Francesco Aluigi - Triathlon Coach

Francesco Aluigi - Triathlon Coach Coach di Triathlon | Spunti, riflessioni, esperienza sul campo.

Tecnico II Livello FITRI, Allenatore Specialista Lunga Distanza, Tecnico Allenatore Giovanile I Livello.

Negli ultimi giorni si parla molto di intelligenza artificiale e allenamento.La tecnologia sta entrando sempre di più ne...
04/06/2026

Negli ultimi giorni si parla molto di intelligenza artificiale e allenamento.

La tecnologia sta entrando sempre di più nello sport.
Ignorarla sarebbe un errore.

Può essere utile, potente, persino sorprendente.

Ma allenare una persona non significa solo elaborare dati o scrivere una tabella.

Significa ascoltare. Adattare. Correggere.
Capire quando spingere e quando fermarsi.

Significa tenere insieme obiettivo, metodo e vita reale.

Ed è qui che la presenza umana cambia tutto.

La presenza di una persona preparata, con esperienza, capace di leggere i momenti, interpretare il percorso e costruire una relazione vera con l’atleta.

Perché un atleta non è solo il risultato dei suoi numeri.

È una persona, con una vita intorno.

15/05/2026

L’errore più grande quando si torna ad allenarsi dopo uno stop? Avere fretta.

La mente ricorda perfettamente i ritmi, i watt e le sensazioni di qualche mese fa. Il corpo, invece, ha bisogno di altro.

In questo momento sto riprendendo l’attività dopo un periodo di stop forzato. E la tentazione di anticipare i tempi, di voler tornare subito “quelli di prima”, è forte. Ma è qui che entra in gioco quella che io chiamo umiltà atletica.

A prescindere da quanti anni di sport hai alle spalle, l’inattività non perdona. Serve una ripresa progressiva, un passo alla volta, senza farsi condizionare dai ricordi.

Datti tempo. Rispetta le fasi. Non avere fretta di bruciare le tappe, perché è così che si costruisce una continuità reale e duratura.

Anche tu stai attraversando un periodo particolare e fai fatica a riprendere la routine? Raccontamelo nei commenti👇


La stagione è iniziata. E lo ha fatto ricordandoci subito una regola fondamentale del Triathlon:"Le variabili non si con...
12/05/2026

La stagione è iniziata. E lo ha fatto ricordandoci subito una regola fondamentale del Triathlon:

"Le variabili non si controllano, si gestiscono" 🌊🌧️⛅️☀️🌬️

In questo weekend di esordio, gli atleti ATP si sono messi alla prova tra Cesenatico e Latina.

Non sono state gare semplici: il meteo instabile e le condizioni mutevoli hanno richiesto lucidità, capacità di adattamento e quella solidità mentale che costruiamo ogni giorno in allenamento.

Complimenti a chi ha affrontato il Challenge Cesenatico:

• Catia e Filippo, sulla distanza del Medio (70.3).
• Alessandra e Manuel , sulla distanza Sprint.

E a Filippo, impegnato nel triathlon Sprint di Latina.

Brave e bravi tutti. Siete riusciti a restare dentro i piani e ad adattarli alle esigenze del momento, gestendo con consapevolezza tutto quello che non era previsto.

Si riparte da qui 👊

30/04/2026

“Nel ciclicmo ci vuole la gamba.”

È una frase che sentiamo spesso, ma che oggi è ampiamente superata. La realtà è che la bicicletta si guida con tutto il corpo.

Per avere davvero il controllo del mezzo, soprattutto quando il ritmo sale, nei cambi di direzione o in discesa, dobbiamo imparare a usare ogni distretto muscolare:

👉 Core e paravertebrali: per la stabilità;
👉 Glutei e zona lombare: per la potenza;
👉 Braccia, avambracci e mani: per la precisione e la padronanza.

Un errore comune, anche tra i miei atleti, è il timore di utilizzare la presa bassa.

Molti restano ancorati alla presa alta sulle leve dei freni per paura di sbilanciarsi, ma è proprio la presa bassa a darti la massima padronanza e sicurezza quando il gioco si fa serio.

