04/11/2023
Il cantante – ma soprattutto grande paroliere – Cristiano Malgioglio se l’è presa perché Mahmood ha deciso di incidere un brano dal titolo “Cocktail d’amore”, come quello della canzone della compianta Stefania Rotolo, sigla finale del programma di musica “Tilt” della stagione 1979-80, il cui testo fu scritto da Malgioglio. Dice che non è accettabile copiare un titolo tanto originale, anche se il testo e la melodia sono diversi. Che è come se lui incidesse un pezzo intitolandolo “Nel blu dipinto di blu”. Non so se esista una legge che regolamenti i titoli delle canzoni. So invece che le canzoni con lo stesso titolo si contano a bizzeffe e non per questo sorgono continuamente delle controversie: per dirne una, nel 1989 la Fiordaliso portò a Sanremo un brano dal titolo “Se non avessi te”, lo stesso di una canzone di Umberto Tozzi di appena due anni prima, ma non per questo ci fu una levata di scudi da parte di Tozzi. Si potrà obiettare che c’è una differenza tra titoli comuni e titoli originali, che intitolare una canzone “Ti amo” è diverso che chiamarla “L’insostenibile leggerezza dell’essere”. Ma ritengo che, in ultima analisi, copiare un titolo, semplice o complesso che sia, non possa essere di per sé considerato plagio che, per quanto riguarda la melodia di una canzone, è tale quando sono identiche ben otto battute consecutive. Ad ogni modo, ”Cocktail d’amore” di Stefania Rotolo è un brano gradevole e certamente noto a chi all’epoca c’era, come il sottoscritto, ma non si può considerare un evergreen come “Nel blu dipinto di blu” ed è rimasto nella memoria soprattutto perché la povera Stefania, che aveva la stoffa per diventare una grande dell’intrattenimento, venne a mancare poco tempo dopo. Un’altra sigla dell’epoca, “Sabato sera” di Loretta Goggi, a mio parere molto più bella di “Cocktail d’amore”, non è rimasta altrettanto ferma nei nostri ricordi, e ciò si deve sicuramente al fatto che la Goggi, grazie al cielo, è tuttora viva e vegeta. Trovo quindi eccessiva la reazione di Malgioglio.