08/06/2021
Lo scorso 3 giugno, in SriLanka naufraga e affonda una nave cargo con a bordo circa 25 tonnellate di acido nitrico, idrossido di sodio e altri componenti chimici pericolosi, oltre a 28 container di materiali grezzi utilizzati per la produzione di buste di plastica e oltre 300 tonnellate di carburante nei suoi serbatoi.
È il peggior disastro ambientale nella storia del Paese, forse del mondo.
Il 13 aprile 2021, il Governo Giapponese ha dato l’ok per sversare in mare tonnellate di acqua radioattiva
proveniente dalla disastrosa centrale di Fukushima.
Si istituiscono giornate, si parla sempre più della sua importanza, ma poi nel concreto l’oceano sembra
essere una vera e propria discarica di veleni. Eppure è il più grande serbatoio di anidride carbonica del pianeta. Ne cattura miliardi di tonnellate al giorno e le sottrae all’atmosfera, tentando di riparare al cambiamento
climatico provocato dall’uomo. Regola il clima, attraverso lo scambio continuo di energia tra le sue correnti
e quelle presenti in atmosfera. Permette il ciclo dell’acqua e soprattutto sostiene e sostenta miliardi di
persone e moltissime economie locali. Forse pochi sanno che più che le foreste ed i boschi è proprio
l’oceano a garantirci da solo, ben il 50% dell’ossigeno di cui beneficiamo, grazie a minuscoli esseri chiamati
fitoplancton e che svolgono, come le piante, la fotosintesi clorofilliana. Ma non solo... Gli oceani sono
ricchissimi in biodiversità soprattutto lungo le barriere coralline, dove vivono la stragrande maggioranza delle specie marine esistenti. Proprio questa enorme e complessa biodiversità è alla base della pescosità degli oceani. L'oceano (perché di uno si tratta, non vi sono barrire fisiche o muri che dividono le grandi masse
d’acqua salata), in sintesi, ha permesso e permette tutt’oggi, la vita!
Mai come in questo momento è proprio l'oceano ad essere il grande malato: stiamo sottraendo all'oceano più risorse di quante ne produce. Il 90% delle grandi popolazioni di pesci si è esaurito e il 50% delle barriere coralline è stato distrutto. L’aumento dell’anidride carbonica in atmosfera, causata dalle attività produttive umane, sta riscaldando fortemente l’oceano e lo sta acidificando, cambiando per sempre ed irreversibilmente la distribuzione delle numerose specie marine, portandone alcune sull’orlo dell’estinzione.
L’oceano e con esso le sue creature, vanno protetti, tutelati ed è proprio grazie a iniziative come la Giornata Mondiale degli Oceani che si cerca di portare fortemente l'attenzione sui danni provocati dall’uomo, affinché si possa finalmente arrivare all'obiettivo di avere il 30% di
aree marine protette nel nostro mondo entro il 2030.