16/09/2021
10 Luglio 2021 - partiamo in sei moto per un week end in Friuli, percorriamo una strada provinciale in modalità passeggio ampiamente entro i limiti, un’auto proveniente da una laterale non rispetta uno stop e all’ultimo momento mi taglia la strada. In moto con me c’era la mia compagna, Monica Zanchi.
L’ambulanza arriva dopo 15 minuti, mi imbragano come consuetudine mettendomi anche un collare. Monica inspiegabilmente andando contro la sua indole costringe i soccorritori a rimuovermi il collare perché dicevo di non respirare. I soccorritori andando contro le loro direttive mi aprono il collare. Il soccorritore chiede a Monica: “ha il collo così grosso?” La risposta è un secco e deciso “No”. Il soccorritore: “Portatela fuori”.
Si sono accorti grazie a lei che ho colpito la trachea, evento raro e grave. Vengo portato in ospedale in elicottero, intubato e sedato.
Mi tengono in coma farmacologico per 17 giorni durante i quali mi fanno una tracheotomia e mi operano la frattura esposta al polso con piastra in titanio. Ho 4 vertebre rotte.
Nella sfortuna mi considero molto fortunato. I medici hanno detto che era questione di minuti e avrei potuto riportare danni cerebrali o non riuscire a sopravvivere.
Senza i miei amici, Monica e i soccorritori che sono andati contro le loro attitudini e regole potrei non essere qui ora.
La mia gratitudine va a loro, ai medici, agli infermieri e agli operatori sanitari dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine che mi sono stati vicino con la loro professionalità e molti di loro con una umanità che non mi sarei mai aspettato. Sono infinitamente grato ai miei genitori che in quei giorni si sono annullati per starmi vicino ed aiutarmi a riprendere la lucidità ed affrontare questa sfida.
La vita è un processo meraviglioso, frutto di un intelligenza che molti cercano di spiegare ma che può solo essere esperita. Il vero scopo della vita è semplicemente di essere vissuta, il resto sono giochi dell’uomo che ci allontanano dalla verità.
Con affetto,
Giangio ☀️