Compagnia dello scarico

Compagnia dello scarico Corri

SETTERimini d'estate vede e accoglie gente di ogni tipo: turisti, faccendieri, maragli, vitelloni, eccetera...Poi tra tu...
16/08/2026

SETTE

Rimini d'estate vede e accoglie gente di ogni tipo: turisti, faccendieri, maragli, vitelloni, eccetera...
Poi tra tutta sta masnada di gente spuntano dal prato delle margherite che sembrano quasi volere farsi "sfogliare" dal più classico "M'ama non M'ama" e lo fanno sfilando sul lungomare vestiti di canotta e pantaloncini. Sono i cosiddetti podisti, categoria alquanto bislacca che non trova pace nemmeno tra le arsure e le canicole. Oggi ne sono stati avvistati sette.
Sette. Questo numero primo è usato anche in altri contesti: le Sette Meraviglie del mondo, le note sullo spartito, i giorni della settimana, i vizi capitali, pure i Sette Nani, e tanto altro ancora. Tra i vari contesti anche nella Settima (manco a farlo apposta Sette pure qui) Arte: il cinema. Pensando ai film che contengono questo numero nel titolo -e guardando questa foto- ricordiamo:

I Sette samurai: film dell'immediato dopo guerra, in bianco e nero, di stampo nipponico, insomma un'incudine di tre ore e mezza sui co****ni, dove Sette samurai mercenari vengono assoldati per difendere un villaggio dai saccheggiamenti di una banda di malviventi. No ma, guardateli in volto: mercenari questi? Dai su...

I magnifici sette: film western dove dei contadini messicani si affidano ad un abile pistolero per ricevere protezione dalle scorribande di alcuni fuorilegge. Il pistolero si presenterà con altri sei uomini per difenderli. Chissà chi potrebbe essere tra questi in foto l'abile pistolero, quello che le spara più grosse. Boh?! Tani modi, se nella prossima uscita ci vedrete correre con un cappello dalla tesa larga, il cinturone, e magari pure cavalcare un ronzino, allora potrete fare questo abbinamento. Fino ad allora qui ognuno difende solo i propri miseri tempi, sparuti record e sfavillanti medaglie.

Sette spose per sette fratelli: sicuramente con questa foto non ci sarà nessun casting da mandare a Uomini e Donne. Attenzione però, qui andiamo a toccare un tasto delicatissimo. Non sia mai che si creino accoppiamenti e legami fuori dall'ordinario. L'analisi del film si arresta immediatamente.

Sette anime: un dramma intenso di un uomo che ha un piano per cambiare la vita di sette sconosciuti. Tra questi podisti l'unico che potrebbe cambiare la "vita" a sti qua sarebbe un allenatore che li faccia correre come Dio comanda. Ma visti i soggetti, pure Dio si è messo in pace.

Ferragosto è appena passato, i sette sedicenti podisti dopo aver ammirato tutte le turiste (s)vestite che hanno popolato il lungomare, si salutano col petto gonfio e tronfi di smisurata autostima appartenente manco ai triatleti "Ciao grande" "Bella te" "Siamo forti" "La prossima volta spacchiamo" si ritirano nelle loro abitazioni in attesa della loro mirabolante, sconclusionata, rocambolesca, prossima (dis)avventura.
Nei migliori cinema 🎬🎥

CANOTTA (A)SOCIALELa nostra rubrica si è allontanata dai riflettori per un lungo periodo ma non ha smesso di seguire le ...
12/07/2026

