Serio MTB

Serio MTB Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Serio MTB, Sport e tempo libero, Via, Ponte Nossa.

Pagina dedicata a tutti gli appassionati e ( INNAMORATI) delle ruote tacchettate, che amano pedalare in compagnia immersi nello splendore delle montagne della valle seriana.

15/02/2016

A tutti gli appassionati di MTB, il 1° MAGGIO 2016 si terrà la prima edizione della VALSERIANA MTB MARATHON. Due percorsi, un lungo da 81 km 3000D+ ed uno da 52km 2000D+. Ulteriori informazioni verranno pubblicate a breve!!!!

Cima Pora-Magnolini-Onore Buon giorno a tutti, come da titolo vi posto questo bellissimo giro all-mountain, con partenza...
11/11/2014

Cima Pora-Magnolini-Onore


Buon giorno a tutti, come da titolo vi posto questo bellissimo giro all-mountain, con partenza dalla stazione di Vertova, vi ricordo che è possibile anche partire da Ponte Nossa o dalla rotonda di Piario, di modo che il giro sia più corto di una 20°a di Km.....
Si parte da Vertova direzione nord, arrivati al rondò di colzate girate leggermente a sx per viale lombardia dove parte la ciclabile, seguitela fino a clusone passando per la zona agricola e poi dirigetevi verso S.Lorenzo di rovetta dove prenderete la strada statale che vi porta verso passo Presolana, arrivati a Dorga girate a dx passerete per il bellissimo centro abitato poi direzione monte Pora... qui ci sono circa 7-8 km di salita del 5-6 % di media, arrivati a un certo punto girate a sx dove la strada vi porterà direttamente sulle piste da sci, ora vi aspetta 2 km di salita ripidissima che vi porta nei pressi del rifugio Pian del Termen (foto1).... tenete la sx e dirigetevi verso cima Poraora la strada spiana qualche centinaia di metri e poi altra rampa da affrontare a spinta.... è impossibile stare in sella il fondo è sassoso e smosso. arrivati a cima Pora lo spettacolo è pazzesco (foto2).
Vi consiglio di mangiare al piccolo rifugio "rifugio Cima Pora" la cucina è nostrana e genuina vi consiglio l'arrosto con patate al forno e polenta.
Bene ora si ritorna giù al pian del termen e si tiene la sx si attraversa un prato e poi si arriva su una mulattiera a sx si scende alla valle dell'orso e noi prendiamo a dx passando poi per il rifugio Pian della Palù (Foto3) e poi dopo 300 mt dal rifugio si sale a sx per una salitella da rapportino per circa 300 mt e poi si arriva in un bel pianone dove si vede il rifugio Magnolini (foto4).
Se la giornata è bella arrivati al Magnolini si può salire al monte Alto dove dalla cima è possibile godere di un ottima vista sul Sebino e sui paesi limitrofi, addirittura si vede il Monte Rosa e tutte le cime dell'Adamello (foto5) qui nonc'è la traccia che sale al monte Alto comunque è ben visibile nel prato.
Ora inizia la disesa molto tosta che vi porterà a S.Fermo di Bossico dove c'è una piccola chiesa e 4 case, prima bisogna attraversare alcune pinete , occhio qui il sentiero è stretto e esposto al pericolo, alcuni tratti sono da affrontare con bike a spalla sia in salita che in discesa per circa 20-30 minuti(dipende dalla vostra gamba).
Arrivati a S.Fermo di Bossico la strada sara sempre gippabile fino a Onore passando prima dal monte Falecchio.
E' fondamentale l'uso del GPS per evitare di perdersi, perchè nella zona ci sono molti sentieri e tradine quindi è facile sbagliare strada.
Il giro è da fare nel periodo estivo Giugno-Settembre ed è consigliato l'uso di una Full, anche se con una front e un pò di ma**co non ci sono grossi problemi.

Ringraziamo il nostro Manuel che ci ha regalato questa recensione.

