Roberto Breda

Roberto Breda Allenatore calcio professionista

Fare gol in fuorigioco, il lato oscuro della vittoria e 6 minuti per cambiare la partita Dieci metri oltre l’ultimo dife...
30/08/2026

Fare gol in fuorigioco, il lato oscuro della vittoria e 6 minuti per cambiare la partita

Dieci metri oltre l’ultimo difensore, liberissimo, senza che il guardalinee possa alzare la bandierina. Non è una svista arbitrale né un errore del VAR, ma quanto prevede chiaramente il regolamento. Sulla rimessa laterale non esiste il fuorigioco e la linea difensiva avversaria perde totalmente il controllo dello spazio alle proprie spalle.
Nel calcio professionistico si lavora per ore sui tempi di smarcamento e sui movimenti utili per non finire oltre l’ultimo difendente. Eppure, questa opportunità a palla inattiva, non viene quasi mai sfruttata, un po’ per abitudine e un po’ per pigrizia tattica. La palla esce, si aspetta con calma la salita del terzino e, in quei cinque o sei secondi, il blocco avversario si ricompatta.
Tutto cambia se, non appena la sfera finisce fuori su un’azione in velocità, a ba***re subito è l’attaccante più vicino. Questa dinamica altera all’istante la struttura avversaria: il difensore centrale che accorcia sulla punta viene trascinato fuori posizione verso la linea laterale, lasciando spesso un solo compagno alle proprie spalle. A quel punto, il secondo attaccante o un compagno a rimorchio possono aggredire in anticipo la profondità oltre l’ultimo uomo prima ancora del lancio, senza doversi preoccupare del fuorigioco. Diventa un duello in campo aperto verso la porta, con la difesa costretta a rincorrere all’indietro.

Nel nuovo numero di Vista periferica trovi la clip dei loro movimenti e gli altri temi della settimana:
- Una chiave mentale: Il lato oscuro della vittoria
- Allenare se stessi: 6 minuti per cambiare la partita
- Un’idea di altri: Valdano e scegliere tra paura e speranza

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Cosa faccio quando lo spogliatoio rischia di saltare Cosa serve per tenere unito un gruppo, con o senza un leader in cam...
23/08/2026

Cosa faccio quando lo spogliatoio rischia di saltare
Cosa serve per tenere unito un gruppo, con o senza un leader in campo.

Quando sono subentrato alla Ternana a inizio novembre 2023, la situazione era critica: sei punti in dodici partite, ultimo posto, gruppo sfiduciato. Ho cambiato assetto, puntato sui giocatori di maggior qualità e cercato un maggior equilibrio: abbiamo fatto 11 punti nelle successive cinque gare, rimettendoci subito in corsa.

Poi è arrivato gennaio 2024.

Nel pieno della sessione invernale sono stati ceduti due dei giocatori più importanti della squadra, un centrocampista offensivo e un difensore, entrambi fondamentali fino a quel momento. Nello stesso periodo la situazione societaria ha perso forza: buona parte del gruppo pensava a come andarsene, non certo al campo.

In quei momenti si tende ad accusare il gruppo di scarso carattere o a cercare un leader che non c'è. La verità è molto più concreta: era saltata completamente la struttura di gioco.

Sembrava tutto irrecuperabile.

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Dal nuovo numero di "Vista Periferica" Per circa 30 anni la lettura è stata una sola: palla scoperta, la linea difensiva...
16/08/2026

Dal nuovo numero di "Vista Periferica"

Per circa 30 anni la lettura è stata una sola: palla scoperta, la linea difensiva scappa compatta a protezione della profondità.

Un principio semplice, insegnato ovunque, che oggi entra in crisi contro gli attacchi moderni.

Il motivo? I sistemi offensivi attuali occupano contemporaneamente ampiezza, rifinitura e profondità. Se tutta la difesa arretra in blocco per neutralizzare la corsa dell'attaccante, si spalanca la trequarti, aumentano le distanze dagli esterni e il centrocampo avversario trova campo libero tra le linee.

