08/09/2026
le malattie e le morti da contaminanti esistono, sono state e continuano ad essere studiate ma la questione salute , da mai, è posta come prioritaria anzi, sovente negata. Le dichiarazioni per il contenuto e per la sede istituzionale nella quale sono state rese assumono particolare rilievo sotto il profilo della corretta informazione della popolazione, che ha il diritto di difendersi. Le questioni in oggetto sono direttamente attinenti alla salvaguardia della salute pubblica e alla difficile se non impossibile gestione di un sito sottoposto a disciplina ambientale speciale. La priorità della tutela della salute collettiva e dell’ambiente è interesse pubblico primario e tutte le conseguenti decisioni devono scaturire da reali elementi di conoscenza oggettiva ,aggiornata e verificabile. Qualsiasi affermazione deve rispondere a rigidi requisiti scientifici dimostrabili e riproducibili. Tenuto conto di quanto sopra, la scrivente dr.ssa Teresa Petricca Presidente della Commissione Speciale “Sanità, Indirizzo e controllo sui parametri della salute pubblica e del benessere sociale “ del Comune di Frosinone, con assenso verbalizzato dai consiglieri membri partecipanti alla Commissione dello scorso giugno: Giovanni Martino, Norberto Venturi, presente Pasquale Cirillo, ha chiesto alla dr.ssa D’Ercole, portandone contestualmente a conoscenza il Difensore Civico Regionale ed il Ministro dell’Ambiente , se le dichiarazioni rese concernenti ,in particolare, la dichiarata assenza di effetti negativi sulla salute umana riconducibili all’inquinamento della Valle del Sacco , costituiscano la posizione ufficiale della Regione Lazio, apparendo quest’ultime in palese contrasto rispetto quanto esplicitato proprio dagli ultimi studi epidemiologici promossi e condotti dalla stessa Istituzione ; se la presenza naturale di alcuni metalli e metalloidi sia stata considerata nell’ambito dell’istruttoria amministrativa ,quale elemento autonomamente rilevante ai fini della prospettata deperimetrazione del SIN e, in caso affermativo, di indicarne i relativi presupposti normativi, tecnici e scientifici a giustificazione. Attesa risposta entro i 30 giorni con promessa di pubblica comunicazione e diffusione”.
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