Ulteriori dettagli al LINK http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/8154

Buon giorno a tutti, come da titolo vi posto questo bellissimo giro all-mountain, con partenza dalla stazione di Vertova, vi ricordo che è possibile anche partire da Ponte Nossa o dalla rotonda di Piario, di modo che il giro sia più corto di una 20°a di Km..... Si parte da Vertova direzione nord, ar…

Ulteriori dettagli al LINK Mosquel-Ardesio Il giro parte da Colzate in prossimità del canile, si sale per la ciclabile d...
11/11/2014

Ulteriori dettagli al LINK Mosquel-Ardesio


Il giro parte da Colzate in prossimità del canile, si sale per la ciclabile della valle seriana fino al vecchio centro sportivo Bosio Lina Sport, poi si attraversa il provinciale e la località Fiorine e si taglia per la pineta fino all'abitato di Piario, da lì si segue la strada asfaltata fino a villad'ogna e si tiene la Dx dove inizia la salita di 11 km circa, da 550 mt s.l.m. ci porta ai 1300 del prato del mosquel,si tiene la Sx dove parte il sentiero che porta a Colle Palazzo, il sentiero è tutto un sù e giù, comunque mantiene il livello sui 1350 mt.
Arrivati sopra colle palazzo si prende a dx per circa 200 mt e poi a dx passando fuori da una cascina senza tetto, si prende il sentiero che porta a AVE, ATTENZIONE iil sentiero è molto impegnativo, chi non ha un pò di esperienza è meglio scendere dalla bici, la discesa è RIPIDISSIMA, ma con una bike da Enduro non ci sono grossi problemi.
In fondo alla discesa il sentiero si allarga e inizia una breve salita, ora si affronta un guado, bisogna attraversare il torrente Rino, dopo il guado sulla dx si risale l'argine e si prende il sentiero che porta a AVE, qui ora si procede sempre in sella in una leggerissima salitella.
Arrivati al paesino di AVE si scende a Piazzolo per una bellissima ma ripida discesa e da Piazzolo la strada diventa asfaltata fino a intersecare la ciclabile della valle seriana a Ponte Selva, da lì si arriva nuovamente al Canile di colzate.

Ringraziamo il nostro Manuel che ci ha regalato questa recensione.

http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/7218

Il giro parte da Colzate in prossimità del canile, si sale per la ciclabile della valle seriana fino al vecchio centro sportivo Bosio Lina Sport, poi si attraversa il provinciale e la località Fiorine e si taglia per la pineta fino all'abitato di Piario, da lì si segue la strada asfaltata fino a vil…

