10/09/2026
Quando Elizabeth Taylor la prese in braccio, Maria aveva nove mesi e nessuno poteva sapere se un giorno sarebbe riuscita a camminare.
La bambina era gravemente malnutrita, aveva il corpo coperto di ascessi e una malformazione all’anca. Si trovava in Germania, sistemata in un semplice cesto della biancheria appoggiato su due vecchi cuscini.
Non piangeva. Non rideva.
Osservava la stanza in silenzio, con i suoi grandi occhi scuri.
Elizabeth Taylor la incontrò nel periodo delle riprese di Cleopatra, grazie all’attrice Maria Schell. E qualcosa accadde immediatamente.
La prese in braccio.
Nei tre giorni successivi si occupò personalmente di quella bambina: la lavò, la nutrì e la tenne accanto a sé. Poco alla volta Maria cominciò a reagire. Arrivarono le risate e quei piccoli versi con cui faceva capire di volere il biberon.
Per Taylor, la decisione era già presa.
Le autorità tedesche, però, le suggerirono di adottare una bambina senza problemi di salute. L’attrice rifiutò. In seguito raccontò di aver dovuto lottare per ottenere l’adozione: agli occhi degli altri, Maria era una bambina gravemente malata; per lei, era già perfetta.
Quando Elizabeth Taylor sposò Richard Burton, anche lui adottò legalmente Maria, che prese il suo cognome.
A quel punto iniziò un’altra battaglia.
Taylor portò la figlia da specialisti in Germania, Italia e Francia nella speranza di trovare una soluzione al problema dell’anca. Per quasi due anni Maria rimase immobilizzata in un gesso che interessava gran parte del corpo.
La domanda era sempre la stessa: riuscirà mai a camminare?
Una possibilità arrivò infine da Oxford, dove un medico consigliò un intervento per inserire una placca metallica nell’anca.
L’operazione riuscì.
Maria imparò a camminare. Poi imparò a correre e a muoversi insieme agli altri bambini della famiglia.
Ma tra i ricordi che Elizabeth Taylor conservò negli anni ce n’era uno che non aveva nulla a che fare con sale operatorie o medici.
La prima parola di Maria fu “mamma”.
Anche Richard Burton instaurò con lei un legame profondo. Nei suoi diari del 1966 raccontò alcuni momenti della loro quotidianità.
Durante una cena, quando Maria aveva cinque anni, le raccontò la storia della sua vita e il modo in cui era entrata nella loro famiglia. Burton annotò quanto la bambina fosse rimasta colpita.
In un’altra occasione Maria volle seguirlo mentre andava a dormire e gli disse che lo amava e che avrebbe voluto stare sempre con lui.
Gli anni passarono.
La bambina che un tempo giaceva malata in un cesto della biancheria diventò adulta, lavorò come modella e diventò madre di due figli, Eliza e Richard: due nomi scelti in omaggio ai suoi genitori.
In seguito diventò anche nonna e dedicò parte del proprio tempo ad associazioni benefiche che aiutano bambini e giovani in difficoltà.
Elizabeth Taylor è ricordata come una delle più grandi stelle del cinema del Novecento. Ma lontano dai riflettori di Hollywood, durante gli anni di Cleopatra, prese una decisione destinata ad avere conseguenze molto più concrete di qualsiasi ruolo cinematografico.
Davanti a una bambina fragile che altri avrebbero voluto sostituire con una “più sana”, non cercò la figlia più facile da adottare.
Aveva già trovato Maria.