21/12/2025
Almanacco Illustrato del Motociclista
di Kiddo & Ruggeri
L’importanza della tecnologia (in moto)
Come disse Coso al re di quell’altro posto terminando la sua dimostrazione matematico-filosofica sull’inoppugnabile esistenza di Dio, che si sarebbe detto pronto a dimostrare il contrario qualora Sua Maestà lo richiedesse, così noialtri di AIDM nel nostro piccolo non siamo qui per esprimere opinioni ma per dare adito a discussione; sostenere tutto e il contrario di tutto, ricercare la Verità anche solo in quel piccolo vastissimo poliedrico dogmatico mondo che è il motociclismo, oggi.
Così, come siamo pronti a cavalcare la dottrina di chi si dice pronto a rifiutare la tecnologia dell’elettronica nella moto, e lo fa consultando una pagina elettronica con un microcomputer potentissimo come lo smartphone, così possiamo dichiarare che siamo perfettamente d’accordo con chi si sente un impedito e un pecorone soltanto perché si è fatto affibbiare l’ennesimo pacchetto di lucine colorate sulla strumentazione della moto e si incazza pure se qualcuno gli fa notare che non proprio tutto quello che si maschera dietro l’innovazione tecnologica è così indispensabile o rivoluzionario come sembra. Senza blocchetti retroilluminati, per dire, siamo sopravvissuti benone per parecchi decenni. (v. tavola “troppi pippoli” un paio di uscite fa)
Altro discorso, se si vuole ragionare davvero di tecnologia che ha rivoluzionato davvero il nostro mondo, riguarda la cinematica, la chimica, l’industria dei materiali e dei tessuti (in effetti è sempre chimica), e in parte sì, effettivamente anche l’elettronica.
La vera evoluzione è lampante in un caso come quello illustrato dal Ruggeri: il viaggio in condizioni estreme, magari di freddo o con fondi proibitivi che rispetto al Motociclista di 30 anni fa adesso è affrontabile con relativa serenità, se ben attrezzati, mentre non lo era assolutamente prima: il Motociclista era una sorta di eroe, pronto a sfidare intemperie e avversità, una sorta di superuomo che poteva flexare di appartenere a una ristretta minoranza. E non parliamo soltanto, ovviamente, di antislittamento elettronici o ABS, che possono anche servire; ma mai quanto una gomma con silicio nella mescola accompagnata dalla giusta sensibilità nel polso alla manopola del gas o alla leva del freno. Anche perché al momento che interviene il controllo elettronico, molto probabilmente la reazione scomposta della moto è già avvenuta.
Gomme adatte con mescole evolutissime e cinturazioni rivoluzionarie, quindi, che anche semitassellate, rispetto a qualche tempo fa, sono capaci di lavorare sia su sterrato anche con fango e alla grande su asfalto, anche bagnato. Oppure mescole stradali capaci di portare una maxienduro in pista di velocità. L’evoluzione nel campo dei pneumatici è stata quindi enorme!
E che dire dell’abbigliamento; dal giacchino in pelle ghiaccio come il marmo che rischiava di congelarsi e staccarsi a pezzi insieme al gilet di jeans e a qualche strato di pelle di chi lo indossava ai moderni completi in tessuto 4 stagioni, come la pizza, composti di vari strati antivento, termici, antiacqua capaci di resistere a temperature estreme; per non parlare dell’abbigliamento intimo, riscaldato elettricamente, che consentono di guidare leggerissimi anche d’inverno. Il gu**to riscaldato, molto più delle manopole che scaldano soltanto i palmi delle mani, quindi di dubbia utilità, ha davvero rivoluzionato la vita di tanti Motociclisti invernali. Ma anche d’estate ovviamente l’abbigliamento ventilato odierno che, appena in movimento, consente di sopravvivere a temperature alte proibitive.
E la comunicazione fra moto e moto, col passeggero, con i dispositivi tramite interfoni che includono anche sistemi di videoregistrazione ma anche la possibilità di interagire a distanza col mondo, sono stati una rivoluzione lenta e costante, indicibilmente utile.
E infine ovviamente anche la moto, che a costo di una certa privazione della parte più emozionale data da motorizzazioni “tappate”, nonché solitamente insipide come i classici bicilindrici frontemarcia che faticano a erogare una potenza davvero lineare ed esaltante sono sempre più ecologicamente sostenibili, meno rumorose, puzzolenti, gestibili anche (a volte sembra soltanto) da neofiti. Vabbè anche questa è evoluzione. Un chenchero che pare un toro meccanico che ti scalcia a terra alla prima manciata di gas non è certo auspicabile.
Proprio la ricerca di megaprestazioni, ma gestibili un po’ da chiunque, ha portato probabilmente a sopravvalutare la parte elettronica della moto. Sospensioni che con un settaggio a manubrio dovrebbero dare la sensazione “di avere la moto appesa a un filo” anche nelle condizioni di sterrato più estreme, quando un buon assetto creato ad hoc da un professionista, con sospensioni dalla tecnologia e materiali di alta qualità sarebbe sicuramente molto meglio. Oppure la risposta del gas e la gestione dei freni che sarebbe molto meglio allenare tramite la consapevolezza del concetto di “ovale dinamico” al quale potremmo dedicare una tavola.
Del resto, se si parla di evoluzione, anche la diffusione della cultura in un segmento ne fa parte. E crediamo che creando discussione possiamo senz’altro affermare che anche noi di AIDM ne facciamo parte.