CANOTTA (A)SOCIALE

La nostra rubrica si è allontanata dai riflettori per un lungo periodo ma non ha smesso di seguire le peripezie dei nostri partecipanti che coprono tutta la pen*sola gareggiando su tutte le distanze.
Ma....come corrono? Come si presentano a queste competizioni? Già il nostro gioco penalizza chi non indossi la canotta sociale, e notiamo come molti corridori se ne infischino di questa regola, vestendo ciò che i loro armadi gli offrono quando vengono aperti. Ma al di là di questa considerazione spicciola, possiamo affermare che in un mondo sempre più patinato anche la corsa si sta evolvendo e pretende che chi pratica questa disciplina si esibisca sfoggiando un outfit adeguato: sgargiante ma sobrio, pratico ma elegante, alla moda, insomma....cool. Tutte le società vanno in questa direzione, assoldando dei veri "fashion designers" che creano capi di moda che permettano di essere "fighi" ai nastri di partenza, e presentabili all'arrivo, quando tra sudore sete e spossatezza i volti passano da essere le copertine di Vogue agli attori dell'Horror Picture Show. In questo intreccio modaiolo-sportivo ecco che piomba come un fulmine a ciel sereno il nostro capolista: Andrea.
Andrea Martignoni, con la sua proverbiale simpatia e spirito di aggregazione dà un calcio a tutta la crew di Runaway ne Il Diavolo veste Prada e si esibisce nell'alta Val di Lima presentandosi al traguardo della Pistoia-Abetone con la canotta (a)sociale, quella che nessuno avrebbe il coraggio di indossare in una gara: nessun brand a marcarla, nessun disegno ad esaltarla, nessuna trama a caratterizzarla. La canotta di una volta, quella che i nostri genitori ci volevano mettere sotto la maglietta o la camicia. Sí esatto, proprio quella! Ma noi, crescendo, grazie ad una feroce rivoluzione studentesca, culturale e sociale, abbiamo abolito, rendendo la canotta di cotone utile giusto per dare la polvere in casa o scacciare i ragni incastonati negli angoli dei muri delle nostre cantine e garages. Ma Andrea no: ha riesumato questa reliquia con fede francescana indossandola ed esibendola sul traguardo della 50 più dura d'Europa. Noblesse oblige.
In questa istantanea Andrea ricorda a tutti quanti che ti puoi vestire come vuoi, puoi allenarti fin quanto riesci, ma il capolista, l'icona stilosa, l'immagine della salute che passa dal suo proverbiale sorriso, è e rimane sempre e solo lui.
Dr Gibaud spostati proprio.

CADE LA NEVEÈ ripartito il nostro gioco: Run-stoppable! Siamo giunti alla terza edizione e man mano che andiamo avanti r...
14/01/2026

CADE LA NEVE

È ripartito il nostro gioco: Run-stoppable! Siamo giunti alla terza edizione e man mano che andiamo avanti riusciamo a coinvolgere nuovi concorrenti che desiderano cimentarsi in nuove e mirabolanti peripezie. Riguardo al Regolamento, anche quest'anno ci sono state delle modifiche: la nostra Magna Carta sembra il Regolamento del gioco del calcio, ogni anno ha una novità. Ma noi dobbiamo solo pensare ad una cosa: a correre; per i punti e la classifica ci penserà il nostro "Redattore Capo".
Il 2026 si è presentato freddo, ventoso, nevoso. Sí, la neve è caduta su Rimini, imbiancando le case, gli alberi, e i nostri cuori, che ora pulsano sotto una patina candida. Ma i nostri battiti sono caldi e non tarderanno a sciogliere questo mantello bianco che tutto rende più soffice e silenzioso. La neve attenua i rumori ma esalta i sensi. E un bacio sotto la neve ha un sapore diverso....
Buon Anno a tutti ❄️❤️

https://youtu.be/Vzx3mizYFHY?si=XTyMVmXYFq3wwgxR

ATTACCO ALLA REGINA Arrivano le feste natalizie e....pancia mia fatti capanna. Certo, tra noi podisti annoveriamo sia pe...
26/12/2025

ATTACCO ALLA REGINA

Arrivano le feste natalizie e....pancia mia fatti capanna. Certo, tra noi podisti annoveriamo sia persone seguaci di un regime alimentare ferreo che non sgarrano manco di una briciola -complimenti a loro per la forza di volontà- ed altre invece che durante questo periodo debordano strizzando l'occhio a tutte le luvèrie possibili ed immaginabili. Oggi per festeggiare Santo Stefano Rimini Marathon si è radunata per correre la consueta sgambata natalizia. Ci sono state altre occasioni nei giorni scorsi, e altre ce ne saranno a breve, ma oggi si è deciso anche di fare un bel terzo tempo gustando le leccornie che alcune persone hanno portato. Come ben sappiamo la regina del terzo tempo è Annamaria che ogni volta decora il tavolo con le sue prelibatezze. Ma attenzione, c'è chi non sta solo a guardare e mangiare, c'è anche chi tra una ripetuta in salita e una in pista si cimenta tra i fornelli e sfodera manicaretti succulenti. È Martina che con tutta la sua creatività si presenta con un vassoio di biscotti al cioccolato, burrosi come la vita, che incantano la platea e deliziano i palati degli astanti. Il trono della regina Annamaria è ancora ben saldo ma questi biscotti sono un attacco, un'insidia che Martina piazza lí, senza colpo ferire, ma con tutta l'esuberanza -e oseremo dire quasi irriverenza- del caso, dimostra che una tradizione che non vuole sparire può essere tramandata da nuove leve, da una New Power Generation che scalpita e vuole emergere. Dunque ora sappiamo che potremo addolcire il palato contando anche su Martina.
La cucina Rimini Marathon si allarga, e con essa anche i nostri stomaci. Perché quando si corre assieme si sta bene, ma quando si mangia assieme si sta ancora meglio.