11/11/2014

Monte Farno Easy

Buon giorno signori, oggi posto un bel giro XC, da affrontare anche con le Bike FRONT, anche se alcuni passaggi tecnici con una FULL sarebbero più agevoli, comunque io quando facevo gare XC e Marathon questo era il giro per fare un OTTIMO allenamento.
Si parte dalla stazione dei Pullman di Colzate si prende la statale per Clusone e al primo rondò si sale a Casnigo, si attraversa il centro abitato di Casnigo poi quello di Cazzano S.Andrea e poi ci si dirige verso Gandino.
Ora inizia la salita bella tosta che porta sul MONTE FARNO, ma NON si segue la strada principale (è troppo facile) seguite la mia traccia che sale per la VECCHIA MULATTIERA (almeno fate allenamento, io con la Ransom da 17,2 kg mi ritrovo le budella in gola, però riesco a pedalarla tutta).... il pezzo ripido è solo3,5 km, ma arrivare alla cima coppi sono 10 Km misurati dal bivio che da Cazzano sale a Gandino.
Il giro è spettacolare sopratutto quando si arriva nella zona che dal Monte Farno porta al Rifugio Parafulmen, (vedere le fotazze allegate), da qui si procede verso la tribulina dei Morti e poi si gira a SX si scende per un Km abbondante e arrivati ad una baita che rimane sul lato Sx della strada si prende il sentiero a Dx che porta alla Forcella nei pressi della capanna Ilaria ( una vecchia baita crollata, ci sono solo 3 mura).
Da qui parte la spettacolare discesa che vi porta in un immenso Prato chiamato Pianone questo tratto di discesa e bellissimo anche se con una Front ci sono alcuni passaggi molto tecnici, circa 3-4, nel dubbio scendete dalla bike e NON RISCHIATE, chi ha una certa dimestichezza con la discesa può benissimo farli in sella.
Ora arrivati al Pianone tenere la Dx seguendo un sentiero che attraversa il prato poi tenere la Dx fino a quando si arriva al bosco, tenere sempre la Dx e il sentiero si snoda nella prima parte in discesa poi una breve salita di circa 300mt seguendo il sentiero vi congiungerete alla mulattiera GIPPABILE che porta sul Monte Fogarolo, voi prendete a Sx andate in discesa e seguite la mia traccia, attenzione troverete diversi bivi, voi state sempre sulla strada principale, a un certo punto in una curva sinistrosa sulla Dx c'è una mulattiera NON SEGUITELA vi porta fuori rotta, arrivati in fono alla discesa si prende a SX per una strada asfaltata che poi diventa sterrata per 200 mt poi ridiventa asfaltata,passerete in parte all'ExEliporto di Clusone e successivamente vi troverete alla località SPESSA, andate a sx per 150 Mt poi a Dx qui seguite la mia traccia GPS perchè ci sono molte stradine in quanto vi trovate nella zona agricola di Clusone dove ci sono un infinità di Stradine che attraversano i campi e vi potrebbero portare fuori rotta, quindi utilizzate un GPS e scaricate la mia traccia in allegato e popi caricatela sul Vs GPS tramite BaseCamp.
Passato la zona agricola di Clusone vi troverete sulla Ciclabile delle Valle Seriana seguitela verso sud e vi riporterà al punto di partenza.... a Colzate.
Il giro si può fare tutto l'anno anche in inverno se non c'è la neve.

Ringraziamo il nostro Manuel che ci ha regalato questa bella recensione.

Ulteriori dettagli al LINK
http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/7818

E' VERO CHE LAVARE LA BICI FA MALE?Ogni volta che si leggono i commenti alle bici della settimana, uno delle principali ...
11/11/2014

E' VERO CHE LAVARE LA BICI FA MALE?

Ogni volta che si leggono i commenti alle bici della settimana, uno delle principali reazioni davanti a foto di bici pulite è “Ma la tieni in salotto?”, quasi come se avere la bici pulita sia una colpa, un’atteggiamento da fighetto o da “poser”.

Lo scontro tra gli “uomini duri e puri” della bici infangata ed i maniaci della pulizia e dello spazzolino è sempre stato aspro: da un lato i primi sostengono che un eccessivo lavaggio faccia male ai componenti, dall’altro i secondi sostengono che fango e sporco siano il nemico numero uno della bici e vadano quindi rimossi il prima possibile in maniera quanto più accurata possibile.

Chi ha ragione? E’ meglio pulire sempre la bici con cura, o lasciare che fango e terra creino uno strato protettivo sui componenti? E’ vero il mito che ad ogni lavaggio si accorcia la vita della bici? Cerchiamo di scoprirlo nel Tech Corner di oggi.

Lo sporco è veramente pericoloso?

1 Lo sporco è veramente pericoloso?
2 L’acqua: la nemica dei cuscinetti
3 Lavarla o non lavarla?

Le nostre mountain bike sono dei mezzi studiati e progettati per usi piuttosto gravosi. Fango, acqua, sabbia sono molto frequenti nelle condizioni di uso tipiche di un percorso da mountain bike, sia nei mesi estivi che in quelli invernali.

01Quando si affronta un sentiero dopo recenti piogge, è normale che schizzi di fango vadano a sporcare il telaio e la componentistica della nostra bicicletta ..e quando non c’è il fango c’è la polvere che ne prende il posto.

Insomma che sia asciutto o sia bagnato, le nostre bici sono sempre esposte allo sporco. Per questo motivo i progettisti realizzano telai e componenti appositamente studiati, con apposite guarnizioni e schermature fondamentali per tenere lontano lo sporco da tutte le quelle parti in cui non si deve accumulare (snodi, perni, fulcri, cuscinetti, serie sterzo e tutte le parti in movimento).

