Si può iniziare a praticarlo all’ età di 13 anni. Negli ultimi anni c’è stato un forte incremento di ragazzi e ragazze, che sta facendo espandere notevolmente il settore giovanile su cui la Federazione Italiana Tiro A Volo sta investendo molto organizzando numerose gare riservate ai tiratori e tiratrici di età compresa tra i 13 e 21 anni. ANCHE IL NOSTRO IMPIANTO DISPONE DI UN CENTRO C.A.S. (Cent
ro di Avviamento allo Sport) dove il SETTORE GIOVANILE viene seguito da istruttori D' ALFONSO Gianni. IL NOSTRO SPORT
Il tiro a volo è uno sport che consiste nel colpire un bersaglio chiamato piattello con un fucile a canna liscia. E’ disciplina olimpica. Nella specialità della "FOSSA OLIMPICA", i tiratori sparano su una linea di tiro rettilinea posta parallelamente a quindici metri dietro la fossa in cui si trovano le macchine lanciapiattelli, alternandosi su cinque pedane diverse. Il piattello viene lanciato automaticamente appena arriva l'ordine del tiratore, che attende con il fucile imbracciato e caricato con due colpi.Ad ognuna delle cinque pedane corrispondono tre macchine lanciapiattelli (per un totale di quindici) ed una roulette automatica stabilisce la successione dei lanci.Questo elemento rappresenta la difficoltà per il tiratore che, pur conoscendo il tempo di uscita del piattello, deve intercettarne la direzione che può variare, sul piano orizzontale, di 90° e la sua altezza, a dieci metri di distanza dalla fossa, da un metro e mezzo fino ai tre metri e mezzo. STORIA
Da addobbi natalizi a primi bersagli mobili. Nella seconda metà dell'800, infatti, gli statunitensi attribuirono un impiego diverso alle p***e di vetro ornamento degli abeti natalizi ideando un gioco di abilità che consisteva nel colpire queste p***e che venivano lanciate in aria da apposite macchine chiamate balltraps. Questo "passatempo" divenne in breve un esercizio popolarissimo in America mentre in Europa non trovò molto entusiasmo in quanto considerato divertente, ma poco impegnativo. Diversamente fu accolta nel 1880 la proposta, sempre di marca statunitense, di un bersaglio mobile in argilla a forma di disco. Il bersaglio si diffuse molto nei paesi anglosassoni con il nome di clay-bird (uc***lo d'argilla), quindi come pigeon d'argile (piccione d'argilla) in Francia ed infine in Italia e Spagna dove il dischetto fu ribattezzato piattello. L'effetto Olimpiadi (il tiro a piattello specialità Trap o Fossa Universale fu ammesso come sport facoltativo ai Giochi di Parigi del 1900) giovò senz'altro alla promozione internazionale della disciplina. Nel 1926 un appassionato industriale del settore, Ettore Stacchini, fondò la Federazione Italiana Tiro al Piccione d'Argilla (FITPA) che riuscì a riunire 30 società di tutte le regioni italiane. L'anno successivo la FITPA si trasformò in FITAV (Federazione Italiana Tiro a Volo) ed entrò a far parte del CONI con 151 società e 916 tiratori, sotto la guida del suo fondatore che ne divenne il primo Presidente. La storia del tiro a volo è quindi ricca di successi, in quattordici edizioni dei giochi Olimpici il Tiro a Volo Italiano ha conquistato 8 medaglie d'oro, sette d'argento e otto di bronzo.