“Cercate di utilizzare lo sport come analogia della vita, per imparare a vivere. Il campo di gioco o l’attività’ in palestra è come la vita; uno può fare sport per passare il tempo, per “mostrare i muscoli” oppure per diventare più se stesso.” [Dalla Omelia di Giovanni Paolo II alla Messa per il Giubileo internazionale degli sportivi]
Si può essere amici anche nello sport? Da questo che è nata in
noi l’iniziativa di una nuova edizione del calcetto saponato. Credere ancora che, nello sport, non ci si fermi solo al risultato oppure all’ossessione di vincere, ma si possa trovare una valida ragione per farlo: poter giocare e, giocarsi, è ancora possibile. Creare dei rapporti tra i vari giocatori, tra gli organizzatori, tra spettatori. Il calcetto saponato si propone come strumento (e non come risposta) per un incontro. Un incontro in grado di generare un’amicizia ed una storia che possa proseguire e che già prosegue. Non è stato facile per noi iniziare, ma non è mai venuta meno la motivazione. Proprio per questo i vari problemi sorti prima del torneo, non ci hanno fermato anzi, ci hanno spinto a proseguire ed ad addentrarci sempre più in quello a cui andavamo incontro, domandandoci se ne potesse valere la pena, richiamandoci a capire cosa fosse l’essenziale e cosa no. Stringendoci assieme a diventare una compagnia, pronta, di fronte alle grandi domande della vita; con l’energia di voler giocare la partita più importante: la vita.