11/03/2020
La vendetta si serve fredda: Boca Senior 3 – F.C. Gloriosa Giannina 6
Finalmente la Dea Nike (non stiamo annunciando una partnership tecnica, restiamo fedelissimi alla Givova) torna ad accogliere tra le sue braccia la Gloriosa e a portarla in volo in cima all’Olimpo per accoglierla tra trionfanti squilli di tromba, lancio di petali di rose, cornucopie colme di frutta e calici tracimanti di Ambrosia. Perché i Cacciatori di Gloria si sono meritati questo tributo divino: resistono alla sfuriata iniziale degli avversari, non perdono la testa e nel secondo tempo dilagano, portando a casa i desiati 3 punti che mancavano da più di un mese.
Pa.G.elle:
Dell’Orso 7: un primo tempo in cui si poggia al palo, si annoia e sbadiglia vistosamente, mandando su tutte le furie gli avversari. Quindi nella seconda frazione, Gianluca torna protagonista: memore della partita precedente impiega 5 ore a ba***re ogni rimessa dal fondo, prima facendo finta di calciare, quindi chiedendo a Bellini di calciare al posto suo, guadagnando un giallo, fino a quando non matura l’IDEA: tuffarsi come un sacco di patate portando tutto il suo peso sulla spalla sinistra, lussandosela. Come in un film su un reduce del Vietnam, se la riduce da solo e resta a terra guadagnando minuti preziosi per la Gloriosa. JOHN RAMBO
Casartelli 6,5: vi ricordate il gol del 2 a 0 di Italia – Repubblica Ceca? Quello in cui Barone accompagna in una corsa forsennata Inzaghi, nella speranza che Super Pippo gli passi la palla e possa così siglare un gol nei Mondiali? Ecco Pietro, come il centrocampista rosa-nero, accompagna l’azione di Brisca, Brisca si accentra solo davanti al portiere e può decidere a chi passarla: a uno smarcatissimo Pietro, a un lontano Tantari. Tutti avremmo voluto un epilogo da libro Cuore con Pietro che segna e con le lacrime agli occhi va ad abbracciare Brisca, ma purtroppo la vita non è un romanzo di Edomondo de Amicis e Brisca non è il generoso Garrone, bensì è il terribile e dispettoso Franti, che passa la palla a Tantari negando a Pietro questa gioia. PICCOLA VEDETTA LOMBARDA
Bellini 6,5: contro ogni norma raccomandata dall’OMS, contro ogni raccomandazione dell’Istituto Superiore di Sanità, si incolla al centravanti avversario, non rispettando la canonica distanza di un metro, e non molla la marcatura neanche quando viene sostituito. Innovativa ed interessante la tecnica della marcatura della panchina che sicuramente verrà studiata dagli allenatori di tutta Europa e sarà inserita nel famoso “Manuale del Calcio”. JOSE’ ALTAFINI
Giordano 6,5: è il Rubicone che non devi oltrepassare armato, è la Vienna cristiana che resiste all’assedio Ottomano, è il Piave che mormora infondendo timore negli austriaci. A poco servono i tentativi di attacco nella zona da lui difesa, perché resiste alla furia avversaria vanificando ogni sortita offensiva giallo-blu. Come sempre si rende protagonista di una schermaglia verbale dalla panchina, che manda fuori dai gangheri l’allenatore avversario: il poeta lo provoca sfidandolo a singolar tenzone ma il tentativo di sacrificio umano del Poeta, è fortunatamente fanificato da Mr. Casalini. ISACCO
Arcuri 6,5: la fortuna vuole che la nazionale olimpica italiana abbia una storica e vittoriosa tradizione di tiratori con l’arco e tiratori al piattello, perché se ci si dovesse affidare ad Arcuri ci escluderebbero da ogni competizione internazionale per i prossimi 44 anni. Perché? Perché Luca potrà essere un medico, un calciatore, un arciere ma vi assicuro che non è una pornostar. ABE SIMPSON
Vinci 7,5: è una partita nel segno della maturità professionale e calcistica. Si vede che ormai al seondo anno di specialità ha finalmente assimilato il famoso gasliniano concetto di tripletta del pronto soccorso. Il Divo non somministra Salbutamolo agli avversari, né Ipatropio Bromuro o Adrenalina, bensì 3 bombe al tritolo da fuori area erogate da un poderoso destro, caricato ad ossigeno compresso che lascia poco scampo al portiere avversario. TRIAGE
Medone 6,5: un uomo dall’abnegazione unica, convocato alle ore 21 per una riunione di una società segreta, si presenta comunque in campo alle ore 20 e gioca tutto il primo tempo, sfiorando il gol che avrebbe definitivamente lanciato la sua carriera da attaccante: rasoiata da angolino di destra dell’area avversaria e palla bisettrice che taglia in due l’area, sfiorando il palo lontano e lasciando le panchine di entrambe le squadre a bocca aperta. Richiamato in panchina, indossa il suo smartwatch Garmin che si illumina: è la convocazione della società segreta, che gli dice di guardare il cielo: su una nuovola è proiettato un simbolo tondeggiante giallo con al centro un pipistrello nero. JUSTICE LEAGUE
Caruggi 7: in seguito a una caduta, convince boccaccescamente l’arbitro che in realtà lui è sottoposto a una legge di gravità più severa di tutto il resto dell’universo, per cui una sua possibile caduta può essere prodotta solo da un colpo di una forza inaudita. L’arbitro, come i nobili delle novelle del poeta di Certaldo, crede alle fandonie raccontate dal volpone varesino e concede una punizione che Samuele capitalizza beffando il portiere. Vi starete ovviamente chiedendo che trucco possa aver usato il lombardo truffaldino…be’ semplice: l’inganno della Cadrega. CHICHIBIO
Brisca 7: finalmente il senior della squadra rinuncia al torneo di “Asso-piglia-tutto” della Bocciofila di San Fruttuoso e si presenta al campo di gioco. Se la sua partita fosse stata narrata da Chuck Palanhiuk lo avrebbe descritto come “il taglietto sul palato che si rimarginerebbe se la smettessi di stuzzicarlo con la lingua”. Il suo diretto avversario, mandato a vuoto dall’ennesima finta, perde la brocca e compie l’infame atto di una stilettata a palla lontana ai danni della Zanzara di Bogliasco, guadagnandosi il secondo cartellino giallo. MARLA SINGER
Tantari 7,5: nella partita di andata fu vittima del Moby Dick giallo blu, che gli cagiona l’infortunio alla mano e che lo ha tenuto lontano dai campi per 3 mesi. In preda ad un’ossessione malsana, convinto che il capodoglio dal nome argentino sia il Leviatano biblico, l’Airone entra nel secondo tempo dando prova di ineguagliabile determinazione: doppietta, due assist e il mastodontico cetaceo è ferito a morte e si inabissa nell’oceano della sconfitta. ACHAB
Casalini 7,5: gioca al meglio la sua partita a scacchi, prima fase attendista e difensivista, utilizzando solo i pedoni, secondo tempo a spada sguainata e aggressiva, lanciando all’assalto del Re nemico le Torri e gli Alfieri. Il repentino cambio di atteggiamento mette in ginocchio lo Spasskij giallo-blu, portando l’allenatore toscano ad una meritata dilagante vittoria e ponendo definitivamente fine alle voci sulla panchina traballante. BOBBY FISCHER