11/07/2026
Quando la politica entra nello sport, lo sport ha già perso.
In questi giorni ho preso una decisione, dopo aver osservato e vissuto personalmente alcune dinamiche che ritengo meritevoli di attenzione riguardo all’evento che si terrà a Udine ad ottobre, , con il coinvolgimento istituzionale del ministro Locatelli e dell’onorevole Panizzut.
Per troppo tempo ho visto situazioni che, secondo il mio punto di vista, non rispecchiano pienamente i principi di trasparenza, equilibrio e valorizzazione di chi lavora sul territorio, e ho scelto ora di non restare in silenzio.
Le istituzioni hanno deciso di sostenere con fondi pubblici un progetto che nasce da un contesto esterno al territorio regionale. Mi pongo delle domande sul modello adottato, dove un soggetto locale sembra avere un ruolo di supporto organizzativo per un format già esistente.
Ritengo necessario comprendere quale sia il rapporto tra risorse pubbliche investite, attività svolte e benefici concreti prodotti per il territorio e per le persone coinvolte.
Credo che ogni iniziativa sociale e sportiva meriti rispetto, ma allo stesso tempo penso sia giusto chiedere chiarezza su obiettivi, risultati e ricadute reali.
Chi lavora sul territorio spesso rischia di essere messo in secondo piano e questa è una riflessione che riguarda molte realtà sportive e associative.
Fortunatamente, negli anni, Proloco, privati e imprenditori hanno scelto di sostenerci nelle nostre iniziative, permettendoci di costruire progetti senza dipendere esclusivamente dai contributi istituzionali.
Nonostante la disponibilità ricevuta in passato durante un colloquio presso il palazzo della Regione a Trieste, un supporto concreto che era stato prospettato ad oggi non si è ancora concretizzato. Anche il Comune di Udine, che ospita questa iniziativa, rappresenta un interlocutore importante su cui sarà necessario fare chiarezza.
In questi giorni mi sto confrontando con rappresentanti politici e questa vicenda è solo nella fase iniziale. Chiederò accesso agli atti, trasparenza sui criteri di assegnazione e chiarezza sulle rendicontazioni.
Ho deciso di concludere l’evento in programma a settembre e il documentario di Amazon. La moto potrà aspettare: ogni energia sarà dedicata a una battaglia che ritengo importante, quella della trasparenza, del rispetto delle regole e del corretto utilizzo delle risorse pubbliche.
Non è una questione personale. È una questione di correttezza.
Fare del bene non dovrebbe dipendere dalla quantità di comunicazione o dai finanziamenti ricevuti. In questi anni abbiamo realizzato molte iniziative solidali grazie alla collaborazione con imprenditori locali, senza chiedere contributi pubblici.
La domanda che pongo è semplice: quali sono le ricadute concrete di queste iniziative per le associazioni, per il territorio e soprattutto per le persone con disabilità coinvolte?
Mi chiedo inoltre quale sia il rapporto tra la componente di mototerapia e quella di spettacolo sportivo. Se l'obiettivo principale è la mototerapia, sarebbe utile comprendere perché l'evento includa anche un'esibizione di freestyle. In altre iniziative, come quelle con i go-kart, l'attività con i ragazzi si è svolta senza spettacoli sportivi.
Probabilmente questa posizione potrà avere conseguenze e forse qualcuno non la condividerà. Ma credo che il confronto e la trasparenza siano fondamentali in attesa di un colloquio.
Questa è solo l’inizio di una richiesta di chiarezza.