🎼https://youtu.be/rrbFQEcpJ3A?si=YZ5Sy9ZNhO2l2n0o 🎶🎵

CIOCCOLATOA chi non piace il cioccolato? Il cioccolato ci piace così tanto che non potremmo farne a meno. È semplicement...
04/12/2025

CIOCCOLATO

A chi non piace il cioccolato? Il cioccolato ci piace così tanto che non potremmo farne a meno. È semplicemente delizioso, in ogni sua forma. Personaggi illustri lo hanno "santificato" con aforismi passati alla storia.
“Se in Paradiso non c'è il cioccolato, non ci voglio andare.” disse il famoso chef tedesco naturalizzato italiano Ernst Knam, a dimostrazione del fatto che il cioccolato sia un ingrediente fondamentale nelle sue ricette più preziose. “So che Dio è un uomo. Se fosse una donna avrebbe creato lo sperma al gusto di cioccolato.” affermava Carrie Snow, la comica e cabarettista americana che si batté contro la disparità di trattamento tra artisti uomini e artiste donne. Insomma il cioccolato è fonte di ispirazione e libidine per i nostri palati, ma oggi 30 novembre data di chiusura del nostro gioco, è stato simbolo di assegnazione, verdetto, sentenza.
A Taranto Andrea Martignoni corre l'ennesima maratona, raggiunge Marco Giannini, sarebbero a pari punti. Ma questa ennesima e interminabile trasferta non basta, perché alla 'Luigia' Marco passeggia e rastrella quei 3 punti che gli assegnano il titolo. Eccolo in posa mentre sprizza gioia da tutti i pori, tenendo tra le dita la medaglia più bella, importante e gustosa che abbia mai conquistato: la tavoletta di cioccolato. Quella tavoletta è il simbolo di tutto. Di una annata passata sulle strade di tutta Italia, in mezzo alle campagne, attorno ai laghi, sopra i vulcani. Dappertutto.
Ma dobbiamo evidenziare un fatto: Andrea non ha mai indossato la canotta ufficiale. Un punto di qua, un altro punto di là, alla fine ha dilapidato un patrimonio. Se l'avesse indossata anche solo in un decimo delle gare che ha fatto parleremmo di altro anziché di cioccolato. Per Andrea stavolta è un cioccolato amaro, di quelli che fai fatica a strozzare. Ma nulla toglie al valore di questo campione che con un sorriso e uno spirito che solo lui ha, ci insegna la bellezza di questo sport.
Quest'anno il livello si è alzato, ma di brutto. Andrea ha fatto praticamente da lepre a Marco, che correndo le gare più assurde lo ha raggiunto e superato. Una vittoria strameritata per lui: onore al merito.
Ci scusiamo se non menzioniamo gli altri corridori, ma oggi la copertina è tutta per loro. Rivedremo i volti degli altri partecipanti alla cena, che tra una portata e l'altra faranno scintille con le loro schermaglie.
Per il secondo anno consecutivo questo gioco si è deciso all'ultima giornata, certificando la bagarre, il pathos e la suspence che i nostri partecipanti hanno creato, sempre col sorriso e col rispetto dell'avversario.
Anche quest'anno Run-stoppable si congeda da voi e vi saluta. Con un abbraccio, con una carezza, con un bacio (al cioccolato).
Scegliete voi.

