ShenGong Taiji

ShenGong Taiji Shen Gong Pitigliano. Il Taijiquan stile Chen in Maremma Scuola di Taijiquan stile Chen e Qi Gong a Pitigliano.

Lo stile praticato dalla nostra scuola è lo stile più antico di Taijiquan ed è caratterizzato da movimenti a spirale, alternanza di lentezza e velocità con momenti di emissione di energia ( fajin) in accordo con i principi del dualismo yin e yang. La pratica di questo stile ha un ottimo impatto sul benessere prsicomotorio dell'individuo. Il QiGong praticato è molto vicino a quello della tradizione

cinese, e si focalizza sulla stimolazione di punti energetici, allungamento tendo-muscolare e miglioramento della postura.

21/04/2026

🍃 Wu Wei en Taijiquan: el momento exacto donde sueltas la tensión (y todo cambia).

Hay un instante en la práctica del Taijiquan que lo cambia todo. No es un movimiento. No es una postura. No es una técnica.

Es un suelte.

Ese momento microscópico en el que dejas de sostener una tensión que no sabías que estabas sosteniendo. Los hombros caen. La mandíbula se libera. La respiración se hunde. Y de repente, el movimiento que antes era forzado, se vuelve fluido.

Eso es Wu Wei (无为) en acción. No como concepto filosófico abstracto, sino como experiencia corporal concreta.

Wu Wei no es "no hacer nada"

Wu Wei se traduce a menudo como "no-acción" o "acción sin esfuerzo". Pero esa traducción confunde. No significa pasividad. Significa acción sin tensión innecesaria. Es la diferencia entre:

Empujar una puerta que no cede (acción forzada) y esperar a que la persona del otro lado la abra (acción oportuna).

Tensar el brazo para que no te muevan (rigidez) y permitir que la fuerza del otro se disipe en el suelo (ceder con estructura).

En el Taijiquan, Wu Wei no es un estado que se alcanza y se mantiene. Es un evento recurrente: el momento exacto en el que identificas una tensión parasitaria y la sueltas.

El ciclo de la tensión

Observa cómo ocurre en la práctica:

Te preparas para un movimiento. Intencionalmente o no, activas músculos que no necesitas. Hombros, mandíbula, dedos de los pies.

El movimiento se vuelve torpe. La tensión bloquea la transmisión de energía. El brazo se mueve solo, desconectado del centro.

El maestro (o tu propia conciencia) te señala: "Suelta los hombros".

El momento Wu Wei: Sueltas. No fuerzas la relajación. Simplemente, dejas de sostener.

El movimiento se transforma. De repente, el brazo se siente más ligero. La respiración se profundiza. La conexión con el suelo aparece.

Ese instante —el punto 4— es Wu Wei. No es un logro. Es un permiso.

Cómo reconocer ese momento

No es dramático. No hay fuegos artificiales. Se siente como:

Un pequeño suspiro. La exhalación se alarga sin que la fuerces.

Una caída. Los hombros bajan por gravedad, no porque los empujes.

Un descomprimir. La columna se alarga ligeramente.

Un calentamiento. La zona del Dantian se vuelve más presente.

La primera vez que lo sientes, piensas: "Ah, era esto". Y te das cuenta de que antes estabas sosteniendo una tensión que no tenías que sostener.

Dónde se esconden las tensiones que necesitan Wu Wei

Las más comunes:

Mandíbula: Dientes en contacto, lengua presionando el paladar.

Hombros: Elevados hacia las orejas, incluso un par de milímetros.

Pecho: Contraído, como si protegeras algo.

Rodillas: Bloqueadas o hiperextendidas.

Dedos de los pies: Agarrando el suelo por miedo a caer.

Ninguna de estas tensiones es "mala". Son reflejos de protección. El problema no es tenerlas. El problema es no saber que las tienes.

Cómo cultivar el momento Wu Wei

No se puede forzar. Forzar un "suelte" es otra tensión. Se cultiva mediante:

El escaneo corporal constante. Durante la forma, cada pocos segundos, lleva atención a hombros, mandíbula, respiración. No para corregir. Solo para notar.

La respiración como ancla. Al exhalar, permite que la tensión se vaya con el aire. No la empujes. Solo obsérvala mientras se disipa.

La práctica de la pausa. Antes de cada movimiento, un instante de quietud. En esa pausa, suelta lo que no necesitas. Luego muévete.

El Tui Shou como espejo. Cuando alguien te empuja, tu primera reacción es tensarte. Wu Wei es notar esa tensión y soltarla antes de que bloquee tu estructura.

Wu Wei no se logra esforzándose. Se logra dejando de esforzarse en lo que no sirve. No es un destino. Es una dirección. No es un estado permanente. Es un regreso constante.

Cada vez que sueltas una tensión que no sabías que tenías, estás haciendo Wu Wei. No necesitas más. Solo necesitas seguir soltando.

La próxima vez que practiques, no intentes "hacer bien" el movimiento. En su lugar, busca la tensión que puedes soltar. Una sola. La más evidente. Suéltala. Observa cómo cambia todo lo demás.

Ese momento es Wu Wei. Y está siempre disponible.

👇 ¿Has sentido ese momento de "suelte" en tu práctica? ¿Qué tensión se te hace más difícil detectar?

La Scuola ShenGong Taiji Augura a tutti un Felice Anno del Cavallo di Fuoco ✨☯️✨
16/02/2026

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28/01/2026

Solo una piccola goccia...

