27/04/2026
RAVENNAZ - Le origini del mito (4)
Goku non c’è più. Forse sarebbe successo comunque. In un’altra linea del tempo.
Il Sayan dal grande cuore avrebbe di sicuro incontrato un avversario fortissimo, così duro da dover ricorrere al sacrificio ultimo.
Avrebbe dato tutto. Anche la vita.
Per la Terra. Per i suoi amici.
Ma ora non c’è più. E basta.
Bisogna però andare avanti.
Sono passate diverse settimane, il cielo è quello di tutti i giorni, terso in una tiepida giornata primaverile, le montagne in lontananza, gli alberi e gli animali non si sono accorti di nulla, non è cambiato nulla, per loro.
A un tratto, urla.
Diverse voci urlano, quasi all’unisono, senza interruzione.
Stormi di uccelli si sollevano dagli alberi, mossi da quel clamore, per volare verso una zona più tranquilla, incuranti di quanto vicina o lontana essa sia…
Quale sciagura o calamità è occorsa? Quale super nemico la Terra dovrà prepararsi ad affrontare?
Le urla si rincorrono, l’eco di strazianti momenti ed epiche battaglie torna alla memoria di tutti quanti, ma ora senza Goku sarebbe davvero dura resistere.
Un rettangolo verde, puntini dentro e fuori, macchie di colore che urlano e si muovono all’impazzata come formiche inseguite da un bambino armato di lente d’ingrandimento in un pomeriggio d’estate.
“CORRETE! PIU’ VELOCE! PIU’ VELOCE!”
C21, di schiena, guarda tutte quelle piccole macchie che si muovono come al suo comando.
La grande minaccia forse è già fra noi? Quali intenzioni potrebbe mai avere questo Androide arrivato da chissà dove?
Di lui sappiamo solo che è veloce, molto veloce, e che non segue le regole degli altri nemici, che abbia poteri psichici straordinari e che possa irretire la mente di diverse persone alla volta, piegandoli alla propria volontà?
“STOP”
Il mondo si ferma, nessuna delle macchie di colore ha il coraggio di muovere un muscolo, o forse non ne ha la possibilità.
“E’ IL MOMENTO DELLE SFERE!” C21 urla senza scomporsi, lanciando sette sfere, ciascuna con un diverso numero, ciascuna con un destino diverso.
Ogni guerriero in campo si precipita a recuperare una sfera. Piedi che colpiscono a vuoto, corpi che si scontrano e sfere che scappano. Non c’è equilibrio.
Nessuno riesce a fermarle. Nessuno riesce a dominarle.
Nessuno possiede il “tocco” e la sensibilità dell’androide, che pazientemente osserva in religioso silenzio quel formicaio impazzito.
“IL TEMPO E’ SCADUTO”
Si può leggere il panico sulle facce di tutti. Stanchi e madidi di sudore, non hanno fatto abbastanza, nessuno è stato in grado di soddisfare C21.
L’androide sogghigna mettendosi in posa, mentre alle sue spalle il cielo si rabbuia in fretta assumendo tonalità quasi demoniache e creando un vortice violaceo che si allarga sempre di più. I guerrieri, sfiniti e immobili, osservano impotenti.
Aria di tempesta si prospetta all’orizzonte, in tutto il pianeta si avverte una certa inquietudine mentre la temperatura cala e il vortice si ingrandisce sempre più, fino a che alcune ombre non facilmente identificabili iniziano a varcare il vortice, entrando nel nostro mondo…
QUESTO E’ IL MOMENTO