W la corsa 🏃‍♀️🏃

SPRINT FINALEEdizione StraordinariaPer la prima volta la nostra rubrica viene pubblicata prima di un evento. Finora ci s...
29/11/2025

SPRINT FINALE

Edizione Straordinaria
Per la prima volta la nostra rubrica viene pubblicata prima di un evento. Finora ci siamo "limitati" a commentare le gare dopo il loro svolgimento, narrando in chiave tragicomica quanto accaduto con la speranza che il nostro lavoro vi abbia allietato. Stavolta però uno dei protagonisti -Turbo Picci- vista la situazione di classifica, ha creato una locandina pre-gara degna di nota, e quindi le rotative del nostro giornale si sono messe in movimento anzitempo rispetto al solito. Bravo Lorenzo! Giunto pure quest'anno terzo assoluto ha voluto celebrare l'ultima giornata con un manifesto che racchiude la sfida tra due mostri sacri della corsa: Marco Giannini e Andrea Martignoni. La copertina di questa ultima tappa raffigura i due contendenti in procinto di tagliare il traguardo, in un posto chiaramente immaginario. Sulla sinistra dei palazzi del centro di qualsiasi comune italiano, sulla destra lo stadio Maracanà di Rio de Janeiro e sullo sfondo il Palazzo del Tribunale di Norimberga, dove ci fu [e ci sarà, visto il dibattito scaturito in questi giorni] il processo più famoso della storia. Questo weekend sancirà il campione del 2025 e Lorenzo ha voluto immortalare i protagonisti di quest'anno che si giocano il titolo sul filo di lana. Però notiamo qualcosa: Final sprint, Final contest, Marathon Finale... A Lorenzo la parola Finale piace un vallo: l'ha messa ovunque! Ma la sua è solo premura nei nostri riguardi: forse non pensava che l'immagine fosse esaustiva e ha voluto rimarcare il concetto ripetendo una parola per ben tre volte. Anche i più duri di comprendonio ora l'hanno capito.
Prima abbiamo accennato la parola 'processo'. Perché? Diamo una "breve" spiegazione.
Il nostro gioco ha subìto un cataclisma che ha sconquassato tutti i calendari, e di conseguenza le tabelle e i piani dei partecipanti. Il nodo centrale di tutta la questione che è divampata sul tavolo delle discussioni è stata la cena natalizia. La nostra cena è il giorno conclusivo per eccellenza. Come si sa, a tavola la gente si rilassa, ride, scherza, sta bene. Millemila proverbi ci sono al riguardo: "Chi mangia da solo si strozza in solitudine", "Una tavola senza vino è come una giornata senza sole", "Dove mangian cinque mangian sei", "A tavola ha preso compagnia pure un prete" e tanti altri. Viva la tavola dunque! Non solo. La nostra cena è il giorno dove la nostra cassiera si sfrega le mani per riti**re "l'obolo" che noi tesserati annualmente versiamo nei forzieri della nostra amata società. La nostra cena, oltre alla convivialità e al pecunio strizza l'occhio anche all'aspetto ludico, difatti è anche luogo del "mega sorteggione in sala mensa", quella lotteria che ogni anno sbologn....no scusate, assegna premi di alta fattura e prezioso valore storico: vasi ritrovati da scavi cittadini sottratti all'attenzione delle Belle Arti, o quadri di signore dell'alta aristocrazia borghese recuperati in vecchi manieri medievali. Infine la cena è la sede dove si tiene la premiazione del nostro gioco podistico. Questa gara è giunta alla seconda edizione e anche quest'anno ha raccolto favori, apprezzamenti, passioni, ed anche critiche, come è giusto che sia: queste ultime sono state il termometro dell'interesse e del coinvolgimento che ha creato tra i corridori. È un segnale positivo, significa che il gioco è riuscito. Il