Nel pensiero zen, la goccia di pioggia non è qualcosa da interpretare: è qualcosa da osservare mentre accade.

Una goccia non porta un messaggio, non annuncia nulla. Cade.
E proprio perché cade senza intenzione, diventa insegnamento.

La parola giapponese 雨滴 (uteki) non contiene poesia nel senso occidentale. È essenziale, quasi impersonale. Non dice “bella”, non dice “triste”, non dice “silenziosa”. Dice soltanto: una goccia di pioggia. Questo è il suo valore.

Nello zen, ciò che è minimo è sufficiente.
Una sola goccia contiene l’intera pioggia.
Un solo istante contiene l’intero tempo.

Quando una goccia cade, non si chiede dove finirà. Non resiste all’aria, non accelera, non rallenta. Segue la sua natura. In questo, è perfettamente presente. Non è ancora terra, non è più nube. È esattamente ciò che è, nel punto in cui si trova.

Osservare una goccia significa allenare lo sguardo a non aggiungere.
Non aggiungere pensieri.
Non aggiungere giudizi.
Non aggiungere rumore.

La mente, come la pioggia, diventa confusa quando cerca di essere abbondante. Diventa chiara quando accetta di essere una sola goccia alla volta.

Uteki ci ricorda questo:
non serve capire tutto,
non serve contenere tutto,
basta cadere pienamente nell’istante presente.

E quando la goccia tocca terra, non lascia traccia di sé.
Ma il mondo, per un attimo, è cambiato.

―――

Nubi lontane,
brezza leggera da est –
goccia di pioggia

遠き雲
東のやさしき風 ―
雨滴

Ōki kumo
Higashi no yasashiki kaze —
Uteki

Hisao 2026

Buone Feste a tutti ✨☯️✨
24/12/2025

Buone Feste a tutti ✨☯️✨

12/12/2025

Confucio stava viaggiando per il regno di Chu quando, attraversando una foresta, vide un uomo anziano che, con incredibile destrezza, acchiappava cicale usando una canna con un po' di resina sulla punta.
L'uomo le prendeva una dopo l'altra, come se le raccogliesse da terra. Non ne mancava mai una.
Confucio, colpito, gli si avvicinò e disse: "La tua abilità è straordinaria! C'è un metodo particolare?"
L'uomo anziano rispose: "C'è un metodo. Per cinque o sei mesi mi alleno a tenere in equilibrio, sulla punta della mia canna, due palline di fango senza farle cadere. Quando riesco a farlo, perdo pochissime cicale. Con tre palline, ne perdo una su dieci. Con cinque palline, le acchiappo tutte, come se le raccogliessi con le mani.
"Mi porgo al compitto come un ceppo di legno; tengo il mio braccio come il ramo secco di un albero.
Per quanto vasto sia il mondo, per quanto numerose siano le creature, io non vedo che le ali della cicala. Non lascio che nulla, né a destra né a sinistra, disturbi la mia attenzione. Come potrei non riuscire?"
Confucio si voltò verso i suoi discepoli e disse: "‘L’intenzione indivisa riunisce lo spirito in un unico punto". Queste parole si riferiscono proprio a un uomo come lui!"

- Dal testo Liezi -

Nel Taoismo, l'allenamento non è un accumulo meccanico di ripetizioni, ma un processo di "affinamento". Lo scopo dell'addestramento con le palline di fango non è diventare bravi a tenere in equilibrio le palline. È dissolvere la distinzione tra sé e l'azione. Il corpo e la mente, attraverso la ripetizione consapevole, dimenticano lo sforzo e diventano l'atto stesso dell'acchiappare.
Un allenamento eccessivamente teso o ansioso "brucia" lo spirito e disperde il Qi. L'allenamento del vecchio è paziente, graduale. È il fuoco lento dell'alchimista che trasforma la materia grezza (l'inesperto) in oro puro (il maestro).
Nella filosofia cinese, lo Zhi è la "volontà", la forza intenzionale che orienta il cuore-mente. Non è volontà come sforzo di forza bruta, ma come bussola interiore stabilizzata.
Un principio fondamentale è che "Il Qi segue lo Zhi". Dove si fissa l'intenzione, lì fluisce l'energia. Il vecchio fissa il suo Zhi unicamente sulle "ali della cicala". Di conseguenza, tutto il suo Qi converge lì, senza dispersioni.
L'obiettivo finale non è "prendere molte cicale". Quello è un sottoprodotto. L'obiettivo è quello che Confucio chiama "riunire lo spirito in un unico punto". È quando tutte le facoltà mentali ed energetiche sono raccolte, che la mente ordinaria (con i suoi dubbi, paure, distrazioni) si quieta.
L'azione apparentemente magica del vecchio è la quintessenza del Wu Wei.

Mercoledì 8/10 ore 17:30 presso la nostra sede a Pitigliano presentazione Taijiquan e Qigong .I corsi sono aperti a chiu...
25/09/2025

Mercoledì 8/10 ore 17:30 presso la nostra sede a Pitigliano presentazione Taijiquan e Qigong .I corsi sono aperti a chiunque voglia conoscere e provare i Benefici di queste Antiche Discipline Cinesi mirate a ritrovare un benessere generale del Corpo Mente Respiro.

per inf. 3296147897

23/09/2025

Indirizzo

Via Bognomini 111
Pitigliano
58017

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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