartenuti a Massimiliano I, probabilmente l'imperatore del SRI più appassionato all'arte delle armi ed a quella cavalleresca, con tanto di numerose raffigurazioni che lo ritraggono nel prendere lezioni di scherma, così come opere allegoriche oltreché a tema da lui commissionate. Tra le tante, famosa la stampa di Hans Burgkmair, con il particolare che vede l'uso del langes messer abbinato ad una specifica coppia di guanti imbottiti, il quale fu materia di discussione persino su swordforum anni or sono.
Non nego che sia una figura storica di cui ho nutrito un fortissimo fascino, per ruolo, attaccamento all'arte, e disponibilità materiali ovviamente.
Tra i numerosi arnesi esposti a lui posseduti, molti sono raffigurati proprio nel MS. Freydal. "Freydal", eponimo utilizzato da Massimiliano I, racconta con un'allegoria romantica la sua partecipazione ad una serie di giostre nelle vesti di tale eroe. Il suo intento è dimostrare di essere degno di sposare una principessa; rappresentazione romanzata della defunta moglie di Massimiliano, Maria di Borgogna, venuta a mancare in giovanissima età a causa di un incidente di caccia.
Fortunatamente il Museo stesso ha accompagnato questi reperti con le apposite tavole. Ricordi personali di quasi 15 anni che riaffiorano e si palesano davanti. Difficile descrivere quello che ho provato.
Tra gli altri pezzi esposti degni di nota, parti di armatura di Zorzo Frundsberg (il "padre" dei lanzichenecchi) e figlio; i sensazionali lavori di Lorenz Helmschmied (tanti anni fa, per i miei studi sul KdF, mi ero programmato la riproduzione di un'armatura gotica proprio presente in questo museo. Col senno di poi, per fortuna non l'ho portata avanti); varie armature di nobili e condottieri italiani del XVI secolo; alcune fechtschwert (anch'esse materia di discussione se furono effettivamente ideate in quella maniera o il risultato di un adattamento successivo), il famoso scudo lanterna (attenti agli occhi), varie armi inastate, e tanto altro.
Insomma, di cose ci sarebbero da dire, ma i social hanno il brutto limite nella lunghezza dei testi che rende inutile persino sintetizzare.