Che tu stia preparando un triathlon olimpico o una long distance su una bici da crono, la biomeccanica e la postura cambiano radicalmente il modo in cui devi prepararti.

Tu come guidi? Ti senti padrone della tua bici in ogni situazione o hai ancora timore della presa bassa?

Parliamone nei commenti👇

24/04/2026

Meno eroismo, più costanza 📈

Negli ultimi giorni non si fa altro che parlare delle prestazioni mostruose degli atleti norvegesi a IRONMAN Texas. Kristian Blummenfelt e Solveig Løvseth hanno segnato tempi incredibili, ma attenzione a non trarre le conclusioni sbagliate.

Quei risultati non nascono dall’oggi al domani. Dietro ci sono anni di dedizione, metodo e scienza applicata.

Cosa deve portarsi a casa un Age Group da tutto questo?

Il mio consiglio è semplice: lascia perdere l’eroismo dell’allenamento singolo, quello fatto per “sentirsi un pro” una volta ogni tanto. Il vero segreto di un amatore è la disciplina nel tempo.

Non serve allenarsi tutti i giorni se la tua vita (lavoro, famiglia, impegni) non lo permette. Quello che serve è:

- un metodo solido;
- il supporto della scienza;
- la costanza di esserci, anche solo 4 volte a settimana, ma con qualità.

Ognuno deve scegliere la propria strada in base al contesto reale, ma la formula non cambia: Meno eroismo e più continuità.

Tu cosa ne pensi? Preferisci la fiammata di un giorno o il lavoro silenzioso e costante? Scrivimelo nei commenti👇

La stagione delle gare è alle porte.E come ogni anno, questo è il momento in cui si torna a mettere insieme tutto quello...
15/04/2026

La stagione delle gare è alle porte.

E come ogni anno, questo è il momento in cui si torna a mettere insieme tutto quello che è stato costruito nei mesi passati.

Non solo condizione fisica, ma soprattutto gestione, lucidità e capacità di restare dentro quello che si è preparato.

La differenza infatti non la fa quello che fai il giorno della gara. Ma come arrivi a quel giorno, e come reagisci a tutto quello che non avevi previsto, ma che in allenamento hai allenato più e più volte.

Intanto ti voglio lasciare con uno spunto, soprattutto per le prime gare di stagione.

❄️ La gestione dei primi minuti e dell’acqua fredda può cambiare completamente l’inizio della gara.

☝️Il mio consiglio è semplice: non sottovalutare la fase di attivazione.

📌 Arrivare in acqua “freddi”, con il cuore basso e le spalle rigide, significa complicarsi subito la gara.

👉 Bastano pochi minuti prima della partenza: mobilità generale, qualche allungo per attivare il sistema e, se le condizioni lo consentono, un ingresso in acqua prima della partenza per adattarsi al freddo.

👌 Sono cose semplici, ma cambiano completamente la sensazione dei primi metri.

✅ E fanno la differenza tra subire la gara e guidarla.

Buona stagione a chi è sulla linea di partenza 🏁

STOP OVERTHINKING… MA NON SMETTERE DI CAPIRE.Ho letto una frase che diceva:“Smetti di pensare troppo. Palette su. Pull b...
03/03/2026

STOP OVERTHINKING… MA NON SMETTERE DI CAPIRE.

Ho letto una frase che diceva:

“Smetti di pensare troppo. Palette su. Pull buoy in mezzo. Dacci dentro.”

Ed è vero.
A volte nel nuoto (e nel triathlon) ci si perde nei dettagli.

Drill infiniti.
Gomito alto.
Allungati.
Scivola.
Respira così.
Non così.

E si finisce immobili.
Paralisi da analisi.

Ma c’è un punto che spesso viene dimenticato.

La tecnica non è estetica.
I triathleti Age Group che non hanno un background natatorio hanno la necessità di apprendere un gesto che li renda efficienti efficaci ed economici.

La tecnica è direzione della forza: Se spingi acqua verso il basso, fai fatica;
Se la spingi in indietro avanzi.

La differenza non è “nuotare bello”.
È nuotare efficace.

