14/04/2025
“Riquadro narrativo”
● GP Focus Bahrain 2025 ● Il palcoscenico di un Piastri… da Oscar
By Claudio Santoro
Sakhir. Il Gran Premio del Bahrain ci ha restituito una lotta intestina che mancava da tempo alla F1; una sfida su cui, in parte, i riflettori mediatici sembrano approssimarsi con timidezza, per le solite ragioni solo a volte comprensibili: si tratta di McLaren e non di Ferrari, sono due piloti giovani, ancora alla ricerca del titolo (ufficiale o generazionale) di “campione” e, infine, guidano la vettura migliore del lotto.
Eppure la F1 è piena di duelli che hanno dalla loro una copertura tecnica inattaccabile. La stessa McLaren ha ospitato quella che per molti è stata la rivalità più cruda e sportivamente elevata (per talento, risultati e agonismo messo in pista) nella storia del motorsport, quella tra Senna e Prost. C’è poi quel 2016 tra Hamilton e Rosberg che gli appassionati ancora ricordano.
Perché dunque non dare il giusto spazio a una rivalità che, con altissime probabilità, renderà il mondiale 2025 degno – più di altri, di sicuro – di essere seguito con accanimento e, perché no, con un po’ di sano tifo?
Ma c’è dell’altro ed è un’immagine tutta racchiusa in quel rettangolo in alto a sinistra “sul vostro teleschermo”, per citare il buon Vanzini: il momento dell’arrivo vittorioso di Oscar Piastri, vero mastermind di questa gara e, forse, dell’intero mondiale. Un dominatore che, per ora, sembra ancora trappola di quella minor copertura mediatica di una regia che lo ha relegato all’interno di quel rettangolo, dentro un riquadro narrativo che mantiene inalterato il suo valore sportivo.
Successore del se stesso capace di tener testa nel 2024 al più quotato compagno di team Lando Norris, anche a costo di far storcere il naso a qualcuno in un connubio complice e antagonista di disobbedienza reciproca portato avanti insieme a Norris, Oscar si candida meritatamente alla vittoria di questo mondiale, sia perché al momento ha la macchina migliore, sia perché ha dimostrato, al netto di altre possibili e plausibili considerazioni su Norris, di essere l’unico in grado di mantenere i nervi saldi e una certa costanza prestazionale di cui, la Ferrari, è per ora la quintessenza al contrario.
Tutto questo dietro quello sguardo da ragazzo semplice reso più profondo e “maturo” da una innata tendenza alla competizione, la quale viene comprovata pressoché ogni weekend dalle sue azioni mirate (e minatorie per il suo team mate) che fanno la gioia di McLaren e di chi cerca, nel pandemonio di inizio stagione, una stella di riferimento al fine di individuare un nuovo metro di paragone fra “lui” e “gli altri”.