05/09/2026
Sabato V settembre MMXXVI + 873 giorni & 43.181 chilometri dall'approdo in continente.
Coordinate 47°08'57.1"N 9°49'45.8"E
Connotazione temporale: Oggi.
In viaggio verso Bolzano.
Impressioni a freddo dopo 74 giorni trascorsi in Irlanda e 5.240 chilometri percorsi.
Visitare l’Irlanda in camper. Alcuni, umili, consigli, aneddoti, indicazioni dopo avervi trascorso XX giorni percorrendo ###X chilometri da sud a nord principalmente lungo la costa ovest.
- Strade (lungo).
o Si guida dal lato opposto. E fin qui nessuna novità. I primi momenti non sono facili, soprattutto se dovete immettervi su una strada da un posteggio o dovete percorrere una rotonda. Ma ci si abitua abbastanza velocemente, in questo aiuta moltissimo mettere un post-it con scritto “guida a sinistra” in bella evidenza sul cruscotto.
o Intersezioni stradali. Fondamentale l’aiuto della persona seduta sul sedile del passeggero che guarda al posto vostro. Diversamente vi sono intersezioni quasi impossibili da affrontare se non spostandosi sull’altro sedile, con-trollare il traffico (rammentate che arrivano dall’altra parte rispetto a quello a cui siamo abituati) ritornare sul sedile di guida, ingranare la marcia e…. uscire alla cieca.
o Tipologia di strade. Come nel resto d’Europa anche qui ci sono le autostrade (M), le strade statali primarie e quelle secondarie (N), le regionali (R) e quelle strette che sovente hanno i con ciuffi d’erba che segnano la mezzeria. Quelle sono le famigerate strade locali con la lettera ”L” che precede una serie di cifre che va da quattro a cinque e, da quello che ho capito io, quelle con cinque cifre sono le più strette di tutte. Il nostro camper è largo due metri e ventidue centimetri e in molte di queste strade entrambi gli specchietti retrovisori (destro e sinistro) toccavano, allo stesso momento, la vegetazione ai due lati della strada.
o Manto stradale. Tranne le autostrade (M) ed alcune strade statali primarie (N) che hanno la superfice dell’asfalto bello liscio le altre sono una sorta di campo di patate. Ad una prima occhiata l’asfalto appare di recente stesura, uniforme e senza buchi e “graffiature” ma, una volta messe le ruote sopra ci si rende conto di quanto si abbia avuto un’errata impressione. Il fondo, sotto l’asfalto, è assolutamente irregolare, sembra, infatti, di percorrere uno sterrato con tôle ondulée (fenomeno tipico delle strade sterrate non asfaltate dove il passaggio dei veicoli forma una serie di piccoli dossi e avvallamenti ravvicinati e regolari) anche se meno accentuato ma, comunque, sufficiente a far vibrare e rumoreggiare l’intero camper.
Ma non tutte le strade appaiono belle lisce e di recente asfaltatura. Alcune, molte, hanno il manto superiore dell’asfalto “consumato” e “graffiato” e, di conseguenza, si vede il vecchio asfalto sottostante e, oltre a vederlo, lo si sente viaggiandoci sopra. L’accoppiata tôle ondulée ed asfalto parzialmente “grattato via” è davvero devastante.
Per fortuna i buchi e le voragini sono davvero molto rari ma, in compenso, ci sono i dossi (raramente segnalati) che funzionano a guisa di piccole rampe di lancio. I piatti ed i bicchieri dentro i mobili del camper ringraziano sempre moltissimo il superamento di questi dossi.
o Sezione delle strade, soprattutto le regionali e la locali. Dorso di mulo è la parola per descrivere la sezione di queste strade che: essendo strette, essendo, come detto, a dorso di mulo, essendo delimitate da alte siepi, alberi o arbusti, essendo il camper abbastanza alto fanno si che all’atto d’incrociare un mezzo proveniente dalla direzione opposta la larghezza utile della carreggiata si riduca di quasi mezzo metro pena l’inclusione della vegetazione nella cellula del camper con apprezzabili danni in caso la vegetazione sia costituita da alberi.
o Limiti di velocità. Attenzione a rispettare sempre i limiti. La Garda sembra non esistere ma c’è così come gli autovelox.