Poi sì — arriva il momento in cui bisogna smettere di pensare e iniziare a spingere.

Ma quel momento arriva dopo aver costruito:

✔️ una linea di galleggiamento stabile
✔️ una respirazione integrata
✔️ un minimo di coordinazione

Perché intensità senza tecnica è solo fatica disordinata.
E tecnica senza intensità è solo “teoria”.

Nel triathlon la domanda non è:
“Tecnica o motore? Cosa mi serve ?
La potenza è nulla senza il controllo, diceva la pubblicità!

La risposta è:
“costruisco il gesto e lo rendo potente”

Allenare significa proprio questo:
sapere quando far pensare…
e quando far spingere.

E tu?
Sei ancora bloccato a cercare la perfezione
o stai iniziando a mettere pressione sull’acqua?

“Prima andavo in piscina per disciplina. Ora mi piace davvero.”Quando capisci perché ti alleni e come allenarti, cambia ...
04/02/2026

“Prima andavo in piscina per disciplina. Ora mi piace davvero.”

Quando capisci perché ti alleni e come allenarti, cambia tutto.

Costruire comprensione e dare senso al lavoro: questo è il cuore del mio ruolo come allenatore.

E non c’è ricompensa più grande che ricevere feedback come questo dai miei atleti.

È da qui che si gettano le basi e si costruisce continuità.

Fare triathlon con poco tempo è possibile.Ma solo se si cambia prospettiva.Il problema non è allenarsi poco, ma allenars...
23/01/2026

Fare triathlon con poco tempo è possibile.

Ma solo se si cambia prospettiva.

Il problema non è allenarsi poco, ma allenarsi senza una logica compatibile con la propria vita.

Nel nuovo articolo ho messo nero su bianco un approccio più sostenibile al triathlon, pensato per chi ha lavoro, famiglia e responsabilità quotidiane.

👉 Leggi l’articolo completo sul Blog del Coach: www.aluigitriathlonprogram.com/blog

Nel 2026 saranno trent’anni di triathlon, di cui quindici come allenatore, e oltre quarant’anni di sport praticato.Il tr...
09/01/2026

Nel 2026 saranno trent’anni di triathlon, di cui quindici come allenatore, e oltre quarant’anni di sport praticato.

Il triathlon è entrato nella mia vita a metà del 1996, in un periodo in cui tutto era più essenziale: meno mezzi, meno informazioni, più ascolto del corpo e dell’ambiente.

Nel 1999 scoprii per la prima volta Lanzarote. L’isola era molto diversa da quella che conosciamo oggi. Per un mese dormii nel garage di un tassista locale, nuotai nella baia di Arrieta, pedalai sulle vecchie strade dell’isola, da solo.

Fu lì che nacque un’idea: non tanto di “fare carriera”, ma di costruire un modo personale di vivere e interpretare lo sport.

Negli anni successivi sono tornato più volte a Lanzarote, fino a iniziare, dal 2019, l’organizzazione dei miei primi Training Camp.

Tra novembre 2023 e gennaio 2025 ho vissuto sull’isola per 14 mesi, organizzando 10 Camp, sia in formula One-To-One che in piccoli gruppi.

In quel periodo ho lavorato anche come guida, collaborando con realtà locali e negozi specializzati, maturando un’esperienza sempre più solida nella gestione di gruppi eterogenei e, allo stesso tempo, di percorsi altamente individualizzati.

Il lavoro sul campo, fatto di persone, contesti diversi, imprevisti, ascolto, è sempre stato per me più formativo di qualsiasi protocollo standardizzato.

Allenare non significa solo programmare: significa leggere situazioni, adattarsi, capire chi si ha davanti.

Rientrato in Italia a gennaio 2025, porto con me questo bagaglio di esperienza e una visione più matura del mio ruolo.

Oggi guardo al futuro con la stessa attitudine di sempre: meno rumore, più sostanza.

Continuo a fare ciò che ha senso, nel modo che ritengo più coerente con la mia storia e con le persone che scelgono di condividere un percorso con me.

Indirizzo

Rimini

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