24/08/2026
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La sicurezza energetica europea potrebbe dipendere sempre meno dalla capacità di importare gas e sempre più da quella di consumarne meno. È la conclusione di un'analisi dell’Institute for Energy Economics and Financial Analysis (Ieefa), secondo cui fotovoltaico, eolico e pompe di calore potrebbero ridurre di circa un quarto la domanda di gas dell’Unione europea entro il 2030. Un percorso che è già iniziato: tra il 2021 e il 2024 i consumi di gas nell’Ue sono diminuiti di 78,5 miliardi di metri cubi, circa il 20% in meno. A contribuire sono state sia le misure adottate dopo la crisi energetica sia la diffusione delle tecnologie pulite. Tra il 2022 e il 2024 nell’Ue sono state installate circa 7,6 milioni di pompe di calore. Nello stesso periodo il fotovoltaico ha aggiunto 146 GW di potenza e l’eolico oltre 43 GW. Solo nel 2024 la maggiore produzione da sole e vento e le nuove pompe di calore hanno evitato il consumo di 8,8 miliardi di metri cubi di gas.
Per mantenere questo ritmo, l’Europa dovrebbe installare ogni anno, circa 4 milioni di nuove pompe di calore, 75 GW di fotovoltaico e 22 GW di eolico. Secondo l’istituto, queste tre tecnologie potrebbero da sole ridurre la domanda di gas di circa il 25%. A questo risultato si aggiungerebbero i risparmi ottenibili con efficienza energetica, riduzione dei consumi e trasformazione dei processi industriali.
La questione ha anche aspettie geopolitici: dopo il crollo delle forniture russe, l’Europa ha aumentato il ricorso al gas naturale liquefatto. Tra il 2021 e il 2025 le importazioni di Gnl sono cresciute dell’84%. Ma diversificare i fornitori non elimina i rischi legati a guerre, rotte marittime e oscillazioni dei prezzi. Ridurre il fabbisogno, invece, diminuisce strutturalmente la dipendenza dalle importazioni. Ogni p***a di calore che sostituisce una caldaia e ogni nuovo impianto solare o eolico riducono la quantità di gas necessaria. La sicurezza energetica non si costruisce cercando più gas, ma riducendo la necessità di utilizzarlo.