02

Prendiamo un mozzo come esempio: quasi tutti i mozzi prevedono un doppio sistema di schermatura. All’esterno delle guarnizioni a labirinto evitano che la polvere entri all’interno dove sono alloggiati i cuscinetti anch’essi protetti da una doppia guarnizione in gomma. Come i mozzi anche le serie sterzo ed i movimenti centrali.

L’obiettivo? Tenere il grasso all’interno ed evitare che acqua o peggio sabbia e altri agenti esterni vadano a finire nelle parti in movimento. Anche i grassi utilizzati sulle nostre biciclette più che una funzione di lubrificazione, svolgono una funzione di schermatura, sia nei confronti dell’acqua che dello sporco.

Nonostante tutte le guarnizioni e le precauzioni che si prendono per tenere lontano lo sporco e l’acqua da dove non dovrebbero entrare, la tenuta ermetica di tutte le parti della bici è fisicamente impossibile da realizzare. Già solo al di fuori delle guarnizioni si può accumulare sporco, che interponendosi tra due parti in reciproco movimento può causare abrasione ed usura.

E13 Les Gets, France ©sebastien boue www.sebastienboue.com

L’abrasione, questo nemico di ogni componente meccanico… Facciamo un esempio pratico degli effetti dello sporco sulla componentistica. Le pedivelle sono uno dei primi componenti che patiscono il fango e la sabbia. Sopratutto il fango che si accumula sulle scarpe e sulla suola svolge un’elevata azione abrasiva sul materiale, azione che provoca spesso lo scolorimento del componente. Nella foto qui sopra vediamo una pedivella nera letteralmente consumata dallo sfregamento della scarpa.

Durante un’uscita fangosa lo sporco che si accumula sulle scarpe svolge una forte azione abrasiva sulla pedivella. Il fango che si accumula è carta abrasiva. Sappiamo tutti bene che, se una volta tornati a casa noi non puliamo le scarpe per bene, e le lasciamo infangate, il fango secco rimane attaccato, solidifica e la volta dopo che torneremo in sella andrà a grattugiare nuovamente la pedivella, e questo si ripeterà ad ogni uscita, indipendentemente che giriamo col sole o sull’asciutto.

04Immaginiamo che invece delle scarpe ci sia l’asse di una pedivella, il tappo di uno snodo del telaio, la boccola di un mozzo o ancora peggio il raschiapolvere di una forcella: se non rimosso lo sporco svolge una continua azione abrasiva durante l’utilizzo, danneggiando di conseguenza i componenti. Per questo la pulizia è importante.

Molto spesso inoltre le parti in movimento presentano degli spazi stretti, angusti, in cui lo sporco tende ad infilarsi e ad incastrarsi. Ogni componente, ogni telaio ha i suoi punti deboli, quelli in cui lo sporco si accumula con maggior facilità.

05Prendendo ad esempio un telaio di una bici biammortizzata, notiamo come in prossimità degli snodi o delle bielle ci siano moltissime intercapedini e parti anguste in cui sassolini e sabbia possono incastrarsi. Immaginiamo una pietruzza che si incastra tra biella e telaio: ad ogni movimento svolge un’azione abrasiva sui due elementi.

Insomma, credo abbiamo capito che tutti questi residui non fanno certo bene al telaio. Nonostante le schermature e le guarnizioni, l’effetto deteriorante di sabbia, polvere e pietruzze non si può comunque debellare se non rimuovendo questi residui per tempo con un lavaggio.

L’acqua: la nemica dei cuscinetti

In quest’ottica quindi la costante e meticolosa pulizia della bici sembrerebbe la soluzione ideale: rimuovere per tempo lo sporco significa preservare i componenti dall’usura e dall’abrasione, allungandone la vita.

Tutto questo è vero, anche se c’è un “ma”. L’acqua infatti è vero che da un lato pulisce e toglie lo sporco, ma dall’altro può anche essere un problema.