- Pianificazione del viaggio. Argomento che è legato a doppio filo al discorso limiti di velocità. Nel pianificare il percorso o il tratto di strada da percorrere non basatevi sui limiti di velocità delle strade o sul calcolo dei veri navigatori satellitari in quanto nella stragrande maggioranza delle strade irlandesi il limite massimo è fissa-to ad 80 km/m ma riuscire a raggiungere i 50 km/h con il camper è un’impresa degna dei migliori piloti di formula uno. Abbiamo percorso chilometri e chilometri a 35-40 km/h come velocità massima.
- Cortesia alla guida e non solo. Lungo le strade strette, ma non è una “regola” praticata in esclusiva lungo queste tratte, capita d’incontrare altre vetture provenienti dal senso contrario e praticamente tutte si fermano ed accostano per lasciare libero il maggior spazio possibile per passare e lo fanno decine di metri pri-ma dell’incrocio vero e proprio. Quando si arriva all’altezza dell’incrocio loro sono, sovente, spiaggiati sulla vegetazione e quando li accosti ti salutano e ringraziano. Ma lo fanno anche se sei tu a fermarti, quando riesci perché di norma loro ti precedono e se anche gli fai i fari x dire “sono fermo passa tu” loro restano imperterritamente immobili ed aspettano che sia tu a procedere. Quando la strada lo consente è sufficiente rallentare al momento dell’incrocio, e loro salutano e ringraziano. Se non si deve rallentare la strada è una strada statale (non autostrada a due corsie) loro salutano. Loro salutano sempre, anche quando sono a piedi e tu ti allarghi per non sfiorarli e, anche se non ti allarghi, loro salutano e ringraziano, sempre. E lo fanno anche quando li incroci a piedi soprattutto nei piccoli paesi, non nelle città grandi no, sarebbe una condanna al saluto eterno.
- “Accessori” utili.
o Gli pneumatici. Dopo il carburante gli pneumatici sono gli “accessori” che si usano più spesso in Irlanda. Qui piove molto e soventemente spesso e l’asfalto bagnato riduce l’aderenza degli pneumatici. Avere il proprio mezzo equipaggiato con coperture “stanche” può essere fonte di maggiori problemi rispetto all’uso degli pneumatici nuovi.
o Le pastiglie dei freni. Dopo il carburante e gli pneumatici i freni sono gli “accessori” che si usano più spesso in Irlanda. Non ci sono molte discese ma quelle che ci sono arrivano al 9-10% di pendenza e sollecitano molto l’impianto frenante. Oltre alle discese ci sono le curve, spesso cieche, le strettoie, i ponti a carreggiata ridotta, gli incroci con gli altri utenti della strada, insomma mettere il piede sul freno diventa lo sport nazionale.
o I tergicristalli. Dopo il carburante, gli pneumatici ed i freni sono gli “accessori” che si usano più spesso in Irlanda. Piove. Piove. Piove. L’ho già detto che in Irlanda piove?
- Specchietti retrovisori esterni. I camion, quantomeno moltissimi camion qui in Irlanda montano protezioni o piastre in acciaio a guisa di salvaguardia degli specchietti retrovisori. In caso d’impatto la lastra assorbe il colpo e lo specchietto non si danneggia. Necessita aggiungere altro? Quando incontrerete per strada il van del tedesco di turno con lo specchietto destro tenuto assieme dal nastro adesivo americano saprete che non ha prestato abbastanza attenzione agli altri o non ha rallentato sufficientemente.
- Campeggi e rubinetteria varia (si lo so, ma io sono così). I campeggi non sono come li conosciamo noi italiani. Qui sono tutti molto wild, non ci sono quasi mai piazzole definite ma tutti vanno dove vogliono, passano davanti dietro a lato del tuo camper come fosse la cosa più normale da fare. Lo scarico delle grige viene, spessissimamente, fatto (dagli irlandesi e dagli inglesi) sul posto senza curarsi se vi sia lo scarico, se il terreno sia erboso o asfalto. Noi siamo sempre andati al posto deputato a quest’operazione.
o Entrando nei bagni dei vari campeggi ci si trova catapultati negli anni settanta, inizio ottanta (in Italia). I lavandini non hanno il rubinetto miscelatore ma i due rubinetti, separati, che erogano, l’uno acqua fredda e l’altro acqua calda. Piacevolissimo quasi scottarsi e poi passare direttamente all’acqua gelida. In Irlanda l’acqua tiepida verrà inventata in futuro.
o Docce. La gestione dell’acqua nelle docce è pura anarchia. Qualche essere superiore ha deciso sia la temperatura che la portata dell’acqua che esce da un doccino fisso, e non orientabile, sul muro. Quindi regolazione della portata, della temperatura, della posizione del doccino e dell’orientamento del getto d’acqua impossibili. Rigidità assoluta. In Irlanda la possibilità di rendere piacevole la doccia verrà inventata in futuro.
