02/08/2025
Il progetto delle pale eoliche sul monte Craguenza pone una questione controversa, c’è chi è pro e chi è contro, ma al di là delle varie tifoserie e dispute tra gente più o meno preparata e informata, questo caso riguarda, o dovrebbe riguardare, tutti gli abitanti delle Valli del Natisone e non solo, ogni cittadino dovrebbe interessarsi a quanto accade sul territorio in cui vive. Come Gruppo Speleologico Valli del Natisone siamo chiamati ad esprimerci, non tanto per dare un parere affermativo o negativo collettivo, la nostra Associazione per statuto è apolitica e aconfessionale, pertanto al suo interno ognuno può avere la propria opinione e liberamente manifestarla, ma piuttosto per dare un parere informato, alla luce della nostra attività di Speleologi, attività di studio, di presenza e di controllo sul territorio. Le domande sono tante: Le pale fanno bene o fanno male? a chi giovano? portano lavoro? portano ricchezza? a chi? non pagheremo più la bolletta? gli ultimi prati delle valli, con infinite specie di piante, di fiori, insetti e vari altri animali, andrebbero preservati? una strada larga sei metri lungo la valle di Torreano ed un’altra per la valle del Natisone su per Antro e Pegliano, col passaggio di migliaia di camion durante la costruzione, creerà qualche disagio? e l’inquinamento? le nostre Grotte e le falde acquifere ne risentiranno? con tutto quel traffico cosa berremo, gasolio e plastica? con le suddette superstrade cosa arriverà? infiltrazioni mafiose? sfruttamento geologico? le cave? cave che una volta dismesse riempiranno con rifiuti tossici? è già successo e quindi non è impossibile. Sul monte Craguenza e sullo Joanaz, ci andiamo molto spesso per allenarci e anche a volte per rilassarci, sono posti bellissimi, ci sono molte grotte, alcune nuove ancora da esplorare e a parte che in tutte le escursioni non si è mai notato un flusso di vento significativo, il rischio, in futuro e come già visto, è che ci ritroveremo dei recinti dappertutto, con un bel divieto di accesso, in barba al bellissimo sentiero naturalistico che percorre il crinale del Craguenza, un bene che appartiene a tutti. Come Speleologi, siamo chiamati ad esprimerci soprattutto per quel che riguarda la parte ipogea, ma anche per ciò che circonda le grotte. Uno studio approfondito l’aveva già fatto anni fa il nostro Socio Fabrizio Bosco, nelle pagine della sua bella pubblicazione “La grotta di San Giovanni d’Antro, una storia d’acqua, di roccia e di uomini” edito dal nostro Gruppo nel 2013 e ristampato dal Comune di Pulfero nel 2015, dove, oltre alla descrizione delle parti interne della grotta d’Antro, si possono trovare tutte le informazioni sulla flora e sulla fauna presente in zona, sia ipogea che di superficie; da notare il gran numero di specie di orchidee presenti nei prati del Craguenza. Nessuno è contrario alla transizione ecologica, cosa più che necessaria, purchè per seguirla non si adottino delle politiche che creino danni peggiori di quelle non ecologiche. Per avere una giusta opinione, è importante essere bene informati, per questo abbiamo seguito tutte le riunioni sull’argomento e seguiremo con interesse l’evoluzione degli eventi. Intanto abbiamo elaborato alcuni documenti con annesse le carte topografiche, sulle quali è evidente la vicinanza degli impianti eolici in progetto con molte grotte e soprattutto con la Grotta d’Antro, le cui parti più interne distano da uno degli impianti non più di 600 metri, con vicino anche una presa dell’acquedotto, che, anche se forse dismessa, è comunque acqua che sarebbe bene non inquinare.