06Il primo danno che l’acqua ed i frequenti lavaggi arrecano alla bicletta è il dilavamento del grasso. Per ottenere dei risultati accettabili i prodotti per il lavaggio della bicicletta hanno un elevato potere sgrassante, quindi tendono a rimuovere facilmente il grasso che si applica sui componenti e sulle parti in movimento.

Questo grasso svolge infatti un’importantissima azione schermante: essendo un prodotto idrofobo, questo riesce a prevenire l’ingresso dell’acqua all’interno delle parti in movimento e dei cuscinetti. Lavorando in sinergia con le guarnizioni, il grasso sigilla le piccole intercapedini necessarie a ridurre l’attrito delle schermature, tiene lontana l’acqua perchè la respinge ed evita l’ingresso dei corpi estranei

I grassi che si usano sulle bici hanno un’elevata resistenza al dilavamento, ma con i ripetuti lavaggi, soprattutto usando getti ad alta pressione o detergenti e sgrassatori, il grasso viene portato via, venendo a mancare la sua azione schermante/protettiva.

07Una volta dilavato il grasso, l’acqua riesce quindi ad infilarsi dove non dovrebbe, ovvero all’interno dei cuscinetti. Quasi tutte le parti delle nostre biciclette sono oramai in alluminio, titanio, fibra di carbonio, tutti materiali che non risentono di fenomeni di ossidazione. I cuscinetti però, dovendo sopportare carichi elevati, sono costruiti in acciaio, materiale che notoriamente poco apprezza il contatto con l’acqua.

L’acciaio ossida infatti facilmente, causando la formazione di ruggine, estremamente dannosa per il cuscinetto. La ruggine infatti crea un incremento di volume, rende le superfici ruvide ed irregolari e provoca quindi il grippaggio del cuscinetto. Il cuscinetto nel peggiore dei casi non gira più, in casi meno gravi produce fastidiosi cigolii o scricchiolii.

Insomma sembrerebbe proprio che il mito secondo cui lavare la bici le fa male sia tutto sommato fondato.

Lavarla o non lavarla?

Se da un lato è vero che lavare la bici fa male, dall’altro è altresì vero che non lavarla è sicuramente peggio.

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L’azione abrasiva dello sporco è decisamente più importante di quella dell’acqua, che può tutto sommato essere prevenuta. Contro lo sporco non ci si può far niente se non pulirlo quando necessario. Contro l’acqua invece si può intervenire con una regolare manutenzione, smontando, pulendo e reingrassando le varie parti regolarmente.

E’ proprio la manutenzione che, svolta regolarmente, permette di salvaguardare la bici. I lavaggi alla lunga portano via il grasso, ma se noi smontiamo e reingrassiamo i componenti regolarmente risolviamo il problema alla radice.

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Lavare la bici quando serve è quindi importante per rimuovere lo sporco e le particelle abrasive, ma ricordiamoci che più laviamo la bici, più spesso dovremo fare manutenzione.

La giusta verità sta insomma nel mezzo: se da un lato un’eccessiva pulizia della bici è dannosa (pulirla a fondo ad ogni uscita, anche quando il terreno è secco), ancor di più lo è un’eccessiva incuria (lasciare le croste di fango su tutta la bici). Se ad esempio giriamo sulla polvere, una rapida sciacquata può essere sufficiente, non serve spruzzare litri di sgrassatore ogni dove e passare l’idropulitrice.

A proposito di idropulitrice… Il lavaggio ad alta pressione è quanto di più dannoso ci sia per la bici. L’acqua in pressione non solo rimuove il grasso meccanicamente (lo spara via), ma tende anche a penetrare con maggior facilità oltre le guarnizioni, grazie proprio all’elevata pressione con cui è lanciata. Il metodo migliore per lavare la bici è un tubo di gomma, un secchio, una spugna ed una spazzola. Se proprio non possiamo fare a meno di usare l’idropulitrice, cerchiamo almento di stare quanto più lontano possibile da tutte le zone critiche.

Molto importante è come si pulisce la bici: con la dovuta cura, la pulizia ed il lavaggio non sono dannosi e preservano la bici assicurando una lunga durata ai componenti ed al telaio.