calendario, le gare, le foto, gli agganci, i sorpassi, le schermaglie, tutto ha contribuito a rendere il campionato avvincente. Ok, quindi è fatto acclarato che sia la cena natalizia l'evento che chiude le ostilità. Quest'anno c'è stato un imprevisto e gli organizzatori hanno dovuto anticipare la data della cena, di fatto sconfessando quanto scritto sul regolamento. Bisogna fare una autocritica. Lo spostamento della cena ha dimostrato come il Regolamento sia stato scritto imprudentemente, diciamo così. Riportiamo la frase ufficiale. Durata: da domenica 12 gennaio fino all'ultima gara del 2025 (che anche quest'anno coinciderà con Reggio Emilia). Ora analizziamola. In un campionato, di qualsiasi sport la prima e l'ultima giornata -come tutte le altre- sono decise con delle date, non con delle gare. La scadenza deve essere temporale, da a, quindi con una data di inizio e una di fine competizione. Far coincidere l'ultima gara con una Maratona è formalmente sbagliato, perché se questa fosse rinviata, annullata, cancellata, qualcuno potrebbe aver avuto un'occasione in meno per giocare. E come ben si sa, in ogni campionato di ogni sport, tutti hanno lo stesso numero di giornate per conquistare punti. In un arco temporale uguale per tutti, nessuno ha vantaggi o svantaggi e si gioca il proprio percorso scegliendo più o meno gare, ma la cosa fondamentale è che tutti possono scegliere su un arco temporale uguale per tutti. Ricapitolando. Visto che il caposaldo sul quale si basa tutto sto gioco è la cena natalizia, visto che questa si tiene ovviamente a dicembre, visto che non si sa quando si farà, per tutti questi insindacabili motivi, viene naturale dare come scadenze temporali 1° gennaio - 30 novembre. Fermi tutti. Lasciare dicembre nell'oblio ad alcuni potrà sembrare un peccato indicibile. Anche se non sembra, dicembre è un mese dove "c'è del buono", perché privarsene? Però i motivi detti prima sono inoppugnabili, inscalfibili. E allora? Ecco l'escamotage: la cena sarà sempre l'atto conclusivo di una competizione che dovrà finire necessariamente prima di dicembre (30 novembre), per tutti, ma si potrà dare come data di partenza del campionato successivo il 1° dicembre. In questo modo si conservano tutti i 365 giorni dell'anno, in questo modo non ci sono coincidenze del nostro campionato con Maratone, in questo modo la data della cena non sarà più un problema. Non è il massimo perché nel giorno della cena sarà già in corso il campionato successivo? Può essere. Però ci pare l'unico modo regolare per salvaguardare la competizione; e poi in fondo, se ci pensate, anche in tanti altri sport si parla di una stagione che racchiude due anni (es: stagione 2025/26), e così potrebbe essere per il nostro fantastico e mirabolante gioco.
Ne parleremo anche a tavola, proprio alla cena, a questo appuntamento che vedrà festeggiare il vincitore del nostro gioco, ma anche chi ha contribuito a renderlo ogni settimana più carico di emozioni, più denso di sentimenti, più vivo che mai. E su questo possiamo senza dubbio affermare che ognuno, nessun escluso, sia stato protagonista di ciò.
E allora invitiamo tutti, anche chi pensa di non ve**re o ha già detto che non verrà, che ci ripensi, che indossi il suo vestito più bello e che mostri il suo magnifico sorriso affinché la sala sia più bella e definitivamente magica.
Per convincere queste persone, dopo i tanti detti citati qualche riga più in sù, scriviamo la strofa di una canzone vecchia come il tempo, ma sempre inerente a questo tema:

