23/09/2026
Note che fanno vibrare il ❤️
𝐅𝐄𝐋𝐈𝐂𝐈 𝐃𝐈 𝐀𝐓𝐓𝐄𝐍𝐃𝐄𝐑𝐋𝐀 𝐀𝐋 𝐓𝐑𝐀𝐆𝐔𝐀𝐑𝐃𝐎
𝐋𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐛𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚: 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐚 𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐫𝐬𝐚 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐥𝐚𝐭𝐭𝐢𝐚
𝘾𝙞 𝙨𝙤𝙣𝙤 𝙨𝙩𝙤𝙧𝙞𝙚 𝙘𝙝𝙚 𝙫𝙖𝙣𝙣𝙤 𝙤𝙡𝙩𝙧𝙚 𝙡𝙤 𝙨𝙥𝙤𝙧𝙩. 𝘾𝙞 𝙨𝙤𝙣𝙤 𝙜𝙖𝙧𝙚 𝙘𝙝𝙚 𝙣𝙤𝙣 𝙨𝙞 𝙘𝙤𝙧𝙧𝙤𝙣𝙤 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙧𝙤 𝙞𝙡 𝙘𝙧𝙤𝙣𝙤𝙢𝙚𝙩𝙧𝙤, 𝙢𝙖 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙧𝙤 𝙡𝙖 𝙥𝙖𝙪𝙧𝙖, 𝙞𝙡 𝙙𝙤𝙡𝙤𝙧𝙚 𝙚 𝙦𝙪𝙚𝙞 𝙥𝙚𝙣𝙨𝙞𝙚𝙧𝙞 𝙤𝙨𝙘𝙪𝙧𝙞 𝙘𝙝𝙚, 𝙖 𝙫𝙤𝙡𝙩𝙚, 𝙨𝙚𝙢𝙗𝙧𝙖𝙣𝙤 𝙥𝙞𝙪̀ 𝙛𝙤𝙧𝙩𝙞 𝙙𝙞 𝙣𝙤𝙞.
(articolo di Peppe Sacco)
Questa è la storia di Maria. Qualche tempo fa eravamo a cena a casa sua: era ancora nel pieno delle terapie. Avevamo scelto di stare da lei per non farla affaticare e, soprattutto, per farle sentire tutto il calore della squadra. Maria è un’atleta vera. Una di quelle che vivono la gara, che sentono dentro il brivido della competizione. Quella sera, mentre si parlava del nostro sport, ricordando il compianto Presidente Angelo, Maria disse con la voce rotta: «Ho paura che ora tocchi a me». Moglie e mamma di due figli, si trovava di fronte a una diagnosi dura, impietosa, e a una battaglia che nessuno dovrebbe mai essere costretto ad affrontare. In quel momento era smarrita. Ma poi, come solo certe donne sanno fare, ha raccolto tutta la sua forza ha fatto una promessa: «Se ne esco, torno a correre con la maglia di Angelo». Domenica 20 settembre, Maria quella promessa l’ha mantenuta. Ha corso i 10 chilometri de "La Due Comuni", gara su strada in Campania tutt’altro che semplice. Avrebbe potuto scegliere un rientro più dolce, un percorso più agevole. Ma Maria aveva bisogno di capire. Aveva bisogno di sentire il suo corpo, di ascoltare i battiti del cuore e di ritrovare la certezza che, dopo anni di silenzi, paura e sofferenza, fosse davvero tornata a vivere. E, sopra ogni cosa, voleva correre per sostenere la causa di Telethon. E così è partita. Non per il cronometro. Non per la classifica. Ma per compiere quel giuramento fatto a se stessa e alla sua squadra. Lei, che nelle gare passate staccava spesso il marito Antonio, stavolta lo ha voluto al suo fianco per tutti i 10.000 metri: non per il timore di non farcela, ma per la pura gioia di condividere con lui ogni singolo passo. E noi eravamo lì, ad aspettarla. Perché nel frattempo era arrivata la notizia più bella, quella che sembrava quasi impossibile: il male che l'aveva morsa non risultava più dagli esami. Forse i miracoli esistono davvero. Quando Maria è apparsa sugli ultimi 100 metri, indossando la maglia del suo Presidente Angelo, abbiamo percepito tutta la sua forza, la sua emozione, il battito potente del suo cuore. Quell’abbraccio subito dopo la linea d’arrivo ha detto tutto ciò che le parole non riusciranno mai a esprimere. Un abbraccio alla vita, alla sua squadra, ad Angelo, ad Antonio, ai suoi figli. E a tutte le persone che, nel buio della malattia, hanno ancora bisogno di continuare a credere.