Una possibile soluzione: scomporre la linea invece di muoverla come un blocco unico.

Chi marca il giocatore che attacca la profondità scappa. Il compagno adiacente lascia momentaneamente la propria marcatura per dargli copertura. Gli altri difensori restano sui loro riferimenti, senza regalare campo alle spalle.

Il risultato è una difesa che protegge la profondità senza sacrificare la compattezza sulla trequarti.

È il primo di 4 spunti che ho raccolto in questo numero di Vista Periferica, la mia newsletter dedicata a tattica e gestione dello spogliatoio. Gli altri tre riguardano la gestione dei carichi con i giocatori esperti, l'idea di gioco come vero leader della squadra e l'autoanalisi dell'allenatore.

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Come superare una pressione forte a uomo con il terzo uomoDopo teoria ed esercizio, la prova del campo: l’analisi video ...
12/08/2026

Come superare una pressione forte a uomo con il terzo uomo

Dopo teoria ed esercizio, la prova del campo: l’analisi video su come scardinare un 5v5 a uomo e trasformare una palla di spalle in 40 metri di campo aperto.

Oggi le fasi di non possesso sono sempre più aggressive: le squadre avversarie ti vengono a prendere alte, orientando la corsa e tagliando le linee di passaggio dirette. In questo contesto, pretendere di servire l’uomo libero con un passaggio diretto è sempre più difficile.

La ricerca del terzo uomo è uno dei principi più complessi da difendere. Quando i giocatori condividono la stessa intenzione con i tempi giusti, per chi difende diventa quasi impossibile accorciare e contrastare l’uscita.

Per capire l’impatto di questa lettura, analizziamo una situazione reale di campo: la costruzione della Juve Stabia contro la pressione alta del Pescara.

La struttura della pressione avversaria
Il Pescara forza la pressione forte in avanti:
* 3 attaccanti in pressione sui 3 difensori centrali.
* 2 centrocampisti che accorciano con aggressività sui 2 mediani avversari.
Una situazione di 5 contro 5 a uomo pensata per soffocare l’uscita palla al piede.
Guarda l’analisi video completa:

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Allenare il terzo uomo, analisi video di una squadra di serie Bdinamiche tattiche e relative correzioniInsegnare il “ter...
09/08/2026

Allenare il terzo uomo, analisi video di una squadra di serie B

dinamiche tattiche e relative correzioni

Insegnare il “terzo uomo” non significa far mandare a memoria degli schemi, ma addestrare i giocatori a leggere gli spazi e le uscite della pressione avversaria.
1. Che cos’è il terzo uomo (in breve)
Il principio si basa su tre attori principali:
* Giocatore A (Possessore): Ha la palla ma non ha la linea di passaggio diretta pulita verso il giocatore libero, oppure è pressato�
* Giocatore B (Sponda / Intermedio): Viene incontro, assorbe la pressione di un difendente e gioca a un tocco.�
* Giocatore C (Terzo Uomo): Attacca lo spazio libero o si smarca a sostegno nel tempo esatto in cui B orienta il controllo/scarico�
Analisi video di un allenamento di serie B
Prima di esaminare le dinamiche tattiche e le relative correzioni, guardiamo assieme questo filmato. E’ un momento pratico sul campo, di una mia squadra di qualche anno fa, preso dalla Masterclass realizzata insieme alla community di Futskilled.com.
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L’analisi video completa e la seconda parte dell’articolo con le dinamiche tattiche e relative correzioni sono accessibili gratuitamente soltanto agli iscritti alla newsletter Vista Periferica.
Puoi trovare il link del video nel primo commento

Un Dettaglio di CampoCosa fare quando si arriva lateralmente nei pressi dell’area di rigore, non si ha lo spazio per cro...
02/08/2026

Un Dettaglio di Campo
Cosa fare quando si arriva lateralmente nei pressi dell’area di rigore, non si ha lo spazio per crossare e ci si trova con il difendente a fianco, pronto a mettere il piede e rimpallare?

