02/06/2026
PERCHร HO ANNULLATO LA GRANFONDO CITTร DI RAGUSA
LO DEVO A QUELLE PERSONE CHE MI
STIMANO E CHE CREDONO IN ME !
Adesso mi prenderรฒ una settimana di pausa.
Ne ho bisogno.
Prima di partire, perรฒ, sento il dovere di spiegare, almeno in parte, perchรฉ ho deciso di annullare la Granfondo Cittร di Ragusa.
Non cโรจ un unico motivo.
ร la somma di tante cose.
ร la stanchezza accumulata in anni di sacrifici, di notti insonni, di problemi da risolvere, di responsabilitร da assumersi e di energie spese per costruire qualcosa che fosse allโaltezza del nome della nostra cittร .
ร la delusione verso un ambiente che, a mio avviso, sta lentamente scadendo a vista dโocchio.
ร la delusione verso persone nelle quali avevo riposto fiducia, persone che ho sempre considerato quasi come figli sportivi e che, in alcuni casi, hanno lasciato ferite piรน profonde di quanto possano immaginare.
ร la constatazione che troppo spesso chi dovrebbe sostenere, aiutare o semplicemente apprezzare il lavoro di chi organizza, preferisce restare assente. Quando va bene. Quando va male, addirittura ostacolare o criticare.
Ho imparato anche unโaltra cosa in questi anni.
Che nel ciclismo amatoriale, almeno in quello che ho conosciuto io, non tutti tifano per chi prova a costruire qualcosa.
Cโรจ chi partecipa, chi aiuta, chi sostiene e chi comprende quanto lavoro ci sia dietro un evento.
E poi cโรจ chi osserva da lontano, aspettando il momento giusto per criticare, per trovare il difetto, per pronosticare il fallimento.
Alcuni di questi sono persino persone che si definiscono amici.
Le prime tre edizioni della Granfondo Cittร di Ragusa hanno dimostrato che avevano torto. La quarta non ci sarร e qualcuno probabilmente oggi starร festeggiando questa notizia.
A loro voglio dire una cosa sola: possono gioire serenamente. Hanno ottenuto ciรฒ che desideravano.
La differenza รจ che questa volta non hanno vinto loro. Sono stato io a decidere di fermarmi.
Perchรฉ cโรจ una grande differenza tra essere sconfitti e scegliere di non voler piรน combattere una battaglia che non vale il prezzo che ti chiede.
Ed รจ qui che arriva la domanda che negli ultimi mesi mi sono fatto sempre piรน spesso:
โMa io che ci faccio qui?โ
Ho unโazienda da gestire.
Ho collaboratori che dipendono da me.
Ho clienti che mi accordano fiducia ogni giorno.
Ho una moglie e dei figli che meritano il mio tempo, la mia presenza e la mia serenitร .
E allora, sinceramente, chi me lo fa fare?
Perchรฉ organizzare una manifestazione come la Granfondo Cittร di Ragusa significa investire soldi, tempo, energie e anche una parte di sรฉ.
E quando ti accorgi che fare le cose bene non viene premiato, ma spesso viene persino osteggiato, qualcosa dentro si rompe.
In questi anni abbiamo cercato di alzare lโasticella.
Abbiamo investito sulla sicurezza quando altri la considerano un dettaglio.
Abbiamo investito sul territorio, raccontando Ragusa, Ibla, Scicli, Modica e le nostre bellezze a migliaia di ciclisti provenienti da tutta Italia.
Abbiamo investito sullโimmagine della cittร , sul rispetto dei partecipanti, dei volontari e di tutte le persone coinvolte.
Lo rifarei altre cento volte.
Ma oggi non ho piรน la forza nรฉ la voglia di combattere battaglie che non mi appartengono.
Non provo rabbia.
Provo soprattutto una grande stanchezza.
Per questo ho deciso di fermarmi.
Non perchรฉ abbia smesso di amare il ciclismo.
Quello no, e non succederร mai.
Anzi, spero che questa decisione mi restituisca il piacere di viverlo da appassionato, senza il peso di dover trascinare sulle spalle responsabilitร che ormai sono diventate troppo grandi.
Se cโรจ una cosa che questa esperienza mi ha insegnato รจ che il tempo รจ la risorsa piรน preziosa che abbiamo. E io, negli ultimi anni, ne ho regalato tantissimo a questo sport, a questa manifestazione e a questa cittร .
Forse adesso รจ arrivato il momento di restituirne un poโ alla mia famiglia, ai miei figli, a mia moglie e anche a me stesso.
Ringrazio chi in questi anni ha creduto nel progetto, chi ha lavorato al mio fianco, chi mi ha sostenuto nei momenti difficili e chi ha capito che dietro ogni manifestazione ci sono persone, non macchine.
Per il resto, il tempo farร il suo lavoro.
E forse, lontano dal rumore, riuscirรฒ finalmente a ritrovare quella serenitร che negli ultimi anni ho sacrificato troppo spesso.
GIANNI LICITRA