🎼Aggiungi un posto a tavola
che c'è un amico in più
se sposti un po' la seggiola
stai comodo anche tu,
gli amici a questo servono
a stare in compagnia,
sorridi al nuovo ospite
non farlo andare via
dividi il companatico
raddoppia l'allegria. 🎶🎵

LOS ANGELES LAKERSNegli anni 80 c'era una franchigia in NBA che dominava i parquet americani assieme ai gloriosi Boston ...
22/11/2025

LOS ANGELES LAKERS

Negli anni 80 c'era una franchigia in NBA che dominava i parquet americani assieme ai gloriosi Boston Celics: i Lakers. I Los Angeles Lakers erano gli angeli del lago, quelli che volavano a canestro regalando spettacolo puro a chi li ammirava sugli spalti e in televisione. I rimbalzi e le p***e recuperate di James Worthy, gli assist no look di Magic Johnson, e il celebre gancio cielo di Kareem Abdul-Jabbar. Questa triade fece letteralmente scompiglio e gioco di squadra: punti su punti fino a demolire gli avversari. Insomma, in una sola parola: showtime!
Ci catapultiamo ai giorni nostri per narrare le gesta epiche e gloriose di un'altra triade. Simone Bravi, Marco Giannini, Giacomo Alessi, tre ultramaratoneti coi fiocchi, sono riusciti a dare spettacolo in una gara dal contesto unico: il giro del Lago di Garda. Questa Ultramaratona li ha visti circumnavigare il Lago di Garda, un percorso di 150km, un giro che si fa fatica a pensare di farlo in macchina, figuriamoci di corsa. Non loro tre, che tra una battuta e l'altra, sempre assieme, hanno completato questa gara dal sapore fiabesco e dal gusto surreale. Eccoli i nostri angeli del lago, i custodi della fatica, gli esploratori dell'ignoto, i cavalieri del tempo. Negli USA a fine carriera ai tre cestisti venne ritirata la loro canotta, come riconoscimento di devozione, gratitudine e ammirazione per quello che avevano dato per la loro franchigia. Non sappiamo se altrettanto verrà fatto con la canotta di questi tre podisti, guerrieri e dominatori dell'asfalto, ma sappiamo che oggi è ancora presto per farlo, la loro carriera è ancora lunga, e la loro canotta può ancora splendere tra i luoghi più incantati della Terra. Un'impresa del genere sicuramente è quel tassello in più che li trascina verso la gloria definitiva.
Il Lago di Garda, luogo naturale dalla bellezza paradisiaca e meta prediletta da milioni di turisti, da oggi ha tre eroi che lo difendono. Andare a canestro in questo modo non è mai stato così bello 🏀🏃🏼

OCCHIALI DA SOLELa nostra redazione si è presa qualche giornata di pausa: c'erano da togliere diverse brandine e svariat...
22/09/2025

