26/07/2026
Non siamo soli.
Condividiamo la preoccupazione e l'amarezza espresse dai I Briganti ASD per un provvedimento che rischia di affrontare il disagio e le disuguaglianze sociali con risposte esclusivamente repressive.
Come loro, continueremo ad adoperarci nella comunità per costruire spazi di socialità, partecipazione e condivisione, convinti che siano gli strumenti più efficaci per contrastare la crescente miseria economica, emotiva, culturale e valoriale che attraversa la nostra società.
Continueremo a tessere alleanze tra generazioni e a rafforzare i legami sociali con tutte e tutti coloro che condividono il nostro sguardo sul mondo e la volontà di trasformarlo. Perché è nelle relazioni, nella solidarietà e nell'impegno collettivo che nasce la vera alternativa alla paura e all'esclusione.
Abbiamo voluto aspettare e prendere fiato prima di scrivere questo post, perché forse mai come ieri ci siamo sentiti amareggiati e perduti.
E lo scriviamo come educatori, prima che da sportivi, e volontari che tengono aperto un progetto ed una struttura che ha come obiettivo principale il costruire strade nuove ed alternative per i ragazzi di una periferia difficile, abbandonata e saccheggiata.
Il cosiddetto decreto "anti maranza" parte già con un'insopportabile etichettatura razzista, classista, dispregiativa di un mondo giovanile - che spesso poco si comprende - che non è altro che un risultato di un sistema economico, culturale, valoriale, di opportunità che gli adulti stanno offrendo da tempo alle giovani generazioni.
L'idea che sia con la repressione, con qualche pena in più, con la detenzione, con la punizione che si possa gestire un fenomeno così diffuso e radicato e che trova degenerazione nella violenza, nella criminalità, nello sfrenato edonismo è solo la soluzione più facile ma soprattutto più vigliacca che si possa immaginare.
Vigliacca, perché non ammette che il vero responsabile di questo degrado che vivono i ragazzi è un sistema educativo fallimentare, fatto da servizi sociali e scuole allo stremo, genitori impreparati ed Istituzioni che se ne infischiano.
Istituzioni di governo che spendono tempo e risorse per distruggere il futuro della collettività (come la f***e corsa al riarmo) e disinvestono nella formazione, nella cultura, nell'educazione e nella realizzazione strategica di servizi a supporto prima dei genitori e poi dei ragazzi. Governi che si succedono senza mai affrontare seriamente questa degenerazione della società ed improvvisamente si svegliano dal torpore e aggrediscono i più deboli, quei giovani che diventano doppiamente vittime e con poche paginette calpestano diritti, faticosi percorsi pedagogici, il lavoro di insegnanti ed educatori che loro stessi hanno abbandonato negli ultimi decenni, quasi fossero le guarnigioni guidate da Drogo nel deserto dei Tartari.
La logica è quella della deresponsabilizzazione: i colpevoli - per loro - sono i ragazzi e i ragazzi la devono pagare.
Eh no. I colpevoli siamo tutti ma soprattutto lo siete voi voi che potevate e non avete fatto.
Vergogna, solo vergogna.