06/04/2026
GLUTEO contro PSOAS: il tiro alla fune che decide come sta la tua schiena.
Nel tuo bacino, in questo momento, è in corso un tiro alla fune.
Da una parte c'è il grande gluteo: il muscolo più potente del corpo, il motore che ti spinge quando cammini, che ti solleva quando ti alzi, che tiene il bacino in posizione.
Dall'altra c'è lo psoas: più piccolo, più profondo, ma con un lavoro preciso: flettere l'anca e ti**re il bacino in avanti.
Quando i due tirano con la stessa forza, il bacino sta fermo, l'anca si muove in modo fluido, e la colonna lombare non deve intervenire.
È un equilibrio perfetto: due forze opposte che si bilanciano.
Il problema è che questo tiro alla fune non si gioca ad armi pari.
Lo psoas ha un vantaggio sleale: la vita moderna è il suo allenatore personale.
Ogni ora che stai seduto, lo psoas è in accorciamento. Non sta facendo fatica: sta semplicemente restando in una posizione corta, e col tempo il cervello registra quella lunghezza come "normale".
Otto ore al giorno, cinque giorni a settimana, per anni.
Lo psoas non diventa più forte: diventa più corto, più rigido, più dominante.
E il gluteo?
Il gluteo in quelle stesse otto ore è schiacciato su una sedia, mai chiamato a contrarsi, completamente ignorato.
Il cervello, che non spreca risorse per muscoli inutili, smette progressivamente di attivarlo.
Non lo perde: lo mette in standby.
A quel punto il tiro alla fune è finito.
Lo psoas tira il bacino in avanti senza trovare resistenza, perché dall'altra parte non c'è più nessuno che tira.
La curva lombare si accentua.
I dischi si comprimono nella parte posteriore.
La schiena entra in quella tensione cronica che tanti conoscono: rigidità quando ti alzi, fastidio dopo stare in piedi, lombare che sembra sempre "carica".
E il gluteo spento ha una seconda conseguenza.
Siccome non fa più il suo lavoro di motore, qualcun altro deve coprirlo.
Ad ogni passo che cammini, la lombare compensa quello che il gluteo non spinge.
Ad ogni scalino, la schiena si inarca per generare la forza che il gluteo non produce.
È come una squadra di canottaggio dove il rematore più forte ha smesso di remare: la barca va avanti lo stesso, ma tutti gli altri si esauriscono.
Ecco perché tante persone hanno mal di schiena cronico senza un motivo apparente: la schiena non è malata, è sovraccaricata da un tiro alla fune che ha perso l'equilibrio anni fa.
Ora, la tentazione è pensare: "allungo lo psoas e risolvo".
L'allungamento dello psoas è utilissimo (lo illustro spessissimo), ma da solo non basta.
Se allunghi lo psoas ma non riattivi il gluteo, hai allentato la corda da una parte senza ridare forza dall'altra. Il tiro alla fune resta sbilanciato.
La vera svolta arriva quando fai entrambe le cose: riduci la rigidità dello psoas E insegni al gluteo a ti**re di nuovo dalla sua parte.
Quando l'equilibrio si ristabilisce, il bacino torna in posizione neutra, la lombare si scarica, e quella sensazione di schiena "sempre contratta" se ne va.
Spesso in modo sorprendente, perché non c'era nulla di rotto: c'era solo una fune sbilanciata 💪
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