30/08/2026
Fare gol in fuorigioco, il lato oscuro della vittoria e 6 minuti per cambiare la partita
Dieci metri oltre l’ultimo difensore, liberissimo, senza che il guardalinee possa alzare la bandierina. Non è una svista arbitrale né un errore del VAR, ma quanto prevede chiaramente il regolamento. Sulla rimessa laterale non esiste il fuorigioco e la linea difensiva avversaria perde totalmente il controllo dello spazio alle proprie spalle.
Nel calcio professionistico si lavora per ore sui tempi di smarcamento e sui movimenti utili per non finire oltre l’ultimo difendente. Eppure, questa opportunità a palla inattiva, non viene quasi mai sfruttata, un po’ per abitudine e un po’ per pigrizia tattica. La palla esce, si aspetta con calma la salita del terzino e, in quei cinque o sei secondi, il blocco avversario si ricompatta.
Tutto cambia se, non appena la sfera finisce fuori su un’azione in velocità, a ba***re subito è l’attaccante più vicino. Questa dinamica altera all’istante la struttura avversaria: il difensore centrale che accorcia sulla punta viene trascinato fuori posizione verso la linea laterale, lasciando spesso un solo compagno alle proprie spalle. A quel punto, il secondo attaccante o un compagno a rimorchio possono aggredire in anticipo la profondità oltre l’ultimo uomo prima ancora del lancio, senza doversi preoccupare del fuorigioco. Diventa un duello in campo aperto verso la porta, con la difesa costretta a rincorrere all’indietro.
Nel nuovo numero di Vista periferica trovi la clip dei loro movimenti e gli altri temi della settimana:
- Una chiave mentale: Il lato oscuro della vittoria
- Allenare se stessi: 6 minuti per cambiare la partita
- Un’idea di altri: Valdano e scegliere tra paura e speranza
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