L’ Associazione Culturale Ottavio Bottecchia di Pordenone nasce nel marzo del 2023 da un gruppo di amici appassionati di storia del ciclismo d’epoca, delle incredibili imprese dei suoi personaggi e, nel contempo, convinti sostenitori del mondo attuale del ciclismo vintage. Finalità principale della nostra Associazione è quella di dare vita a un progetto di valorizzazione della figura di Ottavio Bo
ttecchia (San Martino di Colle Umberto 1894/ Gemona del Friuli 1927) che rappresenta il più grande ciclista del nostro territorio. Fu il primo ciclista italiano a vincere il Tour de France nel 1924; indossò la maglia gialla dalla prima all’ultima tappa. La vita dell’uomo e del ciclista è fortemente radicata a quella del capoluogo pordenonese e l’intitolazione del Velodromo della città ne è testimonianza. Obiettivo principale è la creazione di un percorso culturale, sportivo, educativo che, a partire dal centenario del 2024, a 100 anni dalla sua prima vittoria al Tour de France, riporti l’attenzione sia sulle gesta sportive del Bottecchia sia sul suo profilo valoriale umano con un’azione rivolta, in primis al territorio e ai cittadini, con una particolare attenzione alle nuove generazioni; perché prendano esempio dalla sua affermazione dopo la vittoria del Tour “Perseverai, resistetti. Soprattutto volli”
L’associazione si occuperà di promuovere e implementare il progetto per il quinquennio 2023/2027 con la prospettiva di proseguire nella creazione, nella città di Pordenone, di un centro di eccellenza votato alla salvaguardia della memoria di Ottavio Bottecchia, alla raccolta di materiali dell’epoca e a valorizzare il ruolo del Velodromo cittadino ad esso dedicato. Il titolo del progetto “ A vae mi…100volteBottecchia” prende spunto da una frase celebre del Campione:
“Era quel ragazzo che, in gara, quando decideva di volare verso la vittoria, sentiva il dovere di avvisare gli altri corridori: «A vae mi!».�E andava sul serio! Perché lo rivedevano soltanto al traguardo” *
*cit. "Non è più un giallo la misteriosa fine di Ottavio Bottecchia"
Lucia Burello, Messaggero Veneto 13 giugno 2005