13/04/2026
Ottavi di finale NBU - Ritorno: Gabbiani 54 – Deportivo la Piadéina 76
Dopo l’andata della scorsa settimana, ci si rivede al Palapiadéina per il ritorno: per i profani, in Uisp funziona come per la Champions League, due partite e passa chi ha la miglior differenza reti – almeno agli ottavi, perché dopo cambia, facile altrimenti. I nostri partono da un “misero” 1 - 0 di vantaggio: poca roba contro una corazzata invincibile come la c***a dopo la combo caffè + sigaretta, e che tutti i commentatori della zona danno come favorita visto pure l’imminente esordio nella serie di Russu per i volatili avversari. Si segnala che si gioca ancora al Palapiadéina perché la palestra dei Cocali è senza un canestro grazie ad uno scienziato che lo ha rotto.
Tra i nostri sono quasi tutti disponibili: mancano Borello e Stefanelli impegnati con la promo, Lenny bloccato dalla schiena e Paccagnella che si trova in Albania per non meglio specificate attività ludiche che però possiamo tutti immaginare. Nonostante il presidente abbia bloccato il tentativo di mobilitare ultras (ad esclusione di due gradite cheerleader) è presentissimo Olly, anche proprio fisicamente in campo: lo stesso coach Greg gli avrebbe spesso lasciato il timone della squadra, considerato il carisma del personaggio.
La partita inizia com’era finita l’altra, con una bomba senza senso di Locatelli: anche se dopo lo show dell’andata, degno di una finale di Sanremo, al ritorno l’idolo di Ferrini non riesce a replicare. Del resto a suonarle è più che altro la difesa del Deportivo: mentre Bler e Marchino sparagnano gli attacchi davanti, dietro un sontuoso Baldassarri si assicura una trentina di rimbalzi, dominando sotto le plance come Russell negli anni ‘60. I nostri ottengono il primo vantaggio grazie ad una bomba dello scugnizzo Accardo, cui poco dopo se ne aggiunge anche una di Stabile con tanto di manina alla John Cena rivolta al carissimo Loco (anche se il papa aveva dichiarato che i buoni cristiani non dovessero ti**re bombe – o forse proprio per questo?)
Ma arrivati qui è il momento di fare una pausa e di iniziare un viaggio assieme. Eh sì, caro lettore, perché nonostante la forza degli avversari, i divieti del papa, le frecciatine dei telecronisti faidatè, le difficoltà con la zona e il casino nel bagagliaio della macchina di Pasqui, nessuno tra i nostri pensava che si sarebbe perso, dato che si era già vinta da qualche giorno la partita più importante del campionato. E questo perché fondamentale non è stata tanto la decisione di spostare Stella – Sunrise, ma quella di Tano di non fare da solo il report della scorsa partita. Il nostro playmaker, mentre la sonda Artemis compieva il suo viaggio attorno alla Luna, ha concluso il suo personale romanzo di formazione, uscendo dalla simulazione in cui il suo dormire lo teneva incatenato come lo scheletro di una bici cui hanno rubato ruote e sellino ad un palo vicino la stazione. E adesso che si è svegliato non ci sono cazzi per nessuno (o quasi).
Infatti Peter Tanes scende in campo come uno che veramente cammina sulle nuvole, che “galvanizzato” è dire proprio poco: non solo regala una sola palla agli avversari, ma segna pure 15 punti con tanto di genghinata nel finale, difendendo come non si era mai visto e soprattutto sprizzando leadership da tutti i pori. Grazie a lui primo quarto si chiude sul 14 – 16 Deportivo: gli avversari restano lì solo a causa di un paio di tiretti della mi***ia di troppo che quelli ma*****ia al c***o tutte le volte così oh
Nel secondo quarto i nostri iniziano a prendere il largo. Anche Marchino Giuliani si iscrive alla partita, anche se l’highlight della serata è un incredibile alley oop di Balda a Tano, che segna pure quello adesso che ha trovato la via del gol. Intanto continua lo show di Accardo, ispirato come quella volta che faceva girare la palla sul dito a TRL: qualcuno potrebbe dire che tiene per quaranta minuti gli avversari forte e stretto per i maroni. Maestro Genghini, commentando la sua prestazione, avrebbe poi fatto notare che il nostro napoletano preferito detiene la più alta media di tutti i tempi per punti su km percorsi: meno generosi i commenti per il Balda, cui dopo la partita Marchino avrebbe addirittura detto “se tiravi col 20% ne facevi 30”. Il secondo quarto si chiude sul 29 – 39 Deportivo: e con esso anche la partita di Peppe Taddei, caduto sul polso mentre andava a ti**re in contropiede e non più rientrato, soddisfatto di osservare il tifo, sia amico che nemico.
I Gabbiani iniziano il terzo quarto come gente che ha capito che se non si svegliano vanno a casa. Russu inizia a macinare, e gli avversari riescono ad arrivare anche a -4. Ma i nostri non si fanno intimorire e, mentre il poderoso avversario commette il suo quarto fallo personale con un antisportivo su Bler, riprendono il là, chiudendo il parziale 47 – 55, tra l’altro con una simulazione incredibile di Pasqui. Segnaliamo a questo punto che i tavolieri gabbianici, chiaramente alticci, fanno un casino tale che il povero Ferrini è costretto ad alzarsi a andare a controllare il loro operato standogli vicino, tipo aiuto compiti: e nonostante ciò vengono assegnati due punti a Lenny che era a casa.
Il quarto quarto inizia con una bomba in terzo tempo di H: direi che possiamo chiudere qui. Anche perché i Gabbiani sono chiaramente d’accordo con me, dato che segnano solo 7 punti contro ai 21 nostri: la partita si chiude infatti 54 – 76.
Tabellino: Accardo 23, Baldassarri 2, Garbelotto, Genghini 3, Giuliani 15, Karpuzi 11, Missere, Pasquini, Stabile 3, Taddei 4, Tani 15. All. (Olly +) Gregori, vice Zaghini
Anche se gli obiettivi stagionali sono già stati tutti centrati ampiamente, il Presidente, prima dei quarti, ha optato per caricare lo stesso i suoi ragazzi: in caso di passaggio del turno ha dichiarato di pagare due sere di alloggio a Varsavia per tutta la squadra. Basterà per ba***re i campioni in carica? Chi vivrà vedrà. Intanto, come sempre,