Dopo tutto quanto scritto si penserà che il viaggio in Irlanda non “s’ha da fare”.
Nulla di più sbagliato.
L’Irlanda è Natura, si con la n maiuscola e gigantesca.
L’Irlanda sono le persone, amichevoli, gentili sempre disponibili ad una parola, un consiglio, un’indicazione che porta a scoprire qualche angolo segreto.
L’Irlanda è meravigliosa, unica, incantevole, affascinante, coinvolgente e vi rapirà il cuore costringendovi a ritornare ancora e ancora. I colori, la luce, il vento sono l’Irlanda e non mi stancherò mai di dirlo ma l’isola verde è esattamente quella cantata da Fiorella Mannoia nella sua “Il cielo d’Irlanda”.
L’Irlanda ti strega, ti ammalia, ti entra nel cuore, sotto la pelle, nei polmoni e negli occhi e non se ne andrà mai più e, come l’Africa, non vedi l’ora di poterci tornare.
L’Irlanda è il pub con la sua atmosfera genuina, il profumo della torba che brucia nel camino quasi sempre acceso, la Guinness spillata da mani sapienti, i racconti di epiche pescate, le fotografie attaccate ai muri che raccontano la storia e la cortesia degli av-ventori che ti fanno sentire uno di loro, anche se è la prima volta che ti trovi lì. I pub quelli dei piccoli paesi, quelli ancora autentici non quelli puramente commerciali delle grandi città.
L’Irlanda è superare un muretto di pietre, entrare silenziosamente nel terreno di un contadino per raggiungere un sito storico che possono essere i ruderi di un’abbazia o di un castello che spuntano da un prato verde, curatissimo, senza una foglia secca a terra, senza alcun “cascame” dell’umanità e senza alcun guardiano o vigilante in situ. I ruderi con la loro storia sono lì a disposizione di tutti e tutti li rispettano e li preservano per i posteri.
L’Irlanda sono le sterminate torbiere, le foreste, le montagne, le coste frastagliate a picco sull’oceano, le spiagge, i castelli, le chiese e le abbazie, i fari, i paesi di mille colori, le città, la Guinness e tantissimo altro.
L’Irlanda è raggiungere un ameno porticciolo con attraccate le barche dei pescatori e notare il piccolo ristorante affacciato sull’oceano con i tavoli sistemati direttamente sul molo stesso che cucina il pesce appena pescato.
Con il camper ci si può addormentare, e poi svegliarsi, davanti ad una magnifica spiaggia dalla sabbia bianchissima, accanto alle mura di una vecchia abbazia abbandonata, al margine di una scogliera a picco sul mare, sotto le mura di un castello diroccato, sopra uno spiazzo erboso con vista sull’oceano ammirando un tramonto spettacolare, nel parcheggio di un piccolo pub tipicamente irlandese dove si è gli unici turisti di tutta la stagione, avvistare il falco pescatore mentre fa lo “spirito santo”, scovare, tra le rocce a picco sul mare, il nido della pulcinella di mare, o, semplicemente guardare il volo del gabbiano che si fa trasportare dalle correnti. Tutto questo solo per fare alcuni esempi.
Con il camper si possono visitare i piccoli paesi con le loro casette colorate, fermarsi ad ammirare il tramonto dalle scogliere più alte d’Europa, trascorrere una giornata lungo le strade del Burren ammirando il suo paesaggio unico al mondo, si può percorrere la strabiliante Sky Road dove il panorama cambia ad ogni curva oppure il Ring of Kerry (consiglio: percorrere il Ring of Kerry in senso antiorario) dove la natura entra fino dentro gli occhi, visitare i numerosi fari che nottetempo guidano i marinai nei porti oppure, semplicemente fermarsi, per una sosta o una notte, davanti all’immensità dell’Oceano cullati dal vento, dalle onde e dal vociare degli immancabili gabbiani, si può parcheggiare sul porto dove i pescatori ormeggiano le loro imbarcazioni e fare con loro quattro chiacchere e, magari, acquistare un po’ di pesce appena pescato.
L’Irlanda è tutto questo e molto, molto di più. Serenità, pace, temperature ‘frescamente’ piacevoli e meteo che cambia nell’arco di pochi metri o di pochi minuti.
Grazie Irlanda per averci accolto, coccolato e regalato la voglia di tornare
Memento Audere Semper. Cheers m8's B&M.
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