Photographe sportif

SIETE PRONTI PER L'INVERNOOrmai la bella stagione è andata: freddo e neve hanno fatto la loro comparsa sui sentieri. Tem...
11/11/2014

SIETE PRONTI PER L'INVERNO

Ormai la bella stagione è andata: freddo e neve hanno fatto la loro comparsa sui sentieri. Tempo di appendere la bici al chiodo? Non sia mai! Con i giusti accorgimenti anche l’inverno può rivelarsi una stagione bellissima per girare e per mantenere la forma fisica, in modo da arrivare pronti per la prossima stagione.

Fango, neve, acqua non ci spaventano, ma la nostra bici è pronta alle intemperie di questa stagione? In che modo possiamo prepararla al meglio per la stagione invernale?

Gomme

1 Gomme1.1 …e le vecchie gomme?

2 La manutenzione: prevenire è meglio che curare2.1 Cuscinetti e perni
2.2 Trasmissione
2.3 Sospensioni

3 Trucchi e segreti

Cambia il meteo, cambia lo stato dei sentieri e devono cambiare anche le gomme. Se in estate abbiamo montato gomme più scorrevoli per ottimizzare la resa in pedalata e la scorrevolezza, magari con tasselli bassi e fitti per assicurare un buon grip sui terreni asciutti, adesso è tempo di passare a qualcosa di più aggressivo.

Gomme da fango quindi? Non sempre, spesso una soluzione intermedia è più indicata.


Addio gomme scorrevoli! D’inverno è meglio mo***re qualcosa di più aggressivo

Quali sono le caratteristiche che una gomma invernale deve avere? Partiamo dal presupposto che in inverno è molto difficile trovare sentieri completamente asciutti: anche nelle zone migliori da un punto di vista climatico, la neve, la pioggia, l’umidità della notte rendono i sentieri per lo meno umidi, se non viscidi e scivolosi. Una gomma invernale quindi deve andare bene sull’umido/bagnato.

La tassellatura deve quindi essere più pronunciata. Tasselli alti per mordere sui terreni morbidi, piuttosto distanziati per scaricare bene il fango. Gomme con tasselli fitti e bassi si impastano subito quando è bagnato, diventando delle pericolose saponette. Gomme da fango o da bagnato quindi? Non per forza, dipende da dove si gira. Spesso una gomma intermedia un po’ tassellata (High Roller, Muddy Mary, Nobby Nic per xc, ecc) può rivelarsi un’ottimo compromesso: non si perde troppo in scorrevolezza e si ha quella sicurezza in più che permette di divertirsi anche sul viscido.

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Oltre al disegno, molto importante è la mescola. Per chi chi gira su sentieri naturali il principale nemico non è infatti tanto il fango (se non è “lavorato” dal passaggio delle bici, il fango non crea troppi problemi), quanto più pietre e radici umide e scivolose, spesso nascoste sotto le foglie. L’unica arma contro queste insidie sono gomme a mescola morbida, almeno davanti. Dietro si può mantenere una gomma medio-dura (sui 50-62a) per non perdere troppo in scorrevolezza quando si pedala ed avere una durata maggior, ma davanti una mescola morbida (45-42a) è la scelta migliore. Non dimentichiamoci poi che con le basse temperature le gomme si induriscono ed una mescola morbida, con il freddo, si comporta come una più dura in estate.

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…e le vecchie gomme?

Cosa fare invece dei vecchi copertoni, magari ancora semi-nuovi e con pochi chilometri alle spalle? Buttarli è fuori discussione: se conservati correttamente potremo rimontarli quando tornerà la bella stagione.

pulizia gommaLa prima cosa che dobbiamo fare è smo***re e pulire il vecchio pneumatico. Una bella lavata alla bici prima di metterci al lavoro è spesso sufficiente. Se utilizziamo gomme tubeless con il lattice, cerchiamo però di rimuovere il lattice dall’interno dello pneumatico: finchè è liquido il lattice va via facilmente, quando è secco è invece un lavoro infinito.

Rimuovere il lattice è importante per evitare che si formino grumi che andrebbero a squilibrare il copertone, creando vibrazioni durante il rotolamento.

