28/08/2018
Siamo ormai agli sgoccioli. I primi eroici giocatori sono già ai Campi Calcetto Olimpia per saggiare con i tacchetti il terreno in cui si disputerà il Trofeo Billy. Nulla può essere lasciato al caso, solo concentrazione, un pizzico di strategia e tanto, tanto cuore. Questa la chiave per poter trionfare nella competizione più dura e più importante del mondo calcistico. Anche Cristiano Ronaldo ha provato a partecipare all’edizione di quest’anno. Il mondiale per lui era solo un allenamento in vista del trofeo Billy. Eppure, quella convocazione non è mai arrivata, e, ormai in Italia con valigie e famiglia, si è dovuto accontentare di un posto alla Juventus. Il nome del giocatore che all’ultimo ha soffiato l’invito al fenomeno portoghese? Ovviamente Michele Olita che siamo riusciti ad intervistare (con fatica):
Come ti senti in vista di questo nuova edizione del trofeo Billy?
Da quando ho il piacere di partecipare a questo torneo, carica e determinazione non sono mai mancati.
A differenza dello scorso anno, questa nuova edizione ci vedrà impegnati in un triangolare. L’obiettivo principale sarà sfruttare al meglio le energie in modo intelligente e sopratutto graduale, senza esaurirle sin dall’inizio!
Quale squadra ti preoccupa più di tutte?
Sicuramente i più temibili sono i Senior. Non solo per gli ottimi risultati ottenuti in passato, ma anche per l’esperienza che li contraddistingue. Però nel calcio non conta l’età, bensì la testa. Sono sicuro che quando la mia squadra scenderà in campo metterà testa e tecnica!
Chi toglieresti alle rispettive squadre per indebolirle e perché?
Ai senior toglierei Gianluigi Andrea Piccininni Galella, che l’anno scorso è stato di un cinico fuori dal comune. Un giocatore dotato di grandi mezzi tecnici e con una grande intelligenza calcistica. Infatti, riesce a trovarsi in ogni parte del campo con i tempi giusti e al momento giusto. Invece, la squadra rossa la ritengo ben modulata ed equilibrata, per organico e tecnica è molto simile alla mia. A loro, per far perdere questa solida alchimia, toglierei Giacomo Pio Bove di cui temo la grinta e l’impatto che può avere sulla partita. È un giocatore completo e che riesce a dare tanto sostegno ai suoi compagni sia fisico sia morale. E, proprio questo in un match può cambiare il corso degli eventi.
Qual’è il punto forte della tua squadra?
Guardando la formazione di quest’anno la mia squadra la vedo compatta, come un’entità unica e ben organizzata. L’intelligenza calcistica da parte dei singoli è stata maturata nel corso di questi anni, soprattutto facendo tesoro degli errori commessi in passato. Il reparto difensivo deve basarsi sopratutto su velocità e tempismo unite a una necessaria impenetrabilità.
Com’è il goal che sogni di fare per entrare nella storia del trofeo?
Considerando che due anni segnai di tacco, quest’anno ho in mente un goal da cineteca, non solo per porre fine ad un digiuno che dura da un anno, ma anche per togliermi qualche sassolino dalla scarpa. Da quando partecipo al trofeo, Giacomo Pio Bove mi ha sempre dato del perdente, dunque, il mio sogno è segnare con una sforbiciata in faccia a lui e ottenere così la mia rivincita.
L'agonismo è al massimo. Olita è solo una delle numerose stelle che prenderanno parte alla competizione. Sarà lui a brillare? Chi può dirlo. La parola al campo, che, ancora una volta, esprimerà la sua inappellabile sentenza.