OCCHIALI DA SOLE

La nostra redazione si è presa qualche giornata di pausa: c'erano da togliere diverse brandine e svariati ombrelloni dalla spiaggia, lavarli e stivarli per renderli pronti e disponibili per la prossima stagione. Oggi cogliamo l'occasione per salutare definitivamente l'estate facendo una breve carrellata delle ultime tappe degne di nota. Nel giro di una settimana il nostro modello scultoreo Marco Giannini compiva un'impresa da lustrarsi gli occhi: domenica 7 la 100km del Vulcano, sull'Etna, e domenica 14 la 8 ore del Presidente, a Forlì: 180km in due gare così ravvicinate è roba davvero per pochi. Questa doppietta lo ha catapultato ad una manciata di punti dalla capolista Andrea, riaprendo un campionato che sembrava già finito. Onore a Marco, sia per le medaglie conquistate ma anche per aver ribaltato i giochi quando questi sembravano già decisi. Grande! Si prevede un autunno vibrante, traboccante di battaglie e denso di emozioni.
Questa settimana c'è stata un'esplosione di prestazioni: Luca ha chiuso l'Ironman di Cervia, TurboPicci ha corso la Maratona di Berlino, SimoBravi ha scalato il Wildstrubel, un Trail di 113km a Crans-Montana in Svizzera.
Tutte super imprese che celebrano i nostri atleti di spicco. Ma quello che ha calamitato l'attenzione di tutti non risiede nella destrezza del cambio attività del triatleta, non alberga nella progressione del velocista su uno degli asfalti migliori al mondo, non appartiene alla solidità granitica di chi scala le montagne. Nulla di tutto ciò. L'attenzione di tutti noi è stata strappata da un semplice oggetto: un paio di occhiali da sole. Sabato si è disputata la Dj Sunset Run di Riccione. Una 10km preserale.
Un breve e doveroso inciso.
Col passare del tempo si è percepito, anzi si è capito proprio, come la maggior parte dei nostri iscritti prediliga la distanza corta, anzi cortissima: difatti quando si prospetta l'occasione di una 10km, la compagine che si presenta ai nastri di partenza è ben nutrita, registrando numeri da capogiro, sebbene la competizione sia anche ad una distanza enorme da casa. Di contro, la distanza Regina non è tra le priorità dei più, anzi viene considerata quasi come un'occasione, un regalo da farsi una volta all'anno come un compleanno, oppure un bonus da "sprecare" una volta sola, la classica "una tantum". Occorre un grosso lavoro -forse improbo- da parte del Direttivo per cercare di indirizzare i nostri associati a quella distanza che identifica e dà il nome alla nostra società.
Ma veniamo all'oggetto che dà il titolo a questo editoriale.
Gli occhiali da sole sono un gadget molto usato nella corsa. C'è chi non li usa perché sente il loro peso sul naso, sente le tempie stringere la testa, si sente come fasciato da questo oggetto di plastica leggerissimo. Di contro c'è chi li usa e non riuscirebbe a stare senza: per evitare che la luce del sole accechi i suoi occhi seducenti, per non essere disturbato da un riverbero crepuscolare, o per fare in modo che alcun insetto colpisca i bulbi oculari provocando un intoppo non da poco durante la gara. Insomma, gli occhiali da sole in questo sport sono gettonatissimi, per i motivi testè citati e per tanti altri.
Ecco, tra i tanti altri possiamo annoverare un motivo che esula dalla corsa, un motivo che ricorda le attività primordiali dell'homo erectus: la caccia. Ma non facciamo riferimento alla caccia intesa come attività rivolta al sostentamento, bensì a quella dell'accoppiamento.
Ed ecco che l'occhiale da sole è un'arma potentissima da sfoggiare, per ammaliare la propria bella, sedurla e conquistarla. D'altronde i richiami musicali su questo tema sono infiniti. Il Maestro Franco Battiato già in tempi non sospetti ci ricordava che...
🎶C'è chi si mette degli occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero🎵
E questo fa il podista "vitellone" con l'intento di far breccia nel cuore di qualche donna.
In effetti Luca Carboni ce lo diceva chiaramente che questa città è un luogo ideale per "fare colpo"....
🎶 tenere in mente che al primo straccio di sole scivoliamo a Riccione
Perdo la testa, perdo la testa per un paio di occhiali da sole 🎵
Ebbene, oggi chi ha fatto degli occhiali da sole la propria arma migliore è stato Stefano. E chi ne ha subìto il fascino è stata, manco a dirlo, Marta. Marta in foto sfoggia un bellissimo sorriso. Si intuisce però come sia colta da un turbinio emozionale senza eguali: completamente esterrefatta da questo volto magnetico, la postura di Marta è un connubio tra felicitá e disordine interno: ad un sorriso compiacente e nel contempo imbarazzato, il corpo rimane contratto con quella mano sul fianco perché le risulta "di troppo", non sa come stare. Di fronte a cotanta irruenza non riesce a mantenere una posa serena. Ma da dove proviene tutto questo ardore e veemenza? Da lui. Dall'uomo sicuro di sé, dall'uomo rude ma dal cuore tenero, dall'uomo che "non deve chiedere mai": da Stefano. Con quella posa da tombeur de femme, Stefano è consapevole che tutte le donne presenti lo stanno guardando e desiderando. Lui, da vera "càrtola" qual è, le fa sognare tutte ma dietro quegli occhiali da sole ha già deciso. Con una gamba incrociata all'altra fa finta di appoggiarsi ad un cartello, ma è questo che sta in piedi grazie a lui. Con quel calzino a mezzo polpaccio fa intendere che è pronto per questo imminente cambio di stagione ed è pronto per riscaldare gli arti inferiori infreddoliti della propria amata. Con quella smorfia che ammicca il labbro con fare malandrino aggiunge quella spruzzata di erotismo che fa crollare anche tutte le zitelle più tignose presenti in piazza. Ecco la metamorfosi avvenuta: da podista convinto a maschio incallito. E Marta come ha reagito di fronte a così tanta esuberanza?
La risposta è sempre in questa canzone, qualche strofa più in basso....
🎶 l'energia di chi abbassando gli occhiali
ha già fatto nascere un flirt🎵

https://youtu.be/UIkP0s1t88s?si=k3elBj230P9NWpa8

FIGURINE PANINIL'Album delle Figurine Panini non è un semplice oggetto, ma è un vero e proprio simbolo. Chi è nato un pa...
01/09/2025

