EAGLE Team Verona Asd

EAGLE Team Verona Asd Siamo una a.s.d. che promuove la difesa personale col metodo Krav Maga e la pratica del Tiro Dinamico

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10/09/2026

📌📌📌Vieni a sudare un po con noi durante le DUE SERATE DI PROVA TOTALMENTE GRATUITE DI KRAV MAGA 🥋🥋🥋
Troverai professionalità ed attenzione alla tua persona in un contesto dinamico, coinvolgente ed inclusivo.

➡️➡️➡️CHE COS'È IL KRAV MAGA?
È molte cose:
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• consapevolezza di sé e gestione emotiva delle situazioni pericolose o problematiche
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• uso corretto e consapevole del proprio corpo
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➡️➡️➡️ COSA TI DA IL KRAV MAGA?
Non è solo una questione di Sicurezza ma anche di Consapevolezza, rafforzamento della propria Autonomia e Autostima, Gestione dello Stress e della Paura.....elementi che ti aiuteranno sempre nella vita e nella tua quotidianità... e molto altro ancora!!!

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Dimenticavo: Il KRAV MAGA è adatto a tutti .... quindi non ci sono scuse😁😁😁!!!

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Maestro Tiziana 🥋🥋🥋

10/09/2026
Non esistono conquiste senza fallimenti..... non importa come cadi, importa solo come ti rialzi....
10/09/2026

Non esistono conquiste senza fallimenti..... non importa come cadi, importa solo come ti rialzi....

La prossima volta andrà ancora meglio.

10/09/2026

Giacomo Leopardi (1798-1837).

Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.
💬dalla poesia “L’infinito”, 1819.

Questa poesia è un viaggio interiore.
Nasce dal momento in cui Leopardi trova davanti a sé una siepe che gli impedisce di vedere l’orizzonte. Da lì scaturisce un iniziale smarrimento che lo porta, alla fine, a lasciarsi andare dolcemente a quella sensazione di infinito.


🫧💦

10/09/2026

Quando Elizabeth Taylor la prese in braccio, Maria aveva nove mesi e nessuno poteva sapere se un giorno sarebbe riuscita a camminare.

La bambina era gravemente malnutrita, aveva il corpo coperto di ascessi e una malformazione all’anca. Si trovava in Germania, sistemata in un semplice cesto della biancheria appoggiato su due vecchi cuscini.

Non piangeva. Non rideva.

Osservava la stanza in silenzio, con i suoi grandi occhi scuri.

Elizabeth Taylor la incontrò nel periodo delle riprese di Cleopatra, grazie all’attrice Maria Schell. E qualcosa accadde immediatamente.

La prese in braccio.

Nei tre giorni successivi si occupò personalmente di quella bambina: la lavò, la nutrì e la tenne accanto a sé. Poco alla volta Maria cominciò a reagire. Arrivarono le risate e quei piccoli versi con cui faceva capire di volere il biberon.

Per Taylor, la decisione era già presa.

Le autorità tedesche, però, le suggerirono di adottare una bambina senza problemi di salute. L’attrice rifiutò. In seguito raccontò di aver dovuto lottare per ottenere l’adozione: agli occhi degli altri, Maria era una bambina gravemente malata; per lei, era già perfetta.

Quando Elizabeth Taylor sposò Richard Burton, anche lui adottò legalmente Maria, che prese il suo cognome.

A quel punto iniziò un’altra battaglia.

Taylor portò la figlia da specialisti in Germania, Italia e Francia nella speranza di trovare una soluzione al problema dell’anca. Per quasi due anni Maria rimase immobilizzata in un gesso che interessava gran parte del corpo.

La domanda era sempre la stessa: riuscirà mai a camminare?

Una possibilità arrivò infine da Oxford, dove un medico consigliò un intervento per inserire una placca metallica nell’anca.

L’operazione riuscì.

Maria imparò a camminare. Poi imparò a correre e a muoversi insieme agli altri bambini della famiglia.

Ma tra i ricordi che Elizabeth Taylor conservò negli anni ce n’era uno che non aveva nulla a che fare con sale operatorie o medici.

La prima parola di Maria fu “mamma”.

Anche Richard Burton instaurò con lei un legame profondo. Nei suoi diari del 1966 raccontò alcuni momenti della loro quotidianità.

Durante una cena, quando Maria aveva cinque anni, le raccontò la storia della sua vita e il modo in cui era entrata nella loro famiglia. Burton annotò quanto la bambina fosse rimasta colpita.

In un’altra occasione Maria volle seguirlo mentre andava a dormire e gli disse che lo amava e che avrebbe voluto stare sempre con lui.

Gli anni passarono.

La bambina che un tempo giaceva malata in un cesto della biancheria diventò adulta, lavorò come modella e diventò madre di due figli, Eliza e Richard: due nomi scelti in omaggio ai suoi genitori.

In seguito diventò anche nonna e dedicò parte del proprio tempo ad associazioni benefiche che aiutano bambini e giovani in difficoltà.

Elizabeth Taylor è ricordata come una delle più grandi stelle del cinema del Novecento. Ma lontano dai riflettori di Hollywood, durante gli anni di Cleopatra, prese una decisione destinata ad avere conseguenze molto più concrete di qualsiasi ruolo cinematografico.

Davanti a una bambina fragile che altri avrebbero voluto sostituire con una “più sana”, non cercò la figlia più facile da adottare.

Aveva già trovato Maria.

Indirizzo

Povegliano Veronese
37064

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