Una Chiave Mentale
Il confronto con la squadra è un'opportunità di crescita solo se l'allenatore ne mantiene saldamente la guida.

Allenare Sé Stessi
L’osservazione è un’abilità e, come tale, può essere affinata con la pratica. Ma come la si sviluppa concretamente sul campo?

Un'idea d'altri
Il mestiere dell'allenatore richiede il coraggio di assumersi in prima persona il rischio delle proprie scelte tattiche e gestionali anziché subire l'influenza altrui.

L'analisi dettagliata e le soluzioni pratiche a questi quattro scenari sono nella nuova uscita di Vista periferica. Trovi il link per leggerla nel primo commento.

Allenare i ragazzi di Sebastia: cuore, metodo e la lingua universale del palloneCome si organizzano 10 giorni di lavoro ...
28/07/2026

Allenare i ragazzi di Sebastia: cuore, metodo e la lingua universale del pallone

Come si organizzano 10 giorni di lavoro intensivo con una squadra arrivata dalla Palestina a Reggio Calabria?

Quando Don Valerio e la comunità Attendiamoci mi hanno chiamato, la sfida non era solo umana, ma soprattutto metodologica. Avevamo poco tempo, barriere linguistiche importanti e un gruppo abituato al calcio a 5, con una gestione della partita molto istintiva.

Per incidere davvero, abbiamo dovuto smontare i concetti tradizionali:

🔹 Zero minuti sprecati: via il riscaldamento a secco. Il pallone è rimasto al centro dal primo all'ultimo secondo.

🔹 Il lavoro con Mister Shady: in lui ho trovato un collega con una straordinaria voglia di imparare e mettersi in gioco. Abbiamo lavorato sull'allestimento degli spazi e sui dettagli operativi che danno credibilità a un allenatore.

🔹 La scelta batte la tecnica: li abbiamo allenati allo "scanner" visivo. Se impari a leggere lo spazio prima di ricevere palla, la postura si orienta da sola e la giocata diventa immediata.

Il verdetto del campo nella partita finale contro una squadra locale è stato nitido, ma la cosa più bella è che questo lavoro non finisce qui: con Shady continueremo a preparare le sue sedute a distanza.

Nel nuovo articolo su "Fuori dagli schemi" ho analizzato nel dettaglio tutta la metodologia e le schede pratiche delle esercitazioni.

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Principi di sviluppo: la gestione dello spazio attraverso il terzo uomoLa ricerca del terzo uomo è uno dei punti cardine...
22/07/2026

Principi di sviluppo: la gestione dello spazio attraverso il terzo uomo

La ricerca del terzo uomo è uno dei punti cardine nello sviluppo del gioco in fase di possesso. È un principio universale: funziona sia contro linee difensive a zona, sia contro sistemi orientati sui riferimenti uomo su uomo.
Questa efficacia rimane valida con qualsiasi modulo, ma la struttura di partenza ha sempre un peso specifico. Mentre altri sistemi richiedono rotazioni o adattamenti per disegnare linee di passaggio funzionali, assetti come il 4-3-3 o il 3-4-2-1 offrono un vantaggio immediato: la loro stessa disposizione iniziale colloca già i giocatori su posizioni che creano immediatamente triangoli e rombi in ogni zona del campo, figure geometriche chiave per facilitare il possesso, eludere la pressione e guadagnare campo.
Il principio del terzo uomo trova una codifica precisa nel calcio posizionale, ma si adatta perfettamente, con variabili e dinamiche diverse, anche ai flussi del calcio relazionale.
Il motivo della sua importanza è pratico: nel calcio moderno le linee di passaggio dirette sono quasi sempre ostruite. Se si vuole guadagnare campo costruendo dal basso, il gioco di sponda diventa lo strumento d’elezione per saltare la pressione avversaria, liberando un ricevitore in un’altra zona del campo con un angolo di passaggio e una visuale completamente diversi. L’obiettivo fondamentale è muovere la struttura per liberare uomini in zone che prima erano del tutto impraticabili.
Il terzo uomo è, nella sua essenza, una combinazione a tre che sfrutta la condivisione di una stessa idea per anticipare e superare l’organizzazione difensiva avversaria. Il vero vantaggio risiede nella sincronia dei tempi: la conoscenza comune del codice permette di eseguire la giocata anticipando sempre la reazione del difensore.
Due filosofie un solo principio: Posizionale vs Relazionale
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Nella costruzione dal basso, l’intento è superare l’aggressione avversaria per guadagnare campo e mettere i giocatori ch...
19/07/2026