FIGURINE PANINI

L'Album delle Figurine Panini non è un semplice oggetto, ma è un vero e proprio simbolo. Chi è nato un paio di generazioni fa' non può non conoscerlo bene. Anzi, rivolgendomi ai maschietti, sfido chiunque a non averlo comprato con la speranza di finirlo, o quantomeno averne sfogliato almeno uno. L'Album delle Figurine Panini rientra nella categoria "Mito", in quanto ha accompagnato migliaia di bambini verso un passatempo che andava oltre al collezionismo. Un Album era una missione, una missione da completare. Ma chi è riuscito a finirlo? Pochi, pochissimi, forse nessuno che conosciamo. Però era stupendo perché oltre alla raccolta, c'erano gli scambi delle doppie e delle triple; c'erano i giochi inventati da noi bambini, per vincerle quelle figurine rarissime ed introvabili; insomma l'Album Panini era motivo di aggregazione. Quella interazione che ci faceva divertire, con più semplicità, più spontaneità, più purezza. Che tempi. Che ricordi. L'Album delle Figurine Panini era così strutturato: per le squadre di Serie A dovevi attaccare lo stemma, la squadra titolare e ogni singolo giocatore; per la Serie B lo stemma, la squadra titolare e i giocatori erano due per figurina, per la Serie C lo stemma e la squadra titolare. Insomma, quella foto dell'11 titolare scattata prima che la partita iniziasse era quella che era presente in tutte le Serie. Era un "must". E anch'essa se vogliamo è diventata un simbolo: d'altronde la foto della squadra di partenza prima del calcio d'inizio è un rito che è in uso ancora oggi.
Ci catapultiamo ai nostri giorni, e raccontiamo della gara odierna, la Strapazéda, la classica d'agosto che chiude la stagione estiva. Solitamente a Gatteo la nostra società partecipa in modo massiccio ed anche quest'anno non ha voluto essere da meno. Tra le tantissime foto che hanno intasato la chat ne spicca una che immortala una squadra veramente dura da ba***re. Ebbene sí, anche Rimini Marathon ha il suo 11 titolare, e lo ha sfoggiato oggi. Purtroppo -anzi, direi per fortuna- l'istantanea non è riuscita ad immortalare tutti con lo stesso piglio, ma poco importa quando poi i valori espressi sul campo si sono rivelati grandi, enormi, immensi.
Vi presentiamo "lo squadrone che tremare il mondo fa' ". Da destra a sinistra:
Paolo Rinaldi: "C***o, ho perso le chiavi della macchina? E le caramelle di carboidrati dove le ho messe? La visiera dov'è finita? No accidenti ho perso tutto. E meno male che corro senza telefono!" Disorientato
Antonio Torsani: "Tony! Ehi Tony! Tonyyyy siamo qui!!!!" "Ma.... c'è qualcuno che mi chiama? Ah eccolo. Ma chi è? Cosa vuole?" Disattento
Michela Bertozzi: per lei il flash della fotocamera del cellulare è stato troppo potente e chiudendo gli occhi ha eliminato quel problema che affligge tantissimi soggetti: le pupille rosse. Cheese
Annamaria Canarecci: su Anna non si può dire nulla anche se stavolta notiamo sulle sue mani dei guanti particolari. Non si capisce se sono fasciature da pugile per ti**re degli sganassoni a Sante quando non la sta a sentire o delle fasce per maneggiare al meglio gli ingredienti quando prepara i suoi succulenti manicaretti. Mani da fata
Marco Ciccotti: un ciuffo così alto in una corsa così veloce può resistere solo grazie ad un gel potentissimo. Perché tu vali
Carlo Fabbri ed Elena Donati: l'estate non è fatta solo per correre e godere di albe radiose e tramonti romantici; l'estate è fatta anche per vivere la notte. E gli occhiali indossati dai due sono degni della miglior festa da sballo mai vista; festa che forse avrà lasciato il segno sui loro volti. Rave & After
Michele Menotti: in mezzo a tutto questo poutpourri ecco l'unico a mostrare un minimo di affidabilità; postura corretta, sguardo sornione con quel lieve sorriso che indica serietà negli allunghi come faceva il terzino sulla fascia ma anche divertimento nello "spazzare" via tutto ai ristori come faceva lo stopper nell'area di rigore senza tanti fronzoli. Podista vero
Michele Bucci: il suo braccio sopra una spalla fidata dice tutto sul suo stato di forma, è già cotto prima dello sparo di partenza. Fuori condizione
Federico Tommasi: nascosto nelle retrovie è pronto a far esplodere i suoi possenti muscoli; con sé gli occhiali da sci di suo zio che indossava quando vinse la discesa libera di Kitzbuhel e che ora usa nel triathlon. Triplo slalom speciale
Debora Lampredi: "Dí, io sono di compagnia, vado d'accordo con tutti, e aiuto chiunque, ma ancora dobbiamo partire e già mi tocca reggere in piedi uno. Sarei venuta per correre". Sostegno
Ecco la nostra Figurina Panini.
Ecco la nostra squadra d'assalto.
Ecco il nostro 11 titolare.
Pensa le riserve....

Indirizzo

Rimini

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Compagnia dello scarico pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi