26/06/2020
Stasera la squadra guidata dall’allenatore più bravo e influente al mondo, tra i migliori della storia, ha “perso” la Premier con 7 partite ancora da giocare e staccata di 23 punti. Ventitré. Una rosa incredibile, stracolma di campioni, una squadra a tratti dominante che gioca un calcio meraviglioso. Un Manager straordinario, un maestro nello stile e nella comunicazione. Un allenatore che imprime il suo credo ovunque, che migliora costantemente e incredibilmente i suoi giocatori e le sue squadre lavorando sul minimo dettaglio (compito estremamente difficile visto che si tratta di calciatori già evolutissimi), che ha cambiato il calcio come pochi altri nella storia, spesso ribaltandone i canoni classici. Ha portato innovazione e evoluzione, mantenendo quella che è l’essenza del gioco e tutto ciò che è alla base di questo sport e nessuno potrà mai rivoluzionare. Concetti e principi, stop. Dogmi e schemi predefiniti non esistono, sono solo nell’immaginario della gente che ha “visto” ma soprattutto giocato poco calcio. Ha allenato nei principali campionati, si è adeguato a culture, squadre e giocatori diversi, trovando soluzioni e adattamenti ma mettendoci sempre la sua impronta chiara e unica, ispirando e migliorando tutto il movimento calcistico dei paesi da cui è passato. Spagna e Germania hanno tratto un’infinità di vantaggi dal lavoro di Guardiola, riguardo alla prima credo sia semplice da intuire, per la seconda sentire quello che dice Low e andare a vedere come giocava la nazionale campione del mondo nel 2014. Ha vinto e dominato dappertutto, 8 campionati su 10, due Champions, tutte le coppe nazionali. Ed eccoci al punto. Vincere non è né scontato, né semplice, né tantomeno matematico. A volte non basta neanche essere nettamente più forti. Ci sono tanti aspetti e tante variabili e questa stagione ne è la dimostrazione perfetta. Ha vinto una squadra fortissima (meno sulla carta), allenata divinamente, plagiata da un altro grandissimo allenatore e con una motivazione incredibile, un titolo che mancava da 30 anni. Tanto importante da “scegliere” di riservargli qualche energia in più a discapito della Champions già vinta l’anno prima. Da una parte devi pagare (quasi) sempre e infatti è arrivata l’eliminazione agli ottavi contro la vecchia volpe del Cholo, bravissimo ad approfittarne.
Il City probabilmente ha provato a mettere qualcosina in più nella tanto desiderata Coppa dopo due Premier consecutive, per ora con ottimi risultati.
Concludendo, se mettessimo su una bilancia gli ingredienti del successo, si scoprirebbe che motivazioni e anima pesano quasi quanto valore e qualità della rosa di una squadra.