29/11/2022
L’amore è un dono. Non è per tutti, però.
Non puoi studiarlo a tavolino, cercarlo nei bar o nelle biblioteche.
Non puoi impegnarti e lavorare giorno e notte per trovarlo.
Non si compra e non può essere regalato. Neppure fabbricato o costruito pezzo per pezzo.
L’amore è bastardo perché non ti guarda in faccia. Non ti sceglie.
Non è Cupido che scaglia la freccia, ma la Dea Bendata. E la fortuna, in quanto tale, è bastarda. Non va a chi merita.
L’amore è difficile da identificare. Ha un gemello cattivo. Capita spesso di confonderli.
Credi di avere incontrato quello giusto, ma poi, con il tempo, quando si è diradata la nebbia dell’ardore, ti accorgi, ahimè, di esserti sbagliato.
Non un porto sicuro dove ormeggiare quando infuria la tempesta, ma un tritarifiuti che ti sbriciola l’anima.
L’amore è bastardo perché spesso arriva quando non lo puoi afferrare.
Passa e tu sei distratto. Stai facendo altro.
Sei troppo giovane, rincorri la carriera, fantastichi su un futuro che non avrai, credi che ci saranno altre occasioni, ti convinci che poi non è come sembra.
E lo lasci andare.
Non tornerà più. Perché l’amore è così. È per pochi, altrimenti non sarebbe tanto bello.
Nulla di ciò che è comune è prezioso.
L’amore è bastardo perché si nutre di ricordi e rimpianti.
Ti ritrovi vecchio a rivedere come in un film quel piccolo grande amore che non hai colto.
E non c’è più niente da fare. Il tempo indietro non torna.
L’amore invecchia.
Alla mia età lo comprendi. Il suo tempo è la gioventù. Gli amori giovanili sono quelli che rimangono dentro. Parlano di novità, di esperienze fatte insieme.
Passata la gioventù, l’amore non è amore. Ti invaghisci, ma non ami.
Non è il fuoco che scalda, ma la fiamma che brucia alta e subito dopo si spegne.
L’amore è bastardo perché quando scrivo di lui mi manca.