Contrada di Ca'Oddo Gruppo Musici e Sbandieratori

Contrada di Ca'Oddo Gruppo Musici e Sbandieratori Musici e Sbandieratori della Laboriosa Contrada Ca'Oddo. Pagina autonoma gestita dal gruppo stesso.

LA POVOLATA DI CA'ODDO
Raccontano che la povolata sia stata piantata in quel posto per imbrigliare le forze malefiche di una strega bruciata in quel luogo: costei, morendo, predisse la propria resurrezione nel momento stesso in cui la pianta sarebbe stata abbattuta e tagliata. Sotto le fronde dell'albero si riuniscono i gatti a miagolare per notti intere: ripetono i lamenti della strega e dei suo

i compagni stregoni. Dai rami si sprigionano lampi che possono lacerare le nuvole e lasciar cadere tempesta sui campi di coloro che si sono inimicati la strega. E' stata lei a far crescere vicino alla pianta gli edifici più importanti del paese, perché odiava la solitudine. Negli alberi spuntati attorno si celano le anime dei suoi compari. Una donna raccontava di aver visto e udito in una calmissima notte d'estate muoversi le loro fronde al chiaro di luna, una alla volta, e mugolare come se stessero chiacchierando. Quando imperversava la siccità e i raccolti inaridivano, gli uomini si riunivano sotto la povolata e chiedevano alla strega di mandare la pioggia in cambio della loro compagnia. Una notte, sempre d'estate, un uomo scorse un ramo della povolata allungarsi e toccare le campane, facendole echeggiare per tutto il paese. La chiesa sarebbe sorta appunto per scongiurare gli influssi malefici della strega. L'albero manifesta sensibilità opposte: dicono che il suo fusto sia caldo d'inverno e freddo d'estate. Sembra che le radici abbiano raggiunto l'Inferno e nelle notti di bufera le cime lanciano fuoco, creano lampi e fulmini. Un contadino, volendo togliere una radice che sporgeva in mezzo
al suo cortile là vicino, rimase sbalordito sentendo un lamento al primo colpo d'accetta e vedendo uscire del sangue. Molti si dicevano convinti che i rami della povolata fossero flessibili e permettessero alla strega di indispettire e impaurire gli uomini avvicinatisi di notte, togliendo loro il cappello, facendo lo sgambetto, chiamandoli per nome, battendo dei colpi sulle spalle. A volte la pianta spandeva una strana nebbia che faceva perdere l'orientamento a chi doveva necessariamente transitare per la strada principale del paese; oppure da lei uscivano ombre deformi che inseguivano le persone, mentre i prati attorno si coprivano di bianchi lenzuoli. Chissà per quale motivo nessun uc***lo ha mai nidificato tra quei rami! Soltanto un cuculo visse parecchi anni ospite della povolata e quando mandava il suo verso, sussurravano fosse la strega che si prendeva gioco di qualcuno.

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