Nella costruzione dal basso, l’intento è superare l’aggressione avversaria per guadagnare campo e mettere i giocatori chiave nelle condizioni migliori per gestire lo sviluppo successivo. Uno di questi è il regista: trovarlo smarcato significa garantirgli il tempo e lo spazio necessari per impostare. Per riuscirci, serve scardinare la strategia difensiva avversaria.
I sistemi di gioco che non prevedono un trequartista, come il 3-5-2 o il 4-4-2, in fase di non possesso utilizzano solitamente i due attaccanti stretti per schermare il nostro play, impedendo ai difensori centrali di servirlo per vie dirette.
Come possiamo liberarlo?
La soluzione tecnica si basa su una specifica dinamica di movimento e sulla ricerca del terzo uomo, un principio fondamentale per ripulire la linea di passaggio e far ricevere il regista fronte alla porta con il campo visivo totalmente aperto. Ho sviluppato i dettagli di questo sviluppo all'interno del nuovo numero di Vista Periferica.
All'interno dell'articolo trovi anche gli altri punti di questa settimana:
* Una chiave mentale: stabilisci solo regole che sei in grado di far rispettare
* Allenare se stessi: l’organizzazione giornaliera parte dal controllo degli spazi
* Un’Idea d’Altri: la gestione della paura nel processo di crescita

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Cosa fa davvero la differenza nel calcio? La competenza metodologica. Quando le idee non si vedono la domenica, cercare ...
14/07/2026

Cosa fa davvero la differenza nel calcio? La competenza metodologica. Quando le idee non si vedono la domenica, cercare un alibi nei limiti o nella scarsa disponibilità dei ragazzi è la via più comoda. La chiave è governare le variabili della seduta: modificando alcuni parametri sul campo, anche chi sembrava non all'altezza fa un salto di qualità, e il lavoro settimanale trova finalmente riscontro in partita.

Per evitare questo DIVARIO TRA SETTIMANA E GARA, ogni esercitazione deve superare un filtro di domande-chiave. Oggi ne condivido due che incidono in modo determinante sulla riuscita delle proposte:

LA GESTIONE DELLO SPAZIO
I perimetri stretti (come rondo o small-sided games) sono ottimi per stimolare la componente cognitiva, ma la superficie ridotta restituisce un'illusione di intensità. Se la maggior parte dei passaggi è inferiore ai cinque metri, non stiamo ricreando le distanze del calcio vero. In una metodologia basata sull'alternanza delle dimensioni, l'uso del campo regolamentare diventa imprescindibile per perfezionare i tempi del pressing e il controllo della profondità alle spalle.

IL CARICO BIOLOGICO
Non serve interrompere continuamente l'azione per fare correzioni tattiche. Sotto fatica, la perdita di lucidità va monitorata ma anche cavalcata: è proprio in quel momento che si costruisce la tenuta mentale, spostando più in là la soglia critica del calo di attenzione.

Ho sviluppato l'analisi completa di queste e delle altre variabili operative (inclusa la gestione delle rose numerose, la gerarchia dei contenuti e il bilanciamento tra carico fisico e tecnico) nell'ultimo numero di "Fuori dagli schemi" su Substack.

Leggi l'articolo completo qui:
https://robertobreda.substack.com/p/la-struttura-dellallenamento

Indirizzo

Reggio Di Calabria

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