Pulito il copertone, lo lasciamo asciugare eventualmente passando uno straccio per rimuovere ulteriori residui di lattice.

Un buon sistema per evitare che la gomma si secchi durante l’inverno è di applicare del nero gomme su tutta la carcassa.

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Il nero gomme infatti, oltre a lucidare il copertone, crea un efficiente patina protettiva che riduce il deterioramento della mescola nel tempo. Lo troviamo in qualsiasi negozio di autoricambi, anche al supermercato.

Lo possiamo applicare in diversi modi: quello spray è sicuramente il più comodo, quello liquido richiede un pennello ma costa meno e dura di più.

Applicato il nero gomme, lo facciamo asciugare alcuni minuti e riponiamo le gomme in un posto riparato, lontano da sbalzi termici e soprattutto lontano dalla luce solare diretta: uno scatolone, un’armadio, anche solo un sacchetto di plastica vanno benissimo come luogo di stoccaggio.

La manutenzione: prevenire è meglio che curare

Fango ed acqua sono i nemici numero uno di qualsiasi parte della bicicletta. Cuscinetti, catena, deragliatori: tutto si consuma più in fretta in condizioni di bagnato.

Sono in tanti a pensare che mettersi a sistemare la bici prima della stagione invernale sia inutile: a cosa serve far manutenzione quando poi si gira nel fango e la neve? Meglio sistemare la bici quando inizia la bella stagione, tanto con il bagnato tutto funziona male. Niente di più sbagliato…

Cuscinetti e perni

Il grasso è la principale protezione che snodi e cuscinetti hanno contro l’ingresso di acqua e sporco dall’esterno. I cuscinetti sono schermati, è vero, ma solo il grasso, grazie alle sue caratteristiche idrofobe, riesce ad evitare che l’acqua penetri negli snodi e formi la ruggine.

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Specialmente se abbiamo usato tanto la bici durante l’estate, con i continui lavaggi, l’acqua e lo sporco proveniente dai sentieri, è facile che il vecchio grasso si sia dilavato con il tempo: cuscinetti e snodi si possono trovare quindi sprotetti.

Per evitare corrosione e grippaggio a causa delle severe condizioni invernali, dobbiamo quindi intervenire preventivamente, andando a smo***re, pulire e reingrassare le seguenti parti:
Serie sterzo: da pulire e reingrassare in tutte le sue parti. Un buon grasso bianco al litio è ottimo per questo componente, in alternativa ci sono anche grassi specifici.
Movimento centrale: smontiamo e reingrassiamo le calotte, specialmente se sono di tipo filettato. Un buon anti seize è ottimo per questa applicazione. Puliamo e reingrassiamo anche l’asse della guarnitura, prestando attenzione di mettere un po’ di grasso o anti seize su tutti i filetti (esclusi quelli delle boccole delle corone): questo preverrà il grippaggio.
Pedali: controlliamo che non siano bloccati ed applichiamo del grasso sulle filettatura.
Snodi del telaio: assicuriamoci che non ci siano cuscinetti grippati o che grattano e controlliamo che sia tutto ben lubrificato. Se il nostro telaio è predisposto con gli ingrassatori, una bella “sparata” di grasso con l’apposita pi***la non può che far bene.

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Grasso bianco al litio: il miglior amico della nostra bicicletta!

Si tratta di semplici operazioni di manutenzione ordinaria, ma che se fatte per tempo possono evitare fastidiosi e costosi inconvenienti futuri.

Trasmissione

Le intemperie invernali mettono a dura prova anche la trasmissione. Oltre ad una regolare lubrificazione e pulizia (da eseguire regolarmente durante la stagione), assicuriamoci costantemente che l’usura catena non diventi eccessiva.

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Se infatti riusciamo a mantenere l’usura catena entro lo 0,75% potremo evitare di sostituire i pignoni, sostituendo solo la catena all’occorrenza.

Per ridurre al minimo l’usura catena durante l’inverno, cerchiamo di mantenere sempre pulita la trasmissione. Applichiamo prodotti adatti a condizioni di bagnato (olio wet) ed evitiamo di lasciare la catena bagnata quando non utilizziamo la bici.

Inutile invece andare a sostituire le guaine, limitiamoci ad un’oliata al filo. Se non sono troppo mal ridotte, possiamo rimandare la loro sostituzione alla prossima primavera.

Se la trasmissione è alla frutta (usura catena eccessiva), ma funziona ancora correttamente, non stiamo a sostituire i pezzi. Cerchiamo di ti**re avanti fino alla fine della br**ta stagione, inutile macinare i componenti nuovi durante l’inverno.

Sospensioni

1374097684Le sospensioni risentono molto di fango ed acqua: lo sporco può infatti insinuarsi nei raschiapolvere e causare seri danni, oltre a compromettere la scorrevolezza e contaminare l’olio.

Il modo migliore per prevenire l’ingresso dello sporco è di controllare che i raschiapolvere siano in ordine. Una revisione ordinaria prima e dopo la br**ta stagione, specialmente per chi gira tanto, è sicuramente consigliabile. In cosa consiste la revisione ordinaria? Tre semplici operazioni: sostituzione dell’olio di lubrificazione, pulizia dei foderi o del ma**cotto dell’ammortizzatore, ispezione ed eventuale sostituzione delle tenute.

Qualcuno potrà controbattere che è una spesa elevata, ma sappiate che una manutenzione ordinaria è un’operazione semplice, non ha nulla a che vedere con una revisione completa ed un meccanico onesto non vi prenderà più di poche decine di euro per il lavoro. Se poi siete un minimo pratici di meccanica, potete farla tranquillamente da voi a costo quasi zero. Nel Tech Corner c’è tutto quello che vi serve!

forcella
Una forcella Fox lasciata senza manutenzione: notare la perdita di olio dal raschiapolvere che ha causato danni irreparabili allo stelo della forcella. Il proprietario voleva risparmiare sulla manutenzione, ma alla fine si è ritrovato con una costosa forcella irrimediabilmente danneggiata.

Trucchi e segreti

Girare d’inverno può essere utile e divertente: la bici che va di traverso, il brivido del recuperare una sbandata, l’adrenalina che può dare scendere a cannone sulle radici viscide sono esperienze che aiutano molto a migliorare la propria tecnica e sensibilità di guida.

Il fango però può essere però anche molto fastidioso, ecco alcuni trucchetti per affrontarlo al meglio.

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I parafango sono brutti e scomodi: si rompono, ci intralciano nella guida e spesso fanno più danni che benefici.

Esistono però delle soluzioni discrete, come il Marsh Guard che, oltre a svolgere un’efficiente protezione contro gli schizzi di fango in faccia, aiutano anche a preservare la forcella.

Eh si, questo tipo di parafango infatti riduce drasticamente l’accumulo di fango sui raschiapolvere, riducendo nettamente il rischio che acqua e sporco possano superare questa barriera. Anche lo stelo ringrazia, visto che non deve più scorrere in mezzo ad una poltiglia abrasiva.

Poca spesa, tanta resa direbbe qualcuno: visto l’ingombro ed il fastidio, questo accessorio è un must per la stagione invernale. Se avete un po’ di pazienza e manualità, potete anche autocostruirvelo: http://www.mtb-forum.it/workshop-il-parafango-fatto-in-casa/

Manutenzione_07_Silikon_SprayChi gira spesso su terreni argillosi sa benissimo che certi tipi di fango tendono ad incollarsi ovunque, anche sul telaio, arrivando persino ad impedire la rotazione delle ruote.

Un semplice trucchetto per ridurre il rischio che il fango si attacchi consiste nello spruzzare dell’olio spray al silicone nelle zone più sensibili: passaggio ruota, pedali, zone di movimento del carro.

Come applicarlo? Semplice: si spruzza, ad una distanza di circa 10-20cm il prodotto sul telaio e lo si lascia asciugare.

Il silicone forma una patina idrorepellente che ridurrà l’accumulo di fango, facilitandone il distacco.

L’unica precauzione che bisogna prendere è di evitare che l’aerosol vada a contatto con i dischi.

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