15/06/2026
Ci sono momenti nella vita in cui le parole sembrano non bastare.
Quello che è successo a Caterina, a mia moglie Stella, ai miei stimati collaboratori all’interno del Mirabella, è qualcosa che ci ha spezzato dentro.
Non è facile raccontare il dolore e la rabbia che abbiamo provato nel vedere persone che ami profondamente e che stimi per il loro lavoro essere vittime di una violenza tanto ingiusta quanto inspiegabile.
Non è solo un episodio. È una ferita. Una ferita che resta negli occhi, nei pensieri, nel silenzio di certe notti. Eppure, in mezzo a tutto questo buio, è arrivata una luce forte, sincera, inaspettata nella sua intensità: siete stati voi.
A tutti coloro che ci hanno scritto, chiamato, cercato, abbracciato… GRAZIE.
Grazie per non essere rimasti indifferenti. Grazie per aver scelto di esserci. In quei messaggi, in quelle parole, abbiamo trovato qualcosa che non si compra e non si finge: umanità.
Sapere di non essere soli, in momenti così, cambia tutto. Ci ha dato forza quando ci siamo sentiti crollare, ci ha aiutato a respirare quando il peso sembrava troppo grande.
Ma non posso, e non voglio, nascondere quello che sento: quello che è accaduto è grave, è ingiusto, è inaccettabile! E non deve passare sotto silenzio. Perché il silenzio protegge solo chi sbaglia.
Il Centro Sportivo Mirabella è sempre stato, e continuerà ad essere, un luogo di rispetto, di sport, di divertimento, di famiglie, di sorrisi.
Nessuno potrà portarci via questi valori. Noi andremo avanti. Più segnati, sì, ma anche più consapevoli, più uniti che mai. Più determinati a non permettere che la violenza abbia l’ultima parola.
E questo non è solo un GRAZIE. È una promessa.
Dalla famiglia Mirabella grazie a tutti